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La scuola in provincia di Como chiude. Il Comitato dei genitori presenta un nuovo dossier

A Socco, frazione di Fino Mornasco, dove ormai da mesi si contrappongo i genitori dei bimbi della scuola Rodari – contrari alla decisione di chiudere la scuola – e l’amministrazione che ha più volte spiegato nel dettaglio le ragioni di tale decisione, si continua a cercare una possibile via d’uscita.

Dopo la petizione popolare a tutela del plesso scolastico di Socco con ben 888 firme e ulteriori confronti, ora ecco un ulteriore passaggio, come spiegato dal Comitato.

La vicenda della scuola primaria “Gianni Rodari” entra in una nuova fase. Dopo la prima PEC con cui il Comitato Cittadino “Rodari” Socco ha chiesto agli enti competenti di ricostruire l’iter amministrativo che ha portato alla mancata attivazione della classe prima e alla prospettata concentrazione dell’offerta scolastica a Valle Mulini, è arrivata la risposta della dirigente scolastica, che ha espresso piena disponibilità a un confronto istituzionale. Ma il Comitato non si è fermato lì. Pochi giorni dopo ha trasmesso una corposa nota integrativa, nella quale amplia il quadro delle richieste e ribadisce che il confronto, pur ritenuto positivo, non può sostituire l’approfondimento amministrativo e tecnico richiesto agli organi competenti.

La nuova documentazione, articolata in dieci pagine, non aggiunge una protesta ma nuove domande. Il Comitato chiede di acquisire gli atti che hanno portato alla riorganizzazione, di chiarire il percorso seguito per le iscrizioni, di verificare la capacità ricettiva del plesso di Valle Mulini, la sostenibilità del servizio mensa, le valutazioni sulla sicurezza e la documentazione tecnica posta a fondamento della scelta organizzativa.

L’obiettivo dichiarato resta uno solo: comprendere se una decisione destinata a modificare in modo stabile la rete scolastica del territorio sia stata preceduta da un’istruttoria completa, trasparente e supportata da elementi oggettivi e verificabili

Comitato Cittadino “Rodari” Socco

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