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Attualità

Ex cava Citrini per i detriti della Variante Tremezzina, il giallo continua. Pozzi: “Mai dato autorizzazione”

Il 29 marzo (giorno della fine della prima tranche di lavori della Variante della Tremezzina) si avvicina sempre di più ma, al momento, si sa ancora ben poco di cosa ne sarà della ex Cava Citrini .

Ma andiamo con ordine.

La struttura situata a Castiglione (Centro Valle Intelvi), secondo il progetto della Variante, dovrebbe essere impiegata per smaltire lo smarino proveniente dal cantiere tanto discusso. Si tratterebbe di un lavoro non da poco, si parla di 70 mila metri cubi di carico trasportati da 18 autocarri, per un totale di 35 transiti quotidiani, in circa 1200 giorni lavorativi, per un totale di 6 anni di attività. Senza dimenticare tutte le problematiche di traffico e inquinamento che ne conseguirebbero.

In questi mesi abbiamo seguito a fondo la vicenda, soprattutto dopo le proteste del “Comitato amici del Farée e della Valle” (guidato da Marco Benzoni), impegnato a scongiurare l’utilizzo della cava. Ecco a questo link tutti gli articoli.

La cava, però, non è stata utilizzata in questa prima tranche di lavori (del portale di Colonno), ma verrà impiegata in una della fasi successive del cantiere (come disse il presidente della Provincia di Como Fiorenzo Bongiasca).

Al riguardo abbiamo intervistato il sindaco di Centro Valle Intelvi Mario Pozzi, che da un anno, è coinvolto nella vicenda, impegnato anche a mediare il dialogo tra il Comitato e Anas: “Noi come amministrazione comunale non abbiamo mai dato alcuna autorizzazione per l’impiego della cava – sottolinea – Abbiamo sì reso disponibile la struttura per il betonaggio, ma non per la frantumazione dei materiali”.

Ecco un altro tassello di una vicenda ancora molto complessa, che, a questo punto, nonostante le dichiarazioni del presidente Bongiasca e, soprattutto, nonostante il cantiere sia già iniziato da quasi 4 mesi, sembra ancora molto lontana dalla parola fine

 

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