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Fabregas: “Orgoglioso del Como. Inter fortissima, io due anni fa aprivo i cancelli di Mozzate e non avevamo campi…”

Il Como ha davvero accarezzato di raggiungere la finale di Coppa Italia per la prima a volta nella sua storia. A San Siro i lariani, come in campionato, sono passati in vantaggio di due gol, ma si sono fatti riacciuffare nel finale dall’Inter. Negli ultimi 20 minuti la doppietta di Calhanoglu e il gol di Sucic hanno gelato i ragazzi di Fabregas che avevano giocato una prima ora pressoché perfetta.

Fabregas ha commentato così questo cocente sconfitta nel post partita.

Ecco le sue parole ai microfoni di Mediaset.

  • Sulla prestazione della squadra:

“Il gol di Calhanoglu può aver cambiato qualcosa, ma abbiamo subito avuto con Diao la palla per fare 1-3. Stiamo facendo una grande stagione e anche oggi abbiamo fatto una grade prestazione dopo la gara opaca di venerdì. Oggi sicuramente esco da San Siro con grande orgoglio, ma devo dire che ci manca ancora uno step in più per vincere questo tipo di partite: è una cosa che so da tempo. Oggi giocavamo contro una squadra di veterani che giocano insieme da 7 anni che vinceranno lo scudetto e che sono arrivati in finale di Champions.  Anche per questo mi importava soprattutto la reazione dopo il Sassuolo. Possiamo comunque dire di esserci avvicinati vicini a loro dopo questi due ultimi incroci”.

  • Sul suo stato d’animo:

“Ovvio che sono deluso dal risultato. Mi arrabbio venerdì dopo la prestazione contro il Sassuolo, ma non oggi. Ho vinto tanto e ho perso tanto, ma anche le sconfitte fanno parte del percorso. Il mio messaggio è il solito: siamo il Como, ma piano piano stiamo migliorando per arrivare dove sono le squadre più forti. Oggi la parola “arrabbiarsi” è la parola sbagliata. Il risultato dà sempre ragione a chi commenta, ma noi ora non possiamo vanificare questa buona stagione: ci mancano ancora 5 partite che dobbiamo giocare alla grande”. 

  • Sulla crescita del gruppo:

“Due anni fa però aprivo i cancelli di Mozzate, non avevamo campi per fare gli allenamenti, mancavano le strutture e tutto ciò era davvero impensabile. Stiamo facendo un percorso pazzesco e dobbiamo essere contenti di giocare partite come queste. Dobbiamo continuamente migliorare tantissime cose e crescere insieme. Siamo una delle squadre che gioca con più under 23 in Europa e, anche per questo, dobbiamo seguire la nostra strada”.

  • Sul finale di gara:

“I piccoli dettagli fanno la differenza a questo livello perché loro sono fortissimi e ci troviamo nell’elite del calcio. Oggi eravamo un po’ corti, ma ci è sicuramente mancato qualcosa che adesso però non ben identificare: non so se è stata una questione di mentalità, freschezza o errori individuali”. 

  • Su Calhanoglu (in conferenza stampa)

Non esistono tanti giocatori così, sono innamorato di lui. Quando giochiamo contro l’Inter la prima cosa che guardo è se gioca o non gioca lui. Giocatori così, come Pirlo, come Modric, come Kroos dove sono? Sono quelli che trovano sempre la soluzione anche quando fai la partita quasi perfetta come abbiamo fatto noi.

  • La ripresa (in conferenza stampa)

Oggi c’è tristezza, delusione. Domani i ragazzi staranno con la famiglia o faranno una passeggiata al lago, ma tra 2 giorni li rivoglio carichi perché non è normale quello che stanno facendo questi ragazzi. Eppure fra 3-5 anni si ricorderanno che il Como giocava così bene, come accade ancora adesso per il Sassuolo di De Zerbi o per il Napoli di Sarri. Nel calcio comunque si perde sempre più di quello che si vince.

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