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Attualità

Fiori a Villa Olmo. Matubbar, colori e profumi sotto l’ombrellone. “Il sogno? Un chiosco qui”

Non è difficile accostare “Bangladesh “ e “fiori” per farne un luogo comune, specie quando, ormai da tempo, il centro di tante città italiane (Como inclusa) è popolato da ambulanti stranieri che vendono rose e chincaglierie a passanti e turisti. Eppure, da dieci anni a questa parte, una bancarella di fiori sul ciglio di via Borgo Vico, a pochi passi da villa Olmo, sfida proprio il luogo comune.

Matubbar, 43 anni, è il proprietario bengalese che ogni mattina parcheggia il suo furgone bianco scalcinato al lato della strada. Ne estrae un ombrellone e decine di vasi di fiori e piante che espone su un banchetto, mentre le auto sfrecciano in direzioni opposte.

“Sono arrivato in Italia nel 2004 e, all’inizio, facevo il muratore a Milano – comincia a raccontare l’uomo, mentre allinea dei vasi di stelle di Natale, cercando il posto migliore per posare un piccolo pino non addobbato – poi ho fatto l’ambulante per un po’. Vendevo bigiotteria per strada. Visto che mi piacciono i fiori, ho cominciato a osservare gli altri fioristi italiani ed è arrivata l’idea di aprire questo banchetto, vicino a Villa Olmo”.

Matubbar ha tre bambini. “Tutti nati in Italia – ci tiene a precisare con orgoglio – e possono studiare e mangiare con questo lavoro”.

Alla fine del 2019 saranno dieci anni che il fioraio del Bangladesh, ogni mattina, caldo o freddo, allestisce il proprio banco strategicamente posto sul ciglio della via, nella speranza di intercettare passanti e potenziali clienti.

A volte, viene affiancato da una banco di frutta e verdura. Ma, in generale, ci racconta il venditore solitario di via Borgo Vico, la gente si ferma più spesso d’estate.

“D’inverno, e specie vicino Natale, nessuno regala più fiori – spiega, indicando delle piante grasse che paiono dipinte di rosso e bianco in vista delle feste – ormai tutti regalano solo cellulari e vestiti. E’ un peccato”.

Quando chiediamo all’uomo che progetti abbia per il futuro, la risposta arriva subito e tradisce l’attaccamento per l’angolo d’asfalto occupato, per adesso, dalla bancarella fiorita.

“Immaginati un bel chiosco, qui, o vicino a Villa Olmo – indica con ampi gesti delle mani – sarebbe bello per tutti: per chi passa e per chi compra, con i fiori in esposizione. Ho chiesto al Comune se fosse possibile costruirne uno e spero ci sia qualche possibilità di ottenere un permesso”.

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

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