La decisione dell’Amministrazione comunale di non dichiarare di interesse pubblico la proposta di partenariato per il nuovo Quartiere dello Sport di Muggiò ha inevitabilmente aperto, oltre alle polemiche, anche una riflessione su quanto accaduto in questi anni.
Dopo i primi commenti ecco ora altri interventi, a partire da quello di Vittorio Nessi, capogruppo di Svolta Civica:
Con questo sindaco, i cittadini comaschi non potranno nuotare nella piscina olimpionica. Dopo aver accantonato un progetto di ristrutturazione già pronto e dopo aver promesso la riapertura della piscina di Muggiò in appena 3-6 mesi, oggi il sindaco ci dice che siamo ancora al punto di partenza.
Anni di annunci, promesse e rinvii, mentre la piscina olimpionica resta chiusa e i cittadini continuano ad aspettare. A questo punto, per Rapinese c’è una sola strada: dimissioni subito”
Vittorio Nessi Capogruppo Svolta Civica
Sempre sullo stesso tema ecco invece il pensiero di Azione Como:
Se al termine dell’istruttoria sono emerse criticità contrattuali ed economico-finanziarie, è corretto non procedere a qualsiasi costo. La tutela dell’interesse pubblico deve venire prima della necessità politica di inaugurare un’opera. Ma proprio per questo è necessario ricostruire con chiarezza come siamo arrivati fin qui.
Nel 2022 Alessandro Rapinese si presentò agli elettori con una promessa particolarmente impegnativa: «Questo è il nostro programma. Lo attueremo tutto». E sulla piscina di Muggiò le promesse erano ancora più precise.
All’epoca esisteva già una proposta di partenariato per la riqualificazione dell’impianto, che Rapinese decise successivamente di archiviare. Durante la campagna elettorale sosteneva invece che fosse possibile intervenire sull’esistente e riaprire la piscina in 3-6 mesi, facendo riferimento a una perizia che quantificava in circa 500mila euro, 700mila IVA compresa, il primo intervento necessario.
Anche il programma elettorale indicava come obiettivo prioritario quello di verificare immediatamente la possibilità di rimettere rapidamente in funzione la piscina, definendo di «vitale importanza» interrompere la diaspora degli atleti e restituire l’impianto ai comaschi.
Pochi mesi dopo l’insediamento, tuttavia, lo stesso sindaco dichiarò inaffidabile la documentazione tecnica sulla quale aveva basato quella promessa elettorale.
Da allora la prospettiva è cambiata completamente. Dalla riapertura in pochi mesi della piscina esistente si è passati a immaginare un nuovo grande Quartiere dello Sport comprendente centro natatorio e palazzetto. Nel maggio 2024 il Comune annunciava di aver ricevuto un’istanza preliminare per un investimento stimato in circa 39 milioni di euro, dichiarando contestualmente che sarebbe stata verificata la sostenibilità economica dell’operazione.
Un progetto ambizioso e certamente affascinante, ma molto diverso dall’approccio presentato agli elettori nel 2022, quando Rapinese criticava il «costosissimo mega progetto di ristrutturazione» allora esistente e proponeva come alternativa la rapida riapertura dell’impianto.
Oggi siamo nel settembre 2026. La piscina non ha riaperto, il nuovo Quartiere dello Sport non è partito e la proposta sulla quale si è lavorato negli ultimi anni viene fermata.
Non serve gioire delle diVicoltà dell’Amministrazione: quando un impianto sportivo rimane chiuso perde tutta la città. Ma non possiamo nemmeno fingere che quattro anni non siano trascorsi. C’è inoltre una domanda alla quale riteniamo necessario dare una risposta: se già nel maggio 2024 il Comune annunciava una verifica della sostenibilità economica del progetto, perché si arriva soltanto oggi, oltre due anni dopo, alla conclusione che quella proposta presenti criticità economico- finanziarie e contrattuali tali da non poter essere dichiarata di interesse pubblico?
E soprattutto: quale sarà adesso il percorso? Con quali risorse? Con quali tempi?
Lorenzo Pedretti, Segretario Provinciale Azione Como: “Muggiò deve diventare davvero il quartiere dello sport di Como. È un’idea nella quale crediamo e sulla quale siamo disponibili a confrontarci seriamente, perché lo sport non è un elemento accessorio della città: significa salute, educazione, socialità, aggregazione e opportunità soprattutto per i più giovani.
Proprio per questo preoccupa vedere passare gli anni mentre la piscina rimane chiusa e diversi impianti sportivi cittadini attendono ancora interventi importanti. Nel 2022 si parlava di riaprire Muggiò in tre-sei mesi con un primo intervento da circa 700mila euro. Quattro anni dopo non abbiamo né quella piscina riaperta né il nuovo polo sportivo da decine di milioni di euro.
Non contestiamo la scelta di fermare un progetto se gli uffici hanno accertato che non tutela adeguatamente l’interesse pubblico. Contestiamo però il tempo trascorso e chiediamo oggi un cambio di passo: un progetto sostenibile, risorse certe e soprattutto un cronoprogramma credibile.
Lo sport comasco non può vivere di rendering, annunci e continue ripartenze.» Nel 2022 Rapinese assicurava che avrebbe rimesso rapidamente in sesto la piscina e dichiarava che avrebbe fatto “il diavolo a quattro” per recuperare gli impianti sportivi cittadini, trattenendo
personalmente le deleghe a Sport e Patrimonio. È quindi legittimo, arrivati quasi alla conclusione del
mandato, verificare quelle promesse sulla base dei risultati raggiunti.»
Azione Como ritiene che Muggiò debba rimanere una priorità anche per la prossima amministrazione. L’area ha tutte le caratteristiche per diventare un polo sportivo moderno e accessibile, capace di servire società, scuole, famiglie e giovani.
Ma dopo quattro anni una cosa deve essere chiara: non basta più dire cosa si vuole costruire. Bisogna spiegare come, con quali risorse e soprattutto entro quando.
