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Fratelli d’Italia e la visita in questura. Adduci: “Ci vuole pelo sullo stomaco a legittimare la violenza su chi manifesta”

Dopo la visita di Fratelli d’Italia, ieri domenica 3 marzo, alla questura di Como (qui i dettagli). Un appuntamento nato dopo le polemiche per i giovanissimi manganellati a Pisa – sui cui espresse sconcerto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – e dopo il tentato assalto da parte di un gruppo di autonomi a un’auto della Polizia, a Torino.

Sull’iniziativa del partito prende parola con una nota l’ex candidato sindaco e attivista comasco, Roberto Adduci:

Non è una posizione coraggiosa quella di Alessio Butti di rendere pubblica la solidarietà del partito di Fratelli d’Italia alle forze dell’ordine dopo gli avvenimenti di Pisa? Sicuramente ci vuole del pelo sullo stomaco a legittimare degli atti di violenza sulle persone che manifestano (oltre che ad essere una contraddizione costituzionale: articolo 21), giovani o adulti che siano. A Pisa, come in altri luoghi, la violenza è stata perpretarata certo su delle persone di giovani età. Ma altrettanto è stato fatto alle idee di quelle persone. Alessio Butti considera giustificabile la lotta alle idee attraverso l’uso della violenza?

Inoltre Alessio Butti tenta “magistralmente” di far passare la sola istituzione ad essere legittimata ad usare la violenza come vittima di bullismo; insieme a Pisa vengono messi sullo stesso piano la Val di Susa (deprimente) e i fatti di Torino dove dei presunti anarchici si rifiutano di condannare il proprio amico al CPR di Milano già commissariato e dove ogni giorno continuano ad essere violati i diritti dei “detenuti”:

https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/via-corelli-bocciato-il-ricorso-il-cpr-resta-sotto-sequestro-condizioni-disumane-0f8f9aae

https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/cpr-via-corelli-botntaou

Molte altre cose ci sarebbero da dire ma non si vuole dare troppo risalto a delle parole prive di buon senso. Un solo punto è condivisibile del caro sottosegretario al consiglio, ovvero che chi dovrebbe garantire l’ordine pubblico lo fa spesso in condizioni difficili. Essendo così vicini e solidali alle forze dell’ordine chiedo pubblicamente all’onorevole Butti se non pensa che invece di permettere alla polizia di sfogare le proprie frustrazioni sulle persone che manifestano sarebbe più auspicabile un’alternativa? Tra l’altro sfortunatamente siete pure al governo.

Dal canto mio solidarietà agli studenti di Milano e agli anarchici di Torino.

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