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Attualità

Gianni, Silvia e Mirtilla (Bio) alla seconda rivoluzione: ora anche il packaging è naturale

A Como c’è un luogo dove l’arte della cucina e del gusto incontra la ricerca e la scienza. A renderlo possibile è una fatina dei boschi, Mirtilla (Bio), che ha il volto e le mani dello chef Gianni Loberti e dell’imprenditrice moltrasina Silvia Saldarini.

Una coppia che dal 1998 crede nel proporre ai loro affezionati clienti solo prodotti biologici: dai biscotti al pane, passando per le torte, la gastronomia e le focacce. Una mission che li ha portati dalla storica panetteria in via Borsieri a Como (poi entrata a far parte del circuito NaturaSì) ad avere un laboratorio di circa 700 metri quadrati a Grandate dove producono per tutta la Lombardia.

Punto di forza della loro azienda è la ricerca. “Abbiamo all’attivo diversi progetti con istituti universitari – racconta Gianni – Guardiamo sempre avanti ma non creiamo prodotti solo perché il mercato lo richiede.

Proponiamo ai nostri clienti qualcosa di più perché siamo convinti che mangiando non ci si debba semplicemente riempire bensì nutrire. Per questo motivo ogni ricetta è studiata nei minimi dettagli e realizzata con ingredienti scelti affinché i nostri prodotti siano ‘giusti’ per l’organismo ma soddisfino nel gusto chi li mangia”.

Così all’interno dei prodotti Mirtilla Bio si trovano vere e proprie chicche: dal grano antico di color viola proveniente dall’Etiopia, ricchissimo di antiossidanti, ai semi di zucca della Stiria, i migliori al mondo per il loro principio attivo. Oggi l’azienda ha fatto un passo in più in termini di sostenibilità. Ha infatti sostituito tutte le confezioni in plastica con un packaging completamente compostabile.

“Quando ho scoperto che nell’oceano c’è un continente completamente di plastica sono rimasto shockato – aggiunge lo chef – Ho cominciato a chiedermi cosa realmente mangiamo, quanto inquiniamo per produre il cibo e mi sono dato una risposta semplice: se tutto fosse bio, la Terra non sarebbe inquinata”.

La scelta del passaggio al packaging compostabile (vaschette, sacchetti e perfino etichette si buttano nell’umido) non è stata semplice per l’azienda.

“Vale un 300% in più sul prezzo di ogni prodotto perché ancora c’è da fare tanta ricerca e la richiesta è poca ma se nessuno inizia ad utilizzarlo per i propri prodotti non si va da nessuna parte – aggiunge Silvia – Ad ogni modo abbiamo deciso di assorbire totalmente l’aumento per non farlo pesare sui nostri clienti che invece attendevano da tempo questo cambiamento e l’hanno accolto con favore”.

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

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