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Attualità, scuola

Giovio, primini bocciati costretti a cambiare scuola. Il preside: “Regolamento chiaro. Sicurezza e no a classi pollaio”

Motivi di sicurezza e l’impossibilità, visti gli spazi a disposizione nell’istituto, di creare delle classi “pollaio”. Si concentra in questi due elementi principali, la spiegazione di Nicola D’Antonio preside del liceo Giovio per la circolare che tanto sta facendo discutere. Ovvero la scelta della scuola di non dare la precedenza agli studenti bocciati per le iscrizioni al primo anno per l’anno scolastico 2022/23. Questo sta causando discussioni e polemiche tra i ragazzi e i genitori. (i fattti).

A spiegare la situazione interviene il dirigente scolastico. “Innanzitutto, come ho già spiegato ai diversi genitori che si sono rivolti al sottoscritto, non esiste alcuna irregolarità, ci mancherebbe. Tutto è stato fatto secondo quanto stabilito dai regolamenti  (qui il regolamento sullla formazione delle classi)   – precisa D’Antonio – Detto questo va sottolineato come il problema esista per il liceo Linguistico. Sul fronte dello Scientifico infatti il tema è già stato affrontato e risolto perché gli otto studenti bocciati hanno già chiesto e ottenuto lo spostamento nell’indirizzo Scienze applicate”.

Dunque il nodo si concentra sul Linguistico e affonda le radici nel numero “esorbitante di iscrizioni alle prime registrate a gennaio. Sono state 450. Una cifra veramente alta che spesso non consente di assorbire anche i ragazzi respinti, se i numeri sono elevati. Attualmente da noi il problema riguarda 11 studenti che non si possono iscrivere in base alle regole in essere. Per loro stiamo provvedendo a valutare se possibile, e se a loro va bene, il reinserimento, ad esempio, in Scienze Applicate . Chi si è iscritto a gennaio non può sapere a luglio che l’iscrizione non è più valida. I bocciati possono innanzitutto chiedere lo spostamento in altro indirizzo”, dice D’Antonio. ”Se non si facesse così, come è inoltre previsto dal regolamento, dovremmo creare delle classi pollaio con oltre 30 ragazzi. Fatto questo che è sempre stato contestato dagli stessi genitori che non hanno mai visto bene la possibilità  di avere i propri figli in aule troppo affollate. Così si possono creare del sezioni da 28 alunni”.

Risoluto nell’affrontare il problema il preside spiega che “la coperta è corta. O ci danno più spazi oppure non possiamo stipare, sia per motivi di sicurezza che di insegnamento decine e decine di ragazzi in un’aula. Cosa facciamo, adibiamo i laboratori a nuove aule? Poi si protesterà perché non ci sono più i laboratori. E sempre il regolamento prevede che in casi di numeri così elevati tra iscrizioni e bocciati si dia la precedenza ai nuovi iscritti”. Questa  dunque la spiegazione del preside che conclude con uno sfogo. “E mi lasci dire che noi siamo finiti sotto la lente di ingrandimento perché abbiamo voluto fare e pubblicare una circolare chiara ma anche in oltre altre scuole della città la situazione è la stessa solo che simili circolari non vengono rese pubbliche”.

 

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