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Gli agricoltori contro il Comune di Como: “Prodotti da buttare, bestiame da abbattere. A rischio 15 aziende”

Il 31 luglio i produttori comaschi dovranno lasciare gli spazi dedicati al Mercato Coperto di Como per l’avvio dei lavori di ristrutturazione. La concessione comunale scadrà effettivamente quel giorno, ma in queste settimane non sono mancate polemiche anche molto forti per l’assenza di alternative concesse dall’amministrazione ai lavoratori ora in difficoltà. In questo quadro, oggi arriva la presa di posizione ufficiale del Consorzio Mercato Agricoltori Comaschi (CoMAC), attraverso una nota del presidente Gianluca Costenaro che pubblichiamo di seguito integralmente.

Il Co.Mac Mercato Agricoltori Comaschi che da oltre dieci anni offre ai suoi clienti prodotti a kilometro zero è e le imprese agricole che ne fanno parte sono a rischio chiusura. Infatti la Convenzione con il Comune è scaduta e dopo varie proroghe, ottenute in vista della pubblicazione del bando da parte del Comune, non vengono più accordate.

Il Comune di Como, nonostante non abbia ancora pubblicato il bando per l’assegnazione di tale Padiglione nega una nuova proroga agli agricoltori annunciando lavori di riorganizzazione e adeguamento edilizio e impiantistico, che però non ancora programmati e che non hanno nessuna data certa di inizio.

In questo modo si rischia di paralizzare a tempo indeterminato un servizio importantissimo per i cittadini comaschi, che potevano contare su prodotti di qualità a kilometro zero e si rischia la chiusura di 15 aziende agricole con licenziamento dei relativi dipendenti in quanto non c’e nessuna programmazione certa su lavori annunciati dal Comune presso tale padiglione che impedirebbero la concessione di una nuova proroga. Le aziende rischiano anche di dover buttare i prodotti e abbattere il bestiame, con grave danno per il settore.

In questi mesi il Co.Mac è stato attaccato molte volte a livello mediatico, è stato accusato di non pagare la tassa per l’occupazione quando in realtà ha pagato tutto e il ritardo nei pagamenti era dovuto esclusivamente a errori di Palazzo Cernezzi, è stato definito un obbrobrio quando in realtà basta una visita nel Padiglione per poter apprezzare la qualità dei prodotti e l’ordine che c’è in questo Padiglione.

Costenaro Giancarlo
Presidente CoMac

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36 Commenti

  1. Peccato sindaco avresti potuto governare per parecchi anni se solo non ti fossi montato la testa che in campagna elettorale avevi dimostrato altro

  2. Frequento il mercato coperto da molti anni, credo che il buonsenso dovrebbe fare la sua parte, invece ad oggi non sembra ancora così! Chi amministra dovrebbe a mio giudizio mediare le due parti, anzi tre, produttori del territorio, utenti ancora del territorio ed interessi comunali. Nel merito una sistemazione provvisoria ma in continuità tra i primi due, una presentazione di un progetto di rilancio pubblico a tutti. Confido che la giunta Rapinese addivenga presto a questo…

    1. Caro comune c’è il mercato coperto all’ingrosso rinnovato e mai usato da parecchi anni se per il momento andrebbero li? Organizzazione e rispetto per le persone che hanno voglia di lavorare e farsi uno stipendio dignitoso.

  3. È curioso. Se la memoria non mi inganna, lo spazio riservato ai grossisti è chiuso. Una delibera di fine 2023 lo ha destinato ad area per “cibi ed eventi” ma allo stato attuale non dovrebbe essere utilizzato da nessuno. Perché non hanno trasferito temporaneamente il mercato produttori in quell’area fino alle necessarie opere di manutenzione dell’area a loro assegnata? Oppure l’area ex-grossisti è prossima alla riapertura nella nuova veste di area per “cibo ed eventi”?

  4. RAPI SCERIFFO sta distruggendo tutto quello che a Como è dei comaschi. Il mercato coperto è una tradizione e un’istituzione per i comaschi. Ma a lui che gli frega, è un borioso, ignorante. Chi l’ha mai visto fare la spesa al mercato?

  5. La strumentalizzazione di questa vicenda è ridicola. E la necessità di sgombero del locale è temporanea e non per un capriccio ma per il rifacimento dei locali. Il mercato coperto dei produttori è aperto a pieno regime due giorni alla settimana, ma solo il sabato tutti gli stalls sono aperti, il giovedì forse solo due o tre senza contare che in estate è spesso deserto complici sicuramente le vacanze. Quasi tutti i produttori, salvo due forse hanno il loro punto vendita e spaccio aziendale, senza contare chi ha addirittura l’agriturismo e lo promuove invitando i clienti…. Se il sabato è così vitale per l’economia di queste imprese si potrebbero ricollocare presso il mercato dei comboniani a Breggia che tra l’altro ha un ampio e comodo parcheggio. Sorvolo sulla necessità di abbattere il bestiame confidando nell’intelligenza di chi legge. Condivido quasi sempre le problematiche messe in luce da questo giornale ma questa è veramente troppo tirata per le orecchie…

    1. Ci vorrebbe solo del buon senso. Il mercato non è utile solo ai produttori, quale loro fonte di sostentamento, ma è utilissimo per la collettività. La qualità dei loro prodotti è indiscutibile, soprattutto se paragonata alla merce in vendita nei supermercati. Per questo un’amministrazione seria farebbe di tutto per non recare un pregiudizio alla collettività, privandola di un servizio che, ci creda o no, per molti cittadini è fondamentale. Si immagini se la Fiat, per necessità di ristrutturazione, sospendesse la propria produzione e mandasse a casa migliaia di lavoratori; non lo farebbe mai e si attrezzerebbe per tempo per far sì che tutto fili liscio. Ad oggi non c’è un bando per l’affidamento delle nuove concessioni e non c’è nemmeno l’ombra di un appalto per i lavori da effettuare nel padiglione. Quindi per quanto tempo i cittadini dovranno rimanere senza prodotti a km zero? Qual è la necessità di sfrattare i produttori alla data del 31 luglio? Dove sono quindi i presupposti reali per lo sgombero dei locali?

      1. Sono d’accordo con lei su molti punti e anch’io preferirei prendere la bicicletta e andare al mercato come faccio anziché la macchina e rimanere bloccata nel traffico…
        Ma il punto è un altro ed è fuorviante perché tutti gli esercizi hanno l’alternativa, ovvero i loro negli spacci e le loro visitabili aziende agricole con punto vendita, o addirittura la panetteria in Como città. Quindi la mia critica è al sensazionalismo sui “poveri” agricoltori che partiranno la fame e abbatteranno il bestiame e alla disperazione. Sa .l’operaio della Fiat non ha l’alternativa quasi tutti loro salvo un paio hanno delle imprese notevoli oltre che essere fornitori di ristoranti. In ogni caso le sorti del mercato coperto interessano a me come a lei e a molti altri cittadini.

        1. Signora LaMiiri,sa di cosa sta parlando? Il panificio che c’è ne reparto produttori non ha negozio in centro Como!! Lo confonde con un altro!! Le aziende agricole che sono presenti sa da dove arrivano?? Lei sarebbe disposta a fare il giro turistico tre volte alla settimana per poter fare la spesa??Ce chi arriva dall’alto lago,chi da località limitrofe a Como!! Comunque non mi sembra proprio che a lei interessino le sorti del mercato coperto e di chi ci lavora!!

        2. Tenga anche presente che molti degli utenti sono persone anziane, abituati da una vita ad andare a fare la spesa al Mercato Coperto. Li si vede, con camminata lenta ed affaticata, con il loro carrellino, quasi fosse un rituale, irrinuncialbile per molti di loro. Ma anche questo frega meno zero allo Sceriffo e ai suoi sudditi, Assessori e Dirigenti.

    2. Il mercato coperto dei produttori è aperto tre volte alla settimana.E ridicola per lei che non si ritroverà in mezzo ad una strada!!In estate siamo aperti in 9 banchi….ma questo non vuole dire che allora si può chiudere il padiglione senza avere un alternativa!! Per chi ha l’agriturismo non vuol dire che non necessita di quei punti vendita.Spostare il mercato a (Breggia) in realtà e Rebbio!!Non e così comodo per tutti i cittadini che si recano al mercato di Como.La necessita di abbattere il bestiame….se non hai la possibilità di vendere il latte o i formaggi…cosa fai??? L’alternativa c’è…il padiglione dei fruttivendoli dove hanno liberato 30 postazioni. Quindi la invito a farsi un giro domani mattina e parlare con i produttori e soprattutto con i clienti che si lamentano del servizio che gli verrà tolto!! La saluto
      Una dipendente…che presto si ritroverà senza lavoro dopo questa (vicenda ridicola)…detto da lei!!

  6. Cari Agricoltori vi lamentate dopo esservi comportati in modo poco appropriato per anni, era meglio adeguarsi alle disposizioni invece siete capaci solo di lamentarvi.

  7. Si vuol distruggere il mercato coperto per fare un nuovo centro commerciale di cui tutti sentivamo grande bisogno…

  8. La verità è che questa non è una amministrazione ma una tirannia perpetrata da qualcuno che sarà stato bullizato e adesso ha potere e cova vendetta che deve sfogare.
    Qui il buon senso è solo apparente, ogni tentativo di discussione ragionevole si scontra con una mentalità talebana.

  9. Può questo sindaco togliere il diritto costituzionale del lavoro a queste persone?
    …come la chiusura del nido di Albate per realizzare un progetto….ancora nessun cantiere in vista tutto fermo e intanto il nido chiuso.
    Invece di dare i servizi ai cittadini li toglie.

  10. Buongiorno.
    Perché queste 15 aziende invece di chiudere non si fanno conoscere? Sarei ben contento di recarmi direttamente da loro e con me altri per comprare a km 0.

  11. la fortuna di questo pseudo sindaco è che molte delle persone che lui sta perseguitando non abitano nel comune di Como. sta massacrando intere categorie senza nessun senso logico e senza ritegno. sarebbe ora che se ne andasse a casa.

  12. Questa mattina ho parlato con uno degli agricoltori; mi si è chiuso lo stomaco per le sue parole, che pronunciava con le lacrime agli occhi. Avrebbe voluto scriverle una lettera, signor Sindaco, ma purtroppo non è stato in grado di farlo. Allora ci provo io, provando ad immedesimarmi in questa persona disperata, sulla base di quello che mi ha detto questa mattina. Ci provo:

    Egregio Signor Sindaco,

    Le scrivo questa lettera con profondo sconforto e disperazione, a nome di tutti gli agricoltori della nostra comunità, per chiedere il Suo intervento urgente e compassionevole in una situazione che sta mettendo a dura prova la nostra sopravvivenza e quella delle nostre famiglie.

    Siamo stati informati dell’imminente necessità di lasciare i nostri attuali spazi, a causa dell’inizio dei lavori al padiglione e della concessione scaduta. Comprendiamo l’importanza di questi lavori e il miglioramento che porteranno, così come comprendiamo la necessità di svolgere una nuova gara per l’affidamento delle nuove concessioni; tuttavia la nostra richiesta è semplice: permetterci di restare (ovviamente a pagamento) fino a quando i lavori non verranno effettivamente avviati.

    La nostra presenza non solo garantisce un servizio fondamentale per la città ma è anche il nostro unico mezzo di sostentamento. La sospensione della nostra attività, anche temporanea, causerebbe un danno irreparabile non solo a noi agricoltori ma all’intera comunità, che da anni può contare sui nostri prodotti freschi e genuini.

    Vorremmo proporLe di valutare la possibilità di trovare una soluzione temporanea alternativa. Esiste forse uno spazio che possa ospitarci temporaneamente, evitando così l’interruzione del nostro lavoro? Questa soluzione non solo permetterebbe agli agricoltori di continuare a lavorare ma potrebbe essere utilizzata anche dai nuovi affidatari, una volta individuati, durante l’attesa che i lavori al padiglione siano completati.

    Chiediamo solo di essere ascoltati e di trovare insieme una soluzione che non metta in ginocchio le nostre attività. Confidiamo nella Sua umanità e nella Sua capacità di comprendere anche l’importanza del nostro servizio per la città. Siamo certi che una soluzione ragionevole e temporanea possa essere trovata, con il Suo aiuto e la Sua volontà.

    La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che vorrà riservare alla nostra richiesta e resto in attesa di un Suo gentile riscontro.

    Con speranza e rispetto,

    Un agricoltore disperato

    1. Credo che sia riuscito ad esprimere i concetti in modo esemplare. Complimenti. Io mi auguro fortemente che alla fine prevalga il buon senso, per tutti, per i lavoratori coinvolti e le relative famiglie e per tutti i cittadini (tantissimi) che fanno la spesa acquistando prodotti freschi e genuini da persone oneste e della zona. Non credo che sia impossibile trovare una soluzione temporanea, che accontenti tutti. Basta volerlo. In primis per evitare una tragedia sociale. Per cui, Sindaco, assessori e dirigenti competenti, mettetevi una mano sul cuore. Immaginatevi se foste voi a perdere il lavoro, senza avere la minima possibilità di poter sfamare le vostre famiglie.

    2. C’è un errore di fondo.

      Inutile fare appello alla sua umanità (?), generosità (?), ecc. ed è inutile anche fare controproposte semplici e ragionevoli. L’accanimento del sindaco non è colposo, è intenzionale. Lui colpisce apposta, mosso unicamente dal desiderio di distruzione e di vendetta.
      Dopo i grandi successi contro la pericolosa lobby della bocciofila (direi, pari alla Spectre), ora è impegnatissimo con i terribili bambini dell’asilo (un nome in codice, evidentemente) e con la temibile banda dei produttori locali.
      Se ci fosse bisogno di una conferma, la riprova è che MAI è stata proposta o presa in considerazione una qualsiasi alternativa costruttiva. Quando succede, sono evidentemente alternative fittizie, proposte probabilmente per scherno e comunque inaccettabili (tipo trasferire la bocciofila al polo nord, oppure aprire l’asilo senza educatori e senza mensa).

      Un mercato non si chiude, caso mai si fa un piano PRIMA, lo si sposta temporaneamente e nel frattempo si fanno i lavori, se veramente necessario.
      In qualsiasi azienda, provate a proporre al capo “dobbiamo ristrutturare il nostro prodotto, quindi chiudiamo dal 31 luglio fino a data incerta”. La certezza è che dal 31 luglio in poi siete a spasso…

  13. Ma il buon senso non esiste! Proprio di estate, quando gli orti producono! Poi c’ è la galleria a fianco del mercato che è mezza vuota: perché il comune non sistema lite questi lavoratori, finché non finisce i suoi “lavori”? Siamo governati da una banda di incapaci senza il minimo buon senso

  14. Molto probabilmente tali agricoltori risiedono fuori comune, così come i giostrai.
    Il fatto che abbiano perdite economiche è semplicemente un non problema per Rapinese.

    1. Un paio di settimane fa il comune ha fatto sapere di non voler prorogare la concessione. Senza offrire alternative, come sarebbe stato lecito aspettarsi dato che ci sono tante realtà produttive coinvolte.

      1. Mica tanto, provate a sentire anche altre campane ( quelli che hanno sempre pagato o regolarizzato la loro posizione. C’è troppa gente che pratica concorrenza sleale e non solo nel mercato coperto è ora di tornare alla legalità a tutto tondo.

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