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Grande notizia per lo storico stabilimento in Lombardia: il colosso investe 12 milioni di euro e punta sul rilancio

Lo stabilimento Iveco Group di Brescia si riafferma come pilastro fondamentale all’interno della visione industriale del Gruppo, grazie a un ambizioso piano di sviluppo presentato recentemente all’Unione Industriali di Torino. Il sito di via Volturno si appresta a vivere una stagione di profondo rinnovamento, sostenuta da un pacchetto di investimenti pari a 12,1 milioni di euro destinati all’ottimizzazione dei processi produttivi e all’innovazione di prodotto. Questo stanziamento segna un punto di svolta cruciale, puntando a una decisa ripresa dei volumi dopo un 2025 caratterizzato da fluttuazioni di mercato e dal ricorso agli ammortizzatori sociali.

Il futuro produttivo della sede bresciana appare solido e diversificato, con previsioni di crescita che interessano l’intera gamma dei veicoli in linea. Oltre al consolidato Eurocargo, lo stabilimento vedrà un incremento nell’assemblaggio dell’eDaily elettrico, dei minibus e del Daily 4×4, quest’ultimo recentemente trasferito dal sito di Bolzano. Uno dei punti cardine della strategia a lungo termine riguarda la conferma della produzione del nuovo Eurocargo Model Year 2028. Questa futura evoluzione del modello di punta integrerà standard avanzati di efficienza operativa, sistemi di assistenza alla guida (ADAS) all’avanguardia e il pieno adeguamento alle più stringenti normative europee sulle emissioni.

A fronte di un impegno finanziario nazionale di circa 77 milioni di euro, la quota riservata a Brescia sottolinea la centralità strategica dello stabilimento lombardo nel medio periodo. Questo percorso di crescita si inserisce in una fase di transizione epocale per il Gruppo, con l’attesa acquisizione da parte di Tata Motors. L’operazione, che dovrebbe concludersi entro giugno 2026 una volta ottenute le necessarie autorizzazioni e completata l’Opa, apre nuovi scenari internazionali per il polo produttivo.

Nonostante il mutamento degli assetti societari, tra le organizzazioni sindacali si respira un clima di cauto ottimismo. La conferma di nuovi modelli e il rilancio degli investimenti sono interpretati come segnali positivi per la stabilità occupazionale del territorio. Resta tuttavia alta l’attenzione sul passaggio di proprietà, con la richiesta di un confronto costante con le istituzioni per blindare la continuità industriale e proteggere il know-how d’eccellenza che da sempre caratterizza il sito bresciano.

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