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I 31 lavoratori trasferiti dalla Lombardia al Veneto: “Valutate altre soluzioni ma nessuna era possibile”

Ieri abbiamo dato conto della decisione di Smeg di trasferire la produzione della storica azienda di macchine per il caffè La Pavoni da San Giuliano Milanese al Veneto, a circa 180 km di distanza. Oggi giunge la replica della stessa Smeg, che spiega le proprie ragioni sulla scelta. Di seguito, la nota.

L’azienda ha informato le parti sociali dell’intenzione di avviare la procedura che porterà e al trasferimento delle operazioni produttive del sito di San Giuliano Milanese de La Pavoni, con un impatto su trentuno lavoratori e lavoratrici impiegati nello stabilimento, che rappresentano attualmente l’1,2% della popolazione aziendale complessiva del Gruppo.

Siamo consapevoli della delicatezza della situazione e riteniamo importante condividere alcuni elementi di contesto.

Questa decisione è stata assunta al termine di un processo articolato di analisi, nel quale sono state considerate tutte le alternative disponibili, incluse ipotesi di acquisizione di altri siti produttivi e soluzioni di ricollocazione nell’hinterland milanese e in altre aree idonee della regione.

Dalle valutazioni effettuate, anche nell’ambito di un’attività di riorganizzazione e razionalizzazione delle attività produttive del Gruppo SMEG, è emersa la necessità di procedere alle operazioni di trasferimento. Nessuna delle altre opzioni considerate è infatti risultata sostenibile.

Le attività di produzione relative allo stabilimento di San Giuliano Milanese verranno trasferite nello stabilimento di Bonferraro (VR).

La scelta è stata effettuata sulla base di considerazioni tecniche relative a capacità produttiva, continuità operativa e mantenimento degli standard qualitativi, e si inserisce nel più ampio processo di progressiva specializzazione dei poli industriali del Gruppo SMEG nel segmento della produzione di macchine per il caffè, già operante presso Bonferraro. Il trasferimento garantirà la continuità aziendale del ramo produttivo e dei servizi strettamente connessi, mentre La Pavoni continuerà a mantenere l’attività di ricerca e sviluppo prodotti e di commercializzazione delle macchine da caffè.

In ogni caso, la nostra priorità sarà volta a contenere il più possibile i disagi occupazionali, analizzando con attenzione e disponibilità, insieme ai soggetti competenti, le misure utili ad attenuare le difficoltà oggettive dei dipendenti dello Stabilimento di San Giuliano Milanese coinvolti dalla cessione.

È importante precisare che questa valutazione riguarda esclusivamente La Pavoni e le specifiche condizioni operative dello stabilimento di San Giuliano Milanese, senza effetti sulle altre attività del Gruppo SMEG, che proseguono regolarmente.

La Pavoni è da sempre riconosciuta come un’eccellenza del made in Italy. Questo passaggio verrà gestito con rigore e responsabilità, garantendo un confronto serio e trasparente con tutti gli interlocutori coinvolti.

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