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I furbetti del cartellino del Comune di Como: col doppio badge shopping, spesa e viaggi con l’auto di servizio

Due dipendenti del Comune di Como sono stati denunciati per truffa aggravata e peculato. Secondo le indagini della Guardia di Finanza, i due impiegati pubblici si coprivano a vicenda per assentarsi dal posto di lavoro, arrivando persino a farsi pagare gli straordinari per ore mai effettuate.

Le Fiamme Gialle, coordinate dalla Procura di Como, hanno ricostruito mesi di assenze ingiustificate grazie a un mix di tecnologia e controlli incrociati: telecamere, tracciamento GPS, badge e persino i pagamenti effettuati con il bancomat durante l’orario d’ufficio.

Il sistema del “doppio badge”: come funzionava la truffa

L’indagine è scattata nell’estate del 2025. I finanzieri hanno scoperto un sistema di complicità collaudato e sistematico:

  • Timbrature false I due dipendenti si scambiavano i badge, timbrando l’uno per l’altro per far risultare la presenza in ufficio.

  • Straordinari fantasma Grazie a questo trucco, non solo nascondevano le assenze, ma riuscivano spesso a far figurare ore di lavoro straordinario (ovviamente non spettante) che venivano regolarmente retribuite.

Shopping, visite mediche e viaggi oltreconfine con l’auto del Comune

I controlli hanno rivelato che i due impiegati usavano il tempo lavorativo — e spesso anche l’auto di servizio del Comune — per sbrigare faccende del tutto private. Tra gli episodi documentati dalla Guardia di Finanza ci sono:

  • Spese e shopping: lunghi giri per negozi di alimentari e abbigliamento, sia a Como che nei comuni vicini, spingendosi a volte anche oltre il confine svizzero.

  • Commissioni personali: intere ore dedicate ad affari privati, come il rinnovo della patente di guida o visite a parenti fuori provincia.

  • Pause pranzo XL e visite mediche: pause per il pranzo che duravano molto più del dovuto ed esami clinici prenotati presso strutture sanitarie e studi medici privati durante l’orario di lavoro.

Le accuse: rischiano il posto e il processo

Conclusa l’attività investigativa, per i due dipendenti pubblici è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Como. I reati contestati sono pesanti:

  1. Peculato d’uso (per l’utilizzo indebito dell’auto di servizio)

  2. Truffa aggravata ai danni dello Stato

  3. False attestazioni e falsità materiale

I due furbetti del cartellino ora rischiano il processo e pesanti sanzioni disciplinari, che nel comparto della pubblica amministrazione possono portare fino al licenziamento per giusta causa.

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