E’ duello a distanza, ormai, tra i residenti di via Cappelletti a Ponte Chiasso – capitanati dall’ex consigliere comunale Vittorio Mottola – e il sindaco di Como Alessandro Rapinese. Il nodo del contendere verte sulle condizioni disastrate della strada – che tra l’altro porta anche alla Guardia di Finanza – e sulla manutenzione della stessa, visti i crateri pericolosi che costellano l’asfalto. Ieri, come abbiamo raccontato qui, gli abitanti della zona sono scesi in strada per chiedere almeno un incontro con il Comune.

Dal canto suo, il sindaco ha chiuso immediatamente la porta: “Quella strada è privata e il Comune non c’entra una mazza”, le sue parole.
Oggi, terzo round, con una lunga nota firmata da Mottola a nome anche dei residenti, in cui si rilanciano le argomentazioni espresse al presidio di protesta.
Di seguito, il testo integrale.
In merito alle dichiarazioni del Sindaco Alessandro Rapinese, rilasciate a seguito della protesta pacifica dei residenti di via Cappelletti, ritengo necessario fare alcune precisazioni.
La risposta del Sindaco, anziché affrontare nel merito le problematiche segnalate dai cittadini, si è limitata a un atteggiamento di chiusura e discredito, usando espressioni inappropriate e offensive come “caciara”. Con tutto il rispetto, un Sindaco non dovrebbe mai scendere a questo livello di linguaggio, non solo manca di rispetto ai residenti che chiedono semplicemente un confronto civile e costruttivo per risolvere una situazione che li riguarda quotidianamente , ma manca di rispetto anche al suo ruolo istituzionale.
La parte in cui dice “salutatemi Mottola” è particolarmente fuori luogo e mostra un disprezzo non solo nei confronti di chi protesta, ma anche nei confronti di chi cerca di documentare la situazione e sensibilizzare l’opinione pubblica. Il fatto, poi, che chi è con lui non faccia nulla per smentire queste parole la dice lunga sulla gestione di questa vicenda.
L’obiettivo della nostra protesta non è mai stato quello di fare polemica, ma di sollecitare un incontro per discutere la sicurezza e le condizioni della via Cappelletti, una strada che, pur essendo formalmente privata, è di fatto fruibile da tutti i cittadini. Da tempo chiediamo, con documentazione alla mano, un intervento per mettere in sicurezza la strada, che non solo è in pessime condizioni, ma collega luoghi strategici come la Guardia di Finanza e serve quotidianamente numerosi residenti.

La richiesta di dialogo è stata avanzata più volte senza ricevere alcuna risposta concreta, né tantomeno una discussione trasparente, come sarebbe doveroso in un contesto democratico. Ora, invece di rispondere nel merito della situazione, il Sindaco ha scelto di rispondere con disprezzo. Questo comportamento non solo è inaccettabile, ma mina anche la possibilità di una gestione corretta e partecipativa delle problematiche che riguardano la nostra comunità.
A questo punto, ci rivolgiamo ancora una volta al Sindaco: perché non vuole incontrarci? Ha forse paura del confronto? Qual è il vero ostacolo a un dialogo aperto, se non l’orgoglio di non ammettere che la città deve prendersi cura anche delle strade che sono, di fatto, aperte al pubblico?
Chiediamo che, come Amministrazione Comunale, il Sindaco prenda finalmente una posizione chiara e risponda ufficialmente alle nostre richieste. La comunità merita un confronto aperto, non un muro di silenzio e discredito. Continueremo a chiedere, con determinazione e nel rispetto delle regole, un incontro che possa portare a una soluzione concreta e condivisa. La sicurezza dei cittadini non è un gioco e merita una risposta seria da parte di chi è chiamato a tutelarla. Non smetteremo di farci sentire.
Per i residenti di Via Cappelletti, Vittorio Mottola