I battelli spazzini pubblici non sono bastati a pulire il lago davanti a Como dopo il maltempo dei giorni scorsi, ma ora il ricorso ai privati da parte del Comune per rimuovere tronchi e detriti presenta il conto. Decisamente caro. Palazzo Cernezzi, infatti, nelle scorse settimane ha dovuto sborsare ben 71mila euro per togliere dal primo bacino l’enorme quantità materiale arrivata dall’alto lago dopo il forte maltempo di inizio luglio. Il solo battello spazzino della Provincia, gestito in comodato da Palazzo Cernezzi limitatamente al primo bacino, si è rivelato ovviamente insufficiente a sgomberare la superficie del Lario. Eppure l’esigenza di fare presto c’era eccome: i detriti avevano fermato il servizio della Navigazione, i voli dell’Aero Club e avevano ‘intrappolato’ per qualche giorno le barche al Porto Marina e nella zona dello Yacht Club di Como.

Il Comune, quindi, dopo un sopralluogo avvenuto il 9 luglio scorso, ha constatato che “l’intervento del gestore dell’appalto rifiuti non è stato ritenuto sufficiente per far fronte al ripristino e alla messa in sicurezza dell’area lacuale nei tempi rapidi necessari”; pertanto “è stata riscontrata l’esigenza di avvalersi di un’impresa altamente specializzata disponibile a intervenire nell’immediato e a mettere a disposizione ulteriori mezzi e personale”.
Operazione quasi obbligata e per diversi aspetti meritoria, come abbiamo visto; e infine concretizzata con l’impiego di un escavatore gommato privato, tramite l’ausilio di pontone, per accumulare più velocementei carichi di legname e caricarli successivamente su container dotato di ‘polipo’. Questo ha certamente velocizzato le operazioni di pulizia invocate da più parti ma, come si diceva, il prezzo per le casse dell’amministrazione cittadina è stato decisamente salato: dal fondo di riserva, infatti, Palazzo Cernezzi ha dovuto prelevare ben 71mila euro per saldare il conto.