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Il lungo addio in Lombardia: è finita la speranza, la storica azienda alza bandiera bianca e ne licenzia 57

Si avvia verso l’epilogo una delle crisi industriali più sentite tra le province di Bergamo e Brescia. La dirigenza di Cam – Il mondo del bambino, storica realtà attiva dal 1969, ha confermato il piano di ristrutturazione: la decisione è irrevocabile e segna la fine di un’era per gli stabilimenti di Grumello del Monte e Telgate.

I dettagli dell’accordo e i numeri del taglio

L’intesa, siglata nei giorni scorsi dalla Rsu aziendale di Fim Cisl e Uilm Uil, definisce il percorso per la gestione delle eccedenze di personale. Nonostante i tentativi di salvataggio messi in atto nel corso dell’ultimo anno, l’azienda ha dichiarato 57 esuberi complessivi.

Ecco i punti chiave del piano di uscita:

  • Fase 1 (metà febbraio): gestione delle fuoriuscite su base esclusivamente volontaria con incentivi economici.

  • Fase 2 (fino a luglio): applicazione dei criteri di legge (anzianità di servizio e carichi familiari) per completare il piano.

  • Il futuro produttivo: 25 dipendenti rimarranno in organico per garantire la continuità dell’attività aziendale.

La spaccatura sindacale: Fiom Cgil non firma

Il fronte sindacale si presenta diviso al traguardo finale. Se Fim e Uilm hanno optato per la strada dell’incentivazione per mitigare l’impatto sociale, la Fiom Cgil ha deciso di non sottoscrivere l’accordo, definendo le condizioni “inaccettabili”.

La tensione era salita alle stelle già a fine 2023, quando l’azienda aveva giudicato insufficienti le misure adottate fino a quel momento. La chiusura del reparto stampaggio a settembre era stata il preludio a un inverno segnato da scioperi e presidi.

Le prospettive per i lavoratori

Il timore principale riguarda la capacità del tessuto economico locale di assorbire il personale in uscita.

“Giungere a un numero così significativo di licenziamenti non può certo lasciarci sereni – ha dichiarato Vincenzo Zammito della Fim Cisl di Bergamo – Questo territorio difficilmente potrà riassorbire così tanti lavoratori in tempi brevi. Attiveremo sinergie con enti e imprese locali per avviare percorsi di ricollocamento mirati.”

L’obiettivo dichiarato è che questo drastico “sacrificio” permetta a un marchio storico come Cam di stabilizzarsi, con l’auspicio di una futura ripresa dei volumi occupazionali.

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