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Il mistero delle mura e di Torre Gattoni tra Spallino, Mantero, il Comune e un dubbio: di chi sono?

Le mura che perdono pezzi, le transenne per evitare che a qualcuno cada un sasso in testa e la torre Gattoni, l’unica a non aver dato ancora segni di cedimento, isolata per sicurezza, che sai mai voglia imitare le “sorelle”. Questo lo spettacolo deprimente che le mura di Como stanno offrendo in questi giorni e di cui abbiamo parlato sull’ultimo numero di questo giornale. Che aggiungere, allora, a quanto già detto?

Un dettaglio, tutt’altro che secondario: ma siamo davvero sicuri che le mura, e la torre Gattoni in particolare, siano davvero solo del Comune?

Un dubbio sorto anche all’avvocato Lorenzo Spallino, con studio proprio sulle mura, che qualche anno fa ha preso carta e penna per cercare di capirne di più: “Qualche anno prima del 2012 (quando è stato nominato assessore all’Urbanistica con la giunta Lucini, Ndr) , anche per conto di altri proprietari avevo scritto al Comune, all’attenzione dell’ingegner Ferro, segnalando che edera, fichi e arbusti vari sulle mura stavano distruggendo le pietre poste sui camminamenti, che si staccavano con rischio di caduta – racconta Spallino – delle due l’una: o le mura erano del Comune, e allora era il caso che intervenissero, oppure erano dei proprietari dei giardini, e allora saremmo intervenuti noi”.

La risposta del Comune, però, non era stata quella sperata: “Ferro gentilmente rispose, se non ricordo male, che indipendentemente da chi era proprietario, la Soprintendenza non autorizzava nessun intervento perché, recidendo le edere e le altre piante, si sarebbe compromessa la stabilità delle pietre ma avrebbe in ogni caso posto la questione al settore di riferimento”.

“Quella richiesta era stata più che altro una sfida al Comune, una proposta fatta per senso di responsabilità – ricorda Moritz Mantero la cui proprietà confina proprio con la torre Gattoni, a cui si accede passando dal suo giardino – per quello che mi riguarda, provvedo a tenere pulita la parte verso la mia proprietà ma è ovvio che sia un bene pubblico. Quello che noi proprietari dei giardini volevamo dire era molto semplice: se non siete in grado di pulire, lo facciamo noi. La cosa ironica è che non hanno neppure risposto che era compito loro, ma solo che la pulizia non poteva essere fatta”.

Del fatto che la Torre Gattoni sia proprietà del Comune, è praticamente certo anche l’assessore ai Lavori Pubblici Pierangelo Gervasoni che però, per evitare di incappare in una delle più grosse rogne della storia di Como, ha giustamente deciso di andare a scartabellare tra i documenti per chiarire la questione al di là di ogni possibile dubbio: “Sto facendo fare una ricerca dagli uffici per chiarire in maniera definitiva se la Torre sia comunale o privata, visto che è accessibile anche dalla proprietà Mantero – spiega Gervasoni – non credo ci siano molti dubbi in merito ma, prima di intervenire, è necessario avere tutti gli elementi, e non solo per non avere problemi futuri con la Corte dei Conti, ma anche per correttezza nei confronti dei cittadini”.

E nell’attesa, l’ex assessore ai Lavori Pubblici della giunta Lucini, Daniela Gerosa, risponde sulla questione del finanziamento Cariplo da 200 mila euro concesso nel 2010 per un progetto di monitoraggio dello stato di salute della cinta muraria che, forse, avrebbe scongiurato le recenti cadute di sassi, e revocato nel 2017 perché non utilizzato: “Il progetto legato al contributo era troppo complesso perché coinvolgeva altri soggetti tra cui il Politecnico – spiega Gerosa – sono stata informata dagli uffici dell’esistenza del contributo solo molto avanti nel mandato e questo progetto era purtroppo stato superato, nel frattempo da molte altre emergenze. Tutte ragioni valide, insomma, tuttavia mi è dispiaciuto tantissimo e ricordo di essermi arrabbiata parecchio per questo”.

L’ARTICOLO CHE HAI APPENA LETTO E’ USCITO SU COMOZERO SETTIMANALE: ECCO DOVE PUOI TROVARLO

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