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Il piano da 7 milioni per il monte Goj: “Se ne possono tagliare 4, ecco come. Poi intervento immediato sulla caduta detriti”

La necessità di intervenire per la messa in sicurezza idrogeologica e la ricostituzione forestale post incendio del Monte Goj è considera da tutti una priorità.

E se ieri davamo conto dello studio di fattibilità presentato a Palazzo Pirelli (7 milioni di euro e 2 anni di lavori), e del scetticismo mostrato – proprio su costi e tempi – specialmente dal consigliere regionale del Pd, Angelo Orsenigo, ora intervengono Edoardo Riva e Enzo Barni dell’Unione Circoli Cooperativi di Albate, incaricati di sedere al tavolo regionale.

Il punto di partenza necessario è riuscire a ridurre la cifra di 7 milioni di euro che “si è capito, difficilmente potrà essere messa da Regione – dice Riva – Infatti è stato fissato un nuovo appuntamento tra 2 settimane per rivedersi e rivedere il progetto presentato dal Parco. E proprio su tale aspetto ci siamo concentrati. Secondo noi – e secondo i circoli che rappresentiamo – si potrebbero innanzitutto togliere dallo studio di fattibilità i 2 milioni previsti per la strada nel verde del parco, seppure utile per il trasporto degli alberi o dei detriti rimasti dall’incendio”.

Tagli al progetto previsto che potrebbero riguardare anche “ciò che concerne l’impiego di un elicottero per il recupero dei detriti dall’alto. Tutto ciò, e altri dettagli, porterebbe nel complesso a una sostanziale diminuzione dei costi e a una cifra, stimata sui 3 milioni, che Regione potrebbe magari ben finanziare, dilazionando la spesa in più anni, come sosteneva anche l’assessore Alessandro Fermi”, dice Riva.

In conclusione l’aspetto più urgente e importante è “intervenire il prima possibile per imbragare le rocce così da fermare la caduta di detriti su Albate e in via Oltrecolle, dove ci sono 3 punti a rischio. Intervento realizzabile grazie a uno stanziamento di 440mila euro già previsto in precedenza”, chiude Riva.

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