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Il regista Giovanni Veronesi incendia il dibattito: “Gli svizzeri non ci vogliono? Che stiano a casa loro”

Il tema delle frontiere chiuse da parte di diversi Paesi stranieri nei confronti dell’Italia, a partire dalla vicina Svizzera, travalica ormai abbondantemente i confini (reali e metaforici) locali.

Oggi infatti ha sollevato un polverone un tweet del regista e sceneggiatore italiano Giovanni Veronesi (Viola bacia tutti, i due capitoli di Manuale d’amore, Italians tra i film più popolari).

Veronesi su Twitter si è scagliato contro gli Stati che chiudono le frontiere agli italiani in questo modo: “Ma scusate, se l’Austria, la Grecia, la Croazia e la Svizzera non ci vogliono, perché noi dal 3 li prendiamo? Che stiano a casa loro”.

Parole che hanno immediatamente acceso un vasto dibattito sul social e sono rimbalzate con grande eco anche oltre confine, peraltro proprio nel giorno in cui il presidente del governo ticinese, Norman Gobbi, si era espresso così: “Con le frontiere chiuse criminalità azzerata, meno padroncini e concorrenza sleale”.

Immancabile la replica immediata di Lorenzo Quadri (Lega dei Ticinesi): “Benissimo. Noi ce ne staremo a casa. E l’Italia si riprende almeno 50mila frontalieri, più tutti i padroncini ed i lavoratori in nero che – in regime di frontiere spalancate – ogni giorno varcano il confine. Più tutta la delinquenza transfrontaliera. Va bene così, signor regista?”.

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