L’intervento del sindaco di Como Alessandro Rapinese sulla Ticosa, ieri sera nella consueta ospitata a Espansione Tv, è stato un pezzo di teatro di quelli veramente da tramandare.
Incalzato – con grande garbo, invero – dalla conduttrice Anna Campaniello che chiedeva qualche aggiornamento così, per sfizio, giusto a ‘soli 27 mesi’ dalla presentazione in pompa magna del progetto depositato in Comune da Acinque, il sindaco ha innalzato un muro di diplomazia, prudenza e vaghezza di raro surrealismo.
Dal 30 gennaio di due anni fa a oggi – dopo il piano finanziario stroncato pubblicamente da Palazzo Cernezzi poche settimane dopo la presentazione congiunta, dopo le richieste di informazioni inoltrate dal Comune a vari ministeri su come e se compiere la bonifica integrale della fatidica Cella 3, sulle cui risposte decisive non si sa nulla, dopo l’eroico annuncio della pulizia dell’area da piante e laghetti e l’inevitabile ripresentarsi di entrambi più ‘rigogliosi’ che mai – ebbene, a due anni e 2 mesi di distanza dai rendering illustrati urbi et orbi, la novità di ieri sono “33 pagine” inviate dall’amministrazione ad Acinque, “che ora ci deve una risposta”.

Richiesto di un minimo di spiegazione su cosa ci sia in quelle pagine, il sindaco ha risposto così: “Si parla di tutto, ma mi sembrerebbe volgare e poco carino mettere sotto pressione la società che è un nostro partner. Sentite loro, non posso dirlo io, dai”. Insomma, l’eleganza vista da Palazzo Cernezzi vorrebbe che, per sapere cosa c’è scritto nelle 33 pagine scritte dal Comune stesso, si chiedesse a chi le ha ricevute e non a chi le ha scritte. Come minimo bizzarro, onestamente.
Ma il pezzo degno di Dalì è venuto dopo, cioè quando – dopo che sempre quel 30 gennaio 2024 il Comune e Acinque presentarono assieme per quasi 2 ore il progetto della società per la Ticosa – Rapinese ieri ha detto che “non faccio il nome dell’operatore”. Il motivo resta un mistero insondabile.

Ma non era ancora finita. Il clou è stato il finale, perché – udite udite – secondo Rapinese “sulla Ticosa il macigno più grosso è la bonifica, altrimenti l’avrei già fatta con un succo di pomodoro in mano”; ma soprattutto, si è appreso che per il primo cittadino “è stato un bel sollievo dire ‘ok, fuori dalle scatole la Ticosa‘, appena ci rispondono (gli operatori misteriosi, ndr) apriamo un’altra fase, ma intanto una fase complicata a carico del Comune si è chiusa”. Incredibile, dopo ‘soli’ 2 anni e 2 mesi una fase si è chiusa. Quale non è dato sapere, come abbiamo visto. Ma cosa succederà adesso, però, sì: “Ora ci dedichiamo a Muggiò”. Annamo bene, avrebbe detto la Sora Lella.