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In Lombardia esistono 708 mulini: ecco il censimento e i soldi per conservarli

Valorizzare e recuperare il patrimonio costituito dagli oltre 700 mulini storici presenti in Lombardia, non solo custodi della memoria collettiva lombarda, ma anche investimento strategico per lo sviluppo del territorio.

È questo l’obiettivo della legge “Disposizioni per la valorizzazione e il recupero dei mulini storici della Lombardia” approvata dall’Aula del Consiglio regionale, dopo una serie di audizioni con enti locali, associazioni di categoria, appassionati e volontari, che si sono svolte nelle scorse settimane in Commissione Cultura.

“La Lombardia, cuore produttivo d’Italia, vanta una rete di mulini che, dal Medioevo al Novecento, hanno plasmato paesaggi, economie locali e comunità – ha sottolineato il relatore Andrea Sala (Lega) –. I mulini sono i custodi del tempo e con questa legge interveniamo in modo organico, garantendone la sopravvivenza fisica e riattivandone il potenziale culturale, turistico ed energetico. Vogliamo inoltre incentivarne l’utilizzo nelle politiche di generazione elettrica, per sostenere lo sviluppo di comunità energetiche rinnovabili in Lombardia verso l’autonomia energetica”.

“Si tratta – ha spiegato la prima firmataria del provvedimento Alessandra Cappellari (Lega) – di un impegno ampio e trasversale, che coinvolge cultura, turismo, energia, scuola e territorio. L’obiettivo è salvaguardare la memoria collettiva e dare nuova vita a un patrimonio che racconta chi siamo, dove affondano le nostre radici e come la Lombardia abbia sempre saputo trasformare tradizione e lavoro in sviluppo e futuro. È una legge che contribuirà a preservare le nostre radici e la suggeriremo anche alle altre Regioni per poter valorizzare i mulini in tutta Italia. Questa legge trasforma un patrimonio dimenticato in un’opportunità concreta per il futuro”.

 Il provvedimento prevede una prima fase di censimento dei mulini lombardi, molti dei quali concentrati lungo fiumi e canali navigabiliin particolare nel milanese e nelle province di Lecco e Monza BrianzaSuccessivamente, saranno attuate una serie di azioni per la salvaguardia e la valorizzazione di queste realtà, in linea con una visione integrata che coniughi storia, ambiente e innovazione.

Tra gli interventi per la loro valorizzazione, il testo di legge prevede l’integrazione dei mulini negli itinerari storici e turistici e la creazione di una rete regionale con l’adozione di un marchio identificativo e anche, in alcuni casi, l’inclusione nelle comunità energetiche rinnovabili. “Si tratta -ha evidenziato il relatore- di un investimento strategico per lo sviluppo territoriale, in linea con gli obiettivi nazionali ed europei di tutela del patrimonio culturale e della transizione energetica”.

È inoltre prevista l’introduzione di contributi economici, misure di semplificazione e sostegno destinate al recupero, alla ristrutturazione e alla riattivazione di queste architetture storiche, nonché la promozione delle sinergie tra i vari attori territoriali indispensabili al raggiungimento di questi obiettivi.

Tra le novità, l’istituzione della Settimana Regionale dei Mulini Storici che si terrà nella terza settimana di maggio in concomitanza alle Giornate Europee dei Mulini, occasione per promuovere diversi eventi e per coinvolgere soprattutto le nuove generazioni con visite guidate, mostre e laboratori per le scuole e le università.
Il Consiglio regionale istituisce inoltre un premio per le migliori progettualità presentate durante la settimana regionale dei mulini storici lombardi.

Lo stanziamento iniziale previsto a supporto degli interventi indicati nella legge è pari a 200mila euro l’anno per il triennio 2026-28.

Secondo il report di Open Data (Architetture – Mulini) in Lombardia si stima siano presenti 708 mulini storici.

Nel corso del dibattito sono intervenuti anche i Consiglieri Paola Bocci (PD), Paola Bulbarelli (FdI), Alessandro Cantoni (Lombardia Ideale), Alessandro Corbetta (Lega), Anna Dotti (FdI), Nicolas Gallizzi (Noi Moderati), Alfredo Simone Negri (PD), Ivan Rota (Forza Italia), Giacomo Zamperini (FdI) e il Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Mauro Piazza.

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