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In Lombardia l’autostrada gratuita che costerà 120 euro al mese, scatta la seconda raccolta firme: “Diciamo no”

Le federazioni del Partito Democratico delle province di Monza e Brianza e di Como stanno intensificando gli sforzi per individuare soluzioni concrete volte a contrastare le ripercussioni negative derivanti dalla futura tariffazione della Milano–Meda. L’arteria stradale, destinata a trasformarsi nella Tratta B2 della Pedemontana, rappresenta un punto critico per il sistema viabilistico ed economico locale, con pesanti ricadute previste anche sul piano ambientale.

La posizione del Partito Democratico sulle responsabilità istituzionali

Il dibattito politico attorno all’infrastruttura resta acceso. “Rifiutiamo- afferma il consigliere regionale del Pd Gigi Ponti– il tentativo di qualcuno, di alimentare polemiche sterili, riscrivendo in modo interessato la storia di questa travagliata infrastruttura e cercando responsabilità, sempre e solo nelle file del centrosinistra. Questo nonostante sia evidente a tutti che il progetto di Pedemontana è sempre stato il progetto dei presidenti di Regione Lombardia, che è stata governata ininterrottamente dal centrodestra dal 1994. Agli amministratori pubblici spetta oggi la responsabilità di lavorare per trovare soluzioni efficaci e non certo rincorrere le polemiche”.

Mobilitazione popolare e raccolta firme contro i pedaggi

L’azione del Pd si è tradotta in una mobilitazione capillare sul territorio. Una prima petizione ha già raccolto quasi 10 mila firme con l’obiettivo di tutelare i pendolari brianzoli e comaschi. Il rischio concreto è che i cittadini debbano sostenere una spesa superiore ai mille euro l’anno per transitare su un’arteria realizzata negli anni ’60 e già finanziata integralmente con risorse pubbliche. Nonostante l’ampia adesione, tale richiesta è rimasta finora priva di riscontri istituzionali.

“Con il collega Angelo Orsenigo– sottolinea ancora Ponti– abbiamo avviato una seconda raccolta firme che, in circa 10 giorni, ha già superato le 2.200 adesioni. Ma oltre al pedaggio, che rischia di gravare pesantemente sui bilanci familiari con effetti anche sulla viabilità locale e sulla qualità della vita, sono evidenti a tutti, gli effetti ambientali legati ai cantieri della Pedemontana. Per questo il dicembre scorso abbiamo chiesto, con un ordine del giorno collegato al Bilancio di previsione, di prevedere la realizzazione di un corridoio verde lungo le tratte B2 e C, finanziato con le risorse già accantonate per gli abbattimenti e con ulteriori integrazioni. Anche questa proposta è stata bocciata dalla maggioranza di centrodestra”.

Appello alla responsabilità per la tutela del territorio

La questione non riguarda solo i costi diretti per l’utenza, ma la tenuta complessiva del tessuto sociale e ambientale della Brianza. La fase dei cantieri e il nuovo sistema di pagamento minacciano di impoverire l’area e degradarne il patrimonio naturale.

“Rivolgiamo- conclude Ponti– un appello a sindaci, consiglieri regionali e amministratori locali della Brianza: uniamoci per individuare soluzioni condivise, per mitigare e limitare i danni che la nuova tariffazione e i cantieri stanno causando ai nostri territori. È il momento della responsabilità, non delle polemiche. Diversamente, a prescindere da ricostruzioni più o meno parziali, rischiamo di lasciare una Brianza più povera e meno verde”.

Qui il link alla petizione

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