E’ il manager che ha convinto nell’estate 2022 la potente famiglia indonesiana Hartono a investire su una squadra di calcio, a Como. Mirwan Suwarso, ha tenuto per i primi tre anni il classico low profile. Pochissime dichiarazioni e apparizioni allo Stadio Sinigaglia. “Mi emoziono troppo durante le partite” ha spiegato. Poi, nel corso degli ultimi mesi l’accelerazione decisa su tutto il progetto Como 1907 e, in parallelo, la scelta e forse pure la voglia di metterci anche la faccia. Se il Como ha iniziato a volare e in classifica è a pochissimi punti dalla prima, sull’onda di questo entusiasmo da giorni tiene banco una bozza, un’idea, uno schizzo, riguardo il progetto del nuovo Stadio Sinigaglia.
Raggiungiamo il manager al telefono, è nei suoi uffici di Londra. Suwarso comprende e parla benino anche italiano, ma visto l’argomento, preferisce domande e risposte in inglese, cerchiamo così di tradurre il suo pensiero nel modo più fedele possibile.
Suwarso, possiamo dire che le indicazioni che circolano sul nuovo Sinigaglia e i colloqui avvenuti con i tifosi disegnano già il suo modello di stadio?
Assolutamente no. Io non ho un’idea di stadio. Si tratta di proposte test, che vengono presentate a un campione di tifosi dai nostri consulenti. Proposte proprio per arrivare a una scelta condivisa.
Beh, ma lei un’idea riguardo il futuro del Sinigaglia se la sarà fatta?
Mi spiace deludervi ma sono aperte ancora tutte le ipotesi. Forse dimentica un particolare, che io e la società che rappresento non siamo i proprietari dello stadio Sinigaglia, ma la proprietà è pubblica, del Comune di Como. Qualsiasi progetto dovrà quindi prima di tutto essere condiviso anche con l’amministrazione.

Beh questo mi era abbastanza chiaro, ma ci dica almeno la tempistica di presentazione del progetto o dei progetti.
Posso confermare che sarà entro la fine del mese di gennaio.
Intanto la sua squadra, con Fabregas in panchina, sembra voler correre verso un traguardo storico. Credete nella serie A già nel prossimo campionato?
Credo sia ancora un po’ troppo presto per parlare dei verdetti di fine campionato. No, su questo non fatemi dire nulla. Se vuole sapere se credo che la squadra sia forte? Sì e ne sono convinto. Abbiamo giocatori di grande valore, ma ci sono anche altre variabili.
Nuovo stadio, possibile scalata in serie A, voi confermate però l’impegno per il futuro e a lungo termine a Como?
Qualsiasi progetto parte da un’idea e poi deve avere soprattutto una copertura finanziaria. Noi abbiamo fatto i nostri calcoli, anche nel realizzare il nuovo impianto sportivo.
Andate a mettere le mani su un monumento in una zona delicata della città, l’area storica e monumentale. Avete già gli occhi puntati del mondo dell’architettura, tutti pronti a vivisezionare il vostro progetto.
Io ho grande rispetto della storia e della tradizione dei luoghi. Nel progetto però io ho il ruolo di manager, non ho certo le competenze di un architetto. Ci siamo dati questo iter, prima di tutto la condivisione del progetto con il Comune, la presentazione della copertura finanziaria concreta, poi gli altri fondamentali passaggi con le istituzioni, come la Questura e la Prefettura.
Provincia, Soprintendenza, vigili del fuoco…
Faremo gioco di squadra, tutti insieme, ne sono convinto.
Con il sindaco i rapporti fino a questo momento sono stati davvero buoni, sarà Alessandro Rapinese il suo bomber per realizzare il nuovo stadio?
E’ vero che i rapporti sono molto buoni, ma io non sono il sindaco. Non posso sapere cosa ci sia nei pensieri del sindaco per il futuro.
Il nuovo stadio dovrebbe rimanere comunque lì dove è ora?
Assolutamente sì.
Torno a chiederle dei tempi, quali vi siete dati?
Se io sono libero di sognare, vorrei iniziare nel novembre dell’anno prossimo almeno la prima parte dei lavori. Di certo non vogliamo aspettare a lungo.
Lei però è un inguaribile ottimista. Purtroppo in Italia di solito per queste cose servono anni, anche con progetti e soldi, pensiamo a Bergamo, o Firenze e Milano. C’è un avversario molto forte che si chiama burocrazia.
Beh qui ha ragione, neanch’io posso fare nulla contro la burocrazia. Ma la storia insegna che per ottenere un risultato non si deve pensare solo alle difficoltà.