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“La chiusura dei nidi a Como da parte della giunta Rapinese è ideologica e colpisce le donne”

Sul tema delle chiusure delle scuole comunali e dell’apertura ai privati per i nidi riceviamo e pubblichiamo l’intervento delle Donne Democratiche di Como. Di seguito il testo.

La chiusura di alcuni asili nido e la riorganizzazione dei servizi per l’infanzia a Como dimostrano ancora una volta quanto poco questa Amministrazione tenga conto delle famiglie e, in particolare, delle donne, su cui continua a ricadere il peso maggiore del lavoro di cura.

Le famiglie si trovano ora a dover affrontare tragitti più lunghi per portare i propri figli all’asilo o a scegliere le strutture non in base alla qualità educativa, ma agli orari meno restrittivi. Un problema che penalizza soprattutto le madri, spesso costrette a sacrificare opportunità lavorative per supplire alle carenze di un’amministrazione che non pensa a loro.

Ma il nido non è un semplice servizio di custodia: è un luogo di formazione fondamentale per bambine e bambini fin dai primi mesi di vita, dove la socializzazione, il gioco e il percorso educativo seguono linee guida precise. Questo valore educativo viene garantito solo da un sistema pubblico solido, che assicura personale qualificato e servizi adeguati. Nel settore privato, invece, le logiche di profitto spesso portano a situazioni inaccettabili, come il coinvolgimento delle stesse educatrici nelle pulizie dei locali, distogliendole dalla loro funzione primaria: la cura e l’educazione dei più piccoli.

Il nido è un servizio essenziale per le famiglie, e in particolare per le donne, che grazie a esso possono proseguire la loro attività lavorativa sapendo che i propri figli sono inseriti in un sistema educativo di qualità. Eppure, per pura ideologia, questa giunta sembra voler smantellare il welfare pubblico, buttando alle ortiche anni di lavoro e professionalità.

Le politiche pubbliche dovrebbero sostenere la genitorialità e l’occupazione femminile, non ostacolarle. Noi continueremo a denunciare queste scelte ingiuste e a chiedere investimenti nei servizi pubblici per garantire continuità, qualità educativa e una reale parità di opportunità per tutte e tutti.

Il Coordinamento Donne Democratiche

 

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