L’undicesima edizione dell’Osservatorio sulla demografia d’impresa, curata da Confcommercio in collaborazione con il Centro studi Tagliacarne, scatta una fotografia impietosa del terziario italiano. In Lombardia, il fenomeno dei “negozi sfitti” non è più un’eccezione, ma un mutamento strutturale che colpisce al cuore l’identità delle città. Una tendenza che era già stata segnalata nell’ottobre 2025 dall’Osservatorio regionale con dati inequivocabili sulla crisi del commercio in Lombardia e dei piccoli negozi in particoilare: 3.500 chiusi in cinque anni.
La metamorfosi urbana: meno vetrine, più servizi
Il commercio di vicinato sta perdendo la sfida contro i colossi dell’e-commerce e i nuovi modelli di consumo digitale. Settori storici come l’abbigliamento, l’editoria e i generi alimentari tradizionali appaiono oggi come specie a rischio estinzione. Tuttavia, i dati indicano che non siamo di fronte a una scomparsa totale, ma a una trasformazione: mentre il commercio al dettaglio flette, tengono i servizi legati alla ristorazione veloce (rosticcerie e pasticcerie) e le nuove forme di ricettività extra-alberghiera.
Focus Mantova: un calo del 30% in tredici anni
Nel panorama lombardo, il Comune di Mantova emerge come un caso studio emblematico, posizionandosi al 22° posto tra i 122 centri esaminati dall’Osservatorio.
I numeri del “Profondo Rosso”
Tra il 2012 e il 2025, il capoluogo virgiliano ha registrato una contrazione drastica delle attività fisse e ambulanti:
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Totale imprese perse: 163 unità (da 583 a 420).
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Centro Storico: -30% delle attività (95 vetrine chiuse).
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Periferia e altri quartieri: -25,6% (68 attività in meno).
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Commercio Ambulante: Il settore più colpito, con un crollo del 46%.
Le categorie più colpite
| Categoria Merceologica | 2012 | 2025 | Variazione |
| Abbigliamento e calzature | 119 | 81 | -32% |
| Mobili e ferramenta | 63 | 36 | -43% |
| Libri e giocattoli | 33 | 20 | -39% |
| Edicole | 24 | 13 | -46% |
| Alimentari e bevande | 60 | 52 | -13% |
Oltre il retail: il nuovo volto dell’accoglienza
Se i bar subiscono una flessione significativa (passando da 186 a 132), il settore della ristorazione mostra una resilienza sorprendente, mantenendo una quota stabile intorno alle 100 unità.
La vera rivoluzione riguarda l’ospitalità. Il modello degli alberghi tradizionali sta cedendo il passo a strutture più agili e frammentate: a fronte di un dimezzamento degli hotel (da 19 a 10), si registra una crescita costante di B&B e affittacamere, saliti a 26 unità.
Le strategie per il futuro: socialità e presidio
Secondo Lamberto Manzoli e Nicola dal Dosso (rispettivamente Presidente e Direttore Generale di Confcommercio Mantova), i negozi di prossimità non sono solo entità economiche, ma veri e propri “presidi di sicurezza e socialità”.
L’amministrazione comunale, per voce dell’assessore Iacopo Rebecchi, conferma che la sfida per la giunta Palazzi non è un nostalgico ritorno al passato, ma l’accompagnamento verso modelli sostenibili e competitivi. Gli investimenti previsti puntano su:
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Attrattività turistica per alimentare l’indotto.
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Riqualificazione degli spazi urbani per rendere i centri storici più fruibili.
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Semplificazione amministrativa per chi decide di aprire nuove luci nel quartiere.
Il commercio del 2026 non può più limitarsi alla vendita, ma deve diventare un’esperienza integrata nel tessuto sociale, capace di resistere alla desertificazione attraverso l’innovazione e la qualità della vita.