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Attualità

La lettera: “Don Roberto, un santo. Ma non tutti lo amavano. Questioni di decoro…”

In questi giorni abbiamo dato ampio spazio a chi ha potuto conoscere da vicino don Roberto Malgesini, a chi ne conserva ricordi, momenti, esperienze di fede e di carità nei tanti anni che hanno contraddistinto l’operato silenzioso del sacerdote.

Quella che segue, in fondo, non è una testimonianza molto diversa da altre. Ma con una particolarità: accenna, senza eccessi e senza fuori ideologici, anche a un tema che ha fatto ampiamente capolino nei dibattiti pubblici. Ovvero, il fatto che forse – al netto dello sgomento sincero che ha attraversato la città – l’operato concreto, materiale, invisibile ma incisivo sulla povertà vera e sull’emarginazione più dura, di don Roberto Malgesini, in fin dei conti non piaceva davvero a tutti. Nessuna certezza, un dubbio. Che affidiamo al racconto del nostro lettore, Marco, che ha solo chiesto (e ovviamente ottenuto, dopo confronto diretto) riservatezza sulla sua identità completa.

Don Roberto era amato da tanti a San Rocco e non solo per il suo impegno a favore degli ultimi. Era mite e buono, sempre pronto ad aiutare, a dare un consiglio ai parrocchiani e non solo.

Qualche volta mia madre gli ha preparato delle torte per le colazioni del mattino. Prima di portare i vestiti usati nei cassonetti, chiedevamo a lui se ne avesse bisogno per i suoi “ospiti”. Gli lasciavamo dei “contributi” per comprare alimenti.

Nemmeno il Covid aveva fermato il suo impegno. Non potendo più accogliere le persone sotto il portico dell’oratorio per la colazione, si era spostato coi volontari sulle scalinate di via De Cristoforis.

Proprio di questo avevamo parlato l’ultima volta che lo avevo incontrato, circa una settimana fa. Di come si era accordato coi netturbini per lasciare i sacchetti dei rifiuti in fondo alla scalinata per non obbligarli a farsela tutta per raccogliere i sacchi, di come il vicinato avesse accolto con iniziale diffidenza l’iniziativa, ma ne avesse poi accettato la presenza vista la tranquillità con cui si svolgeva.

Seguiva le persone fin dentro le porte del Centro per l’Impiego, aiutandole a inserirsi nelle liste di collocamento. Lo conoscevano bene anche lì.

Un santo, davvero.

Ma non tutti lo amavano. Molti non gradivano il fatto che fosse un “richiamo” per i derelitti. Questioni di “decoro”…

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