Una lettera accorata in una giornata dal forte valore simbolico per Como e per lo sport. Il Presidente del Basket Como 1956 Luciano Mastrapasqua infatti, a poche ore dall’arrivo della Fiamma Olimpica in città, scrive al sindaco Alessandro Rapinese per denunciare la mancanza di spazi per la sua squadra.
Una mancanza di palestre dove potersi allenare che non rappresenta una novità. Già nei mesi scorsi infatti il dibattito è stato molto acceso con previsioni di ricorsi al Tar.
Ma ecco cosa scrive il presidente
Spett.le Amministrazione Comunale,
Alla cortese attenzione del Sindaco e dell’Assessorato allo Sport,
Nella giornata di arrivo della fiaccola delle Olimpiadi a Como, che, insieme alle Paralimpiadi rappresentano la celebrazione dei valori dello sport a livello globale, con la presente desideriamo portare all’attenzione dell’Amministrazione una situazione che riteniamo inaccettabile, ingiusta e profondamente lesiva dei diritti allo sport e all’inclusione.
La squadra di basket diversamente abili del Basket Como, oltre a non avere più disponibilità di spazi della Palestra Giulini di cui la società ha disposto per oltre 25 anni, non può più nemmeno allenarsi il sabato mattina presso la palestra comunale di Via Giussani, spazio che, dopo la chiusura della Giulini prima per il Covid e poi per lavori, ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la nostra attività sportiva e sociale.
Ad oggi, la palestra di Via Giussani ci risulta tornata operativa ed è interamente occupata dalla società Alebbio, e la Palestra di Via Giulini ci risulta interamente occupata dalla società Como Volley, ossia due sole società sportive.
Inoltre le lettere che la nostra capitana, Giada, ha ripetutamente inviato al sindaco sono state completamente ignorate.
È importante sottolineare che ai disabili del Basket Como non è richiesta alcuna omologazione del campo FIP: non servono requisiti agonistici particolari, ma semplicemente uno spazio adeguato e accessibile, dove poter continuare ad allenarsi con regolarità e dignità, come avveniva prima.
A causa di questa mancata disponibilità, siamo ora costretti a spostarci a Fino Mornasco per poter svolgere gli allenamenti.
Questo comporta disagi logistici, costi aggiuntivi e difficoltà enormi per i ragazzi e le ragazze e le loro famiglie che già affrontano quotidianamente ostacoli ben più seri di una semplice gestione degli spazi.
Riteniamo vergognoso e scandaloso che in una città come Como:
* una squadra di atleti diversamente abili venga esclusa e non sia degna di una risposta.
* le ripetute richieste di confronto e chiarimento restino senza risposta da parte del Sindaco, che, ci risulta che in una riunione abbia anche suggerito di far chiudere la nostra storica società (fondata nel 1956), perchè ha solo 25 tesserati ed una presidenza “anziana”.
Come le Olimpiadi e le Paralimpiadi insegnano, lo sport dovrebbe essere uno strumento di inclusione, non di esclusione.
Negare uno spazio a chi chiede solo di allenarsi, di stare insieme e di praticare sport, non è un capriccio, ma una richiesta che un sindaco dovrebbe avallare, non denigrare.
Chiediamo con forza che venga individuata con urgenza una soluzione, restituendo alla squadra Basket Como la possibilità di allenarsi in una delle due palestre indicate, nel rispetto dei principi di equità, inclusione e attenzione alle fragilità che ogni Amministrazione dovrebbe tutelare.
Dal 1956 il nostro motto è “Basket Como – La squadra della vostra città”, e quindi oltre a quanto proposto per Via Giussani, sottoscriviamo pienamente la proposta di altre società sportive di far ritornare anche la Via Giulini accessibile a più società sportive, in quanto unica palestra del centro città di Como,
non più costringendo atleti e atlete comasche a recarsi in altri comuni per praticare il loro sport preferito.
Distinti saluti
Il Presidente
Luciano Mastrapasqua
Basket Como 1956