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Attualità

La lettrice e i misteri dei posti auto per residenti: “Sono affranta, furibonda, sconcertata”

Che il sorteggio dei posti auto per i residenti causi sempre qualche malumore tra gli esclusi è un dato di fatto.

Ma quello che ci scrive una nostra lettrice (redazionecomozero@gmail.com) residente nella zona Stadio-viale Recchi, che chiede di rimanere anonima, è molto più di una semplice lamentela, è una riflessione lunga e articolata che mette in luce alcuni aspetti che, di certo, meritano di trovare una soluzione.

Via Recchi (Gmaps)

Il racconto della caccia al parcheggio, praticamente impossibile soprattutto durante i weekend, e della beffa di vedere i posti auto gialli sotto casa perennemente vuoti (il mistero della zona di via Recchi che si ripropone da anni) sono, infatti solo la premessa per alcune domande che riassumiamo qui ma che potete leggere integralmente nella lettera che riportiamo.

Ad esempio, a fronte del triplicarsi delle domande da parte di cittadini senza posto auto né box, “a me non è dato di sapere se a Como centro (e in particolare per la mia zona parcheggi) siano triplicati i residenti quest’anno, ma al Comune sì. Pensare di arrivare con un adeguamento dell’offerta per l’estrazione del nuovo anno era così complesso?”.

E poi il numero di auto possedute: “mi aspetterei ciò servisse per la creazione delle famose “priorità di accesso”. Scopro invece che possedere una, due o dieci macchine non sia assolutamente significativo. Ossia se hai un’automobile o ne hai 10 non conta. La priorità è determinata SOLO dal non avere un posto auo e/o un box”.

E ancora, “La domanda offre la possibilità al cittadino di chiedere di accedere all’estrazione su 2 (due) settori residenti, fatto salvo che essi siano contigui alla zona di residenza. Un’ottima opportunità perché si hanno due possibilità di essere estratti, riducendo (credevo) il rischio di restare senza parcheggio. Invece dimezza la possibilità di rimanere, perché raddoppia la possibilità ad alcuni fortunati estratti di averne due. Me ne ricorderò in futuro: perché ho scoperto che se possedessi due o più auto, e fossi estratta per entrambe le zone, potrei tenermi entrambi i tagliandi. Già, perché non si deve scegliere per una delle due zone se si hanno più macchine… O almeno questo è quello che ho visto 10 giorni fa. Il fortunato signor X, che era allo sportello CSU la scorsa settimana, estratto per entrambe le zone richieste, ha ritirato infatti due tagliandi residenti per il suo nucleo familiare. Peraltro, se ben capisco il regolamento vigente, egli potrà parcheggiare fino a quattro automobili, visto che si possono mettere 2 targhe su ciascun permesso …Può un servizio al cittadino basarsi sul famoso “colpo di fondoschiena?”

IL TESTO INTEGRALE

Buongiorno, scrivo a Voi dopo una serie di lunghi respiri e dopo aver cercato di capire se potessi in qualche modo risolvere la questione diversamente. Ma non si può.

Inizia il 2020, saluto il posto auto residenti righe gialle. Tutto normale? Forse. Anzi no. Mi rifiuto di pensare che lo sia. Premettendo che sia assolutamente consapevole dell’esistenza di un regolamento e che ad esso io debba assoggettarmi, grata all’assessore Bella che sembra stia cercando di migliorare il servizio, gratissima al direttore di CSU che mi ha concesso un colloquio senza alcun mio preavviso, ho, alla luce dell’estrazione di quest’anno, alcune riflessioni che vorrei condividere.

Perché desidero fortemente che il Comune affronti e risolva questa assurdità che sto vivendo in queste ore. E che spero davvero non dovrò affrontare per 366 giorni. Perché sono affranta, furibonda, sconcertata.

1) Pare per la ragione per cui vagheremo ogni giorno io, mio marito e mio figlio di dieci anni alla ricerca di dove lasciare l’automobile sia determinata dall’improvvisa impennata di domande, addirittura triplicata per la nostra zona. Peraltro quasi tutte a priorità 1, ossia tutti cittadini senza posto auto né box (vedasi la riflessione al punto 4). A me non è dato di sapere se a Como centro (e in particolare per la mia zona parcheggi) siano triplicati i residenti quest’anno, ma al Comune sì. Pensare di arrivare con un adeguamento dell’offerta per l’estrazione del nuovo anno era così complesso?

2) La domanda per accedere al servizio chiede il numero di auto possedute e la composizione del nucleo familiare. Mi aspetterei ciò servisse per la creazione delle famose “priorità di accesso”. Scopro invece che possedere una, due o dieci macchine non sia assolutamente significativo. Ossia se hai un’automobile o ne hai 10 non conta. La priorità è determinata SOLO dal non avere un posto auto e/o un box. Sembra banale, ma attenti al punto 3 e al punto 4. E poi… Perché chiedere il numero di macchine possedute?

3) La domanda offre la possibilità al cittadino di chiedere di accedere all’estrazione su 2 (due) settori residenti, fatto salvo che essi siano contigui alla zona di residenza. Un’ottima opportunità perché si hanno due possibilità di essere estratti, riducendo (credevo) il rischio di restare senza parcheggio. Invece dimezza la possibilità di rimanere, perché raddoppia la possibilità ad alcuni fortunati estratti di averne due. Me ne ricorderò in futuro: perché ho scoperto che se possedessi due o più auto, e fossi estratta per entrambe le zone, potrei tenermi entrambi i tagliandi. Già, perché non si deve scegliere per una delle due zone se si hanno più macchine… O almeno questo è quello che ho visto 10 giorni fa. Il fortunato signor X, che era allo sportello CSU la scorsa settimana, estratto per entrambe le zone richieste, ha ritirato infatti due tagliandi residenti per il suo nucleo familiare. Peraltro, se ben capisco il regolamento vigente, egli potrà parcheggiare fino a quattro automobili, visto che si possono mettere 2 targhe su ciascun permesso. Felice per lui, contro il quale non ho davvero nulla, se davvero il regolamento attuale è davvero cotanto schizofrenico, però la domanda sorge spontanea: può un servizio al cittadino seguire la logica statistica dei polli mangiati? (“Un cittadino mangia 2 polli, uno nessuno, per lo Stato ogni cittadino mangia un pollo”, n.d.s.). Non dovrebbe un regolamento comunale equo prevedere che prima si garantisca almeno un parcheggio a nucleo familiare, quindi procedere ad assegnare le eccedenze ai cittadini che hanno necessità di un ulteriore posto? Non solo: poiché alla mia perplessità in merito, mi è stato risposto “è fortuna essere estratti per entrambe le zone” … può un servizio al cittadino basarsi sul famoso “colpo di fondoschiena?”

4) La domanda prevede una autodichiarazione in merito al possesso o meno di box e posto auto: non averne porta immediatamente alla priorità 1. Il controllo della veridicità dell’affermazione è fatto a campione. A noi cittadini, mi è stato detto, segnalare chi faccia dichiarazione mendace. Non credo proprio. Nel 2020 credo esista modo di verificare (almeno in parte) il possesso o l’affitto di box/posto auto e credo sia diritto dei cittadini che venga fatto. Perché non si provvede visto che è l’UNICO criterio di accesso alla priorità 1? Inciso: Triplicate le domande… improvvisamente nella mia zona i residenti sono rimasti tutti senza posto auto e/o box. Però se chiedo in zona un box o un posto auto, anche nei parcheggi privati, è tutto impegnato, con tanto di lista d’attesa. E le auto le vedo dentro parcheggiate…

5) I parcheggi residenti sono la risposta alla monetizzazione dei posti auto: il Comune riceve del denaro da chi ristruttura o edifica il nuovo, qualora ad essi non sia possibile creare i posti auto necessari. Con il gettito ricevuto, teoricamente, il Comune assume l’impegno a individuare aree pubbliche atte a sopperire alla mancanza, dandole in uso al cittadino. Gratuitamente, aggiungerei io, come accade ad esempio a Milano. Non gratuitamente invece (anche se questo obolo è poca cosa, non sia mai), mi spiegò un assessore anni fa, perché Como va in deroga, non ricordo esattamente per quale simpatica norma, di certo per l’art. 7 comma 11 del DL 285 che lascia discrezionalità al Comune per le zone di particolare rilevanza urbanistica. Perché invece a Como è negata la possibilità ai cittadini delle zone che hanno monetizzato (con licenza del Comune, mica pindaricamente) di avere un posto auto a nucleo familiare? Mi piacerebbe sentirmi accolta nella mia città, aiutata, sostenuta. Non rimbalzata “perché il regolamento non lo prevede” o “perché sono sfortunata”. Non mi si dica che posso andare altrove. O che posso rivolgermi ai parcheggi privati (detto che non tutte le famiglie possono affrontare con disinvoltura 200 euro al mese di posto auto, aggiungo che comunque in zona i posti sono esauriti, con tanto di liste d’attesa). È la mia città, dove sono nata e cresciuta. Andarmene sarebbe una sconfitta per tutti, in primis per gli amministratori.

CONCLUDENDO:

Oggi a Como l’assegnazione del posto auto residenti è “a fortuna, a pagamento, con priorità per tutti i cittadini senza box o posto auto, indipendentemente dal numero di auto possedute, ma soprattutto senza assegnazione di un posto per nucleo familiare”. IO NON CI STO. E desidero che l’amministrazione mi aiuti, prima che impazzisca, dopo le prime 72 ore di rientro.

NB Impazzisca, ho detto. Certo. Perché a chi sembrasse un problema banale, questo è stato il mio primo weekend 2020 a Como.
Arrivata il venerdì alle 16.30, ho scaricato l’auto in strada, mio marito è salito in casa, ha preso la borsa da hockey di nostro figlio e me l’ha mandata al piano terra. Il bambino ha recuperato il borsone (io dovevo presidiare l’auto, il mio palazzo non ha parcheggi blu o bianchi fronte strada, ha solo un parcheggio residenti nelle vicinanze) e siamo andati ad allenamento. Alle 1830 ero a casa. Ho scaricato mio figlio e ho fatto quattro giri alla ricerca del parcheggio, mentre quello residenti sotto casa era deserto come quasi tutto l’anno (interessa praticamente solo alla nostra via e ne sono consapevoli anche in CSU). Fortunatamente ho trovato in 15 minuti. Pagato il mio obolo (eh sì, c’è lista d’attesa, assurdamente, anche per il permesso parcheggi blu, per cui infila monetine a 1,20 euro/ora) per i 30 minuti in cui sarei stata a casa, sono rientrata, ho mangiato al volo e alle 1910 sono uscita per andare al cinema. Alle 23 mio marito ci ha lasciati sotto casa, mentre lui partiva alla caccia del posto auto. Alle 23.20 ha finalmente trovato parcheggio. Alle 6.15 siamo saliti in auto tutti e tre, direzione Chiasso, per un torneo di hockey. Al rientro alle 2130 io e il bambino siamo saliti in casa, mentre mio marito ha vagato per 40 minuti alla ricerca del solito parcheggio. È entrato in casa alle 2220, il parcheggio sotto casa deserto. La domenica stessa tiritera. Ma, alla fine del torneo alle 15, sotto casa io non potevo parcheggiare. In compenso delle 24 auto parcheggiate, 20 erano abusive e fino alla sera tardi nessuno le ha né multate né rimosse. Sono dovuta andare nuovamente a cinema, fuori Como, per parcheggiare l’auto. E da domenica alle 23.20, è lasciata in zona di Sant’Agata. Io abito in zona viale Masia. Tre allenamenti di hockey a settimana… la punta di un iceberg di un girone infernale.

Lettera firmata

 

8 Commenti

  1. Vista la carenza di posti auto e le numerose richieste, dovrebbe essere previsto massimo un permesso a famiglia: se uno chiede per due zone diverse deve indicare la preferenza, così in caso di doppia estrazione verrà automaticamente assegnato a quella preferita.

    1. Concordo. Dando per scontato, inoltre, che chi non ha un box o posto auto condominiale debba avere priorità su chi ha già un box o posto auto condominiale.

  2. Tutta la mia solidarietà alla signora.
    Non conosco il Regolamento ma non credo sia legittimo prevedere la possibilità al proprietario di due (o più) auto di poterle posteggiare entrambe se contestualmente chi ne ha solo una è rimasto senza posto. Se questo effettivamente è accaduto ben farebbe, la signora, a rivolgersi ad un avvocato. Quanto all’autocertificazione, se qualcuno avesse dichiarato il falso passerà dei guai seri, trattandosi di reato. Chiaramente se l’Amministrazione non dovesse svolgere alcun tipo di controllo successivo sulle dichiarazioni rese il mendace di turno la passerà liscia.

  3. Mi permetto di dire… Il direttore di CSU, che mi ha cortesemente ricevuto e ascoltato, mi ha dato le risposte che può dare, legate all’attuale regolamento. Giustamente egli si attiene a quello. Per chi invece parla della mia fortuna, ribadisco che un servizio ai cittadini NON può basarsi sulla fortuna. Io vorrei che tutti coloro i quali NON hanno un BOX o un POSTO AUTO potessero averlo. A discapito piuttosto dei non residenti. Che avranno soluzioni differenti di accesso e godimento della città. Perché nessuno deve trovarsi alle 20 vagante, che sia con un figlio, con sé stesso, con l’amante. Sarebbe però bello che chi ha box e/o posto auto lo dichiarasse. Accade invece che, essendo una autocertificazione, non tutti siano così onesti, a discapito di chi, come la mia famiglia, non usufruisce davvero di alcunché x l’unica auto in possesso. Anche su questo lavorerei. Incrociare i dati catastali e i contratti d’affitto, ormai tutti registrati, x arginare questa pessimo modus operandi. Chiedere il parcheggio residenti per avere un posto auto x gli amici in visita, la badante, i figli… Non è cosa. E sappiamo tutti che accade, altrimenti non ci spiegheremmo aree di parcheggio residenti vuote benché assegnate.

  4. La Signora per quanti anni ha avuto il posto auto residenti sotto casa?
    Non è stata forse più fortunata di altri che mai lo hanno avuto?
    Forse non sa che avere un abbonamento per un posto auto residenti non è un diritto acquisito e che altri come lei hanno diritto di goderne.

  5. La zona della lettrice credo sia via Recchi 4, effettivamente lì è indicata la zona residenziale 10. Ho l’assicurazione in quel palazzo e parcheggio vicino al supermercato. Ho chiesto ad un ausiliare e mi ha spiegato che la 10 è la zona di piazza volta/ via Garibaldi; al sanzionamento pensano loro, ma il cartello di rimozione, così ha detto il dipendente csu, non può essere fatto rispettare perché non previsto dall’articolo 7 citato dalla signora. Preciso che avrei la stessa esigenza della lettrice ma per orari lavorativi e impegni troviamo sempre un posto in via Regina, anche vicino Sant’Abbondio. Ha tutta la mia solidarietà

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