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Attualità

La maxiciclabile al via solo nel 2022? Intanto riemergono le immagini Como-Cernobbio di Fiab. Binda: “Ora coraggio”

Dopo l’annuncio ieri in Consiglio comunale, da parte dell’assessore alla Mobilità Pierangelo Gervasoni pungolato dal consigliere di Civitas Guido Rovi, della realizzazione entro il 2022 della ciclabile Cernobbio – Como (primo lotto della maxiciclabile “Dorsale dei Pellegrini”), l’ex assessore Nini Binda fa sentire anche la sua voce.

La promessa solenne di Gervasoni: “Entro fine 2022 la maxi ciclabile”. Ma si vota 6 mesi prima

E lo fa con una riflessione affidata ai social e corredata da alcuni rendering che illustrano il progetto per il tratto comasco della via Romea Francigena Londra-Brindisi realizzato dalla sezione comasca Como Biciamo della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (Fiab).

“La nuova mobilità in città nasce da un rapporto diverso, bisogna trovare una convivenza intelligente tra automobilisti pedoni e ciclisti per una nuova visione urbana. In varie parti del Mondo, grandi studi di architettura disegnano soluzioni avveniristiche per il trasporto a due ruote, che fa bene a gambe, polmoni e turismo – scrive Binda – perché non pensarci anche a Como, città del Razionalismo? La bicicletta sta diventando il termometro per segnalare lo stato di salute delle città, un modo intelligente non solo per rispondere all’emergenza climatica, ma per crescere un senso di comunità, un’economia più sensibile, uno stile di vita più sano”.

 

Una scelta che, secondo il padre del Piano del Traffico cittadino, deve essere fatta ripensando l’intera mobilità cittadina attraverso una visione d’insieme che coinvolga anche il trasporto pubblico e l’intera viabilità: “Pensavo che anche a Como fosse servita la pandemia per interrogarsi e fare fronte comune per chiedere una nuova mobilità”.

Una prospettiva che secondo Binda avrebbe dovuto “creare un percorso di condivisione che pungolasse costantemente l’Amministrazione comunale e che, passo dopo passo, inseguisse cambiamenti concreti nella convinzione che la mobilità sostenibile viene realizzata solo se ispirata ad una visione d’insieme che da un lato contempli maggior efficienza del trasporto pubblico e campagne d’incentivazione dell’uso della bicicletta su ciclabili sempre più sicure; e dall’altro insista su una progressiva estensione riducendo in modo solo mirato l’uso dell’automobile soprattutto per tragitti inferiore ai 5 Km. Bisogna guardare a una visione coraggiosa che cambi volto alla città”.

E il progetto annunciato da Gervasoni quindi? “Conosco l’assessore Gervasoni – sono le sue parole – sono stato in giunta con lui nell’amministrazione Botta, è persona capace e per bene e sono certo che porterà a termine il progetto”.

Un commento

  1. Ma infatti la domanda di Rovi era proprio su un progetto più ampio di mobilità ciclabile. Si riferiva al progetto che a maggio Bella aveva preannunciato sulla “rivoluzione” ciclabile a Como. Che non c’entra nulla con la ciclabile dei pellegrini! Qui il link https://www.ciaocomo.it/video/como-novita-viabilistica-con-assessore-bella-in-bici-sulle-corsie-dei-bus/ Il progetto per quanto timido e insufficiente era almeno qualcosa.
    Invece a Como quando parli di ciclabili , pavlovianamente viene in mente la dorsale dei pellegrini che dovrebbe essere, in una città green solo una parte del reticolo ciclabile complessivo

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