Nuovo intervento a proposito del piano di riorganizzazione delle scuole a Como che abbiamo anticipato sabato scorso in questo articolo: Scuole a Como, ecco il piano del Comune: accorpamenti, chiusure (ancora Carluccio e Sinigaglia) e un clamoroso dietrofront.
A prendere la parola oggi è l’associazione Nova Como – con il presidente Vincenzo Falanga e la vicepresidente Teresa Minniti – che in una Nota analizza le novità e annuncia, dopo quella delle bici in centro contro i nuovi divieti, una nuova manifestazione (con fischietti) davanti al Municipio:
SCUOLE, NOVA COMO: «FINITELA DI GIOCARE COI NOSTRI BAMBINI. BASTA IMPROVVISAZIONE»
Como, 21 settembre 2026
Chiudere → riaprire → non investire → richiudere.
È la sequenza che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione il modo in cui l’Amministrazione sta affrontando la gestione delle scuole a Como.
Il nuovo piano di riorganizzazione prevede il passaggio dagli attuali 8 a 5 Istituti Comprensivi e interviene ancora una volta su scuole e comunità che negli ultimi anni sono state sottoposte a chiusure, trasferimenti, rinvii e continui cambi di programma.
Basta guardare, scuola per scuola, cosa è accaduto.
SCUOLA DELL’INFANZIA LUIGI CARLUCCIO – VIA ALESSANDRO VOLTA 34
Era stata inserita nel piano di chiusure del 2024 insieme alla primaria Nazario Sauro di via Perti. Dopo la battaglia delle famiglie e l’intervento della giustizia amministrativa, che ha visto il Comune soccombere, la scuola è rimasta aperta.
Le famiglie hanno creduto nella scuola: hanno riaderito al progetto educativo e hanno riscritto i propri bambini. E oggi, a poco più di un anno dalla sua riapertura, la Carluccio torna nel nuovo piano come scuola da chiudere, tradendo la fiducia che le famiglie avevano rinnovato.
SCUOLA PRIMARIA FILIPPO CORRIDONI – VIALE GIUSEPPE SINIGAGLIA 10
La chiusura è stata annunciata nel 2025 e da allora il progetto di trasferimento è cambiato più volte.
Prima doveva essere smembrata in 5 diverse sedi, tra cui la Ugo Foscolo di via Borgovico. A luglio 2026, dopo un anno di immobilismo, i genitori denunciavano che la Foscolo non era pronta: mancavano spazi mensa, aule e adeguati servizi igienici.
Ad agosto 2026 il Comune ha proclamato l’ipotesi di concentrare i circa 200 alunni alla Venini di via Fiume. Lo ha fatto con quello che Nova Como ha definito uno sgombero raffazzonato in stile fantozziano: sabato 29 agosto, con il sindaco in prima persona a liberare le aule davanti alle telecamere. Dopo quel sabato, ha dichiarato “pronti” quegli stessi spazi che, solo pochi mesi prima, richiedevano un investimento milionario.
Intanto, ad inizio scuola ormai imminente, i genitori della Corridoni non sapevano ancora dove avrebbero accompagnato i propri figli.
Il Consiglio di Stato ha poi statuito che sui locali di via Fiume sono emerse criticità relative a condizioni igienico-sanitarie e servizi, e ha sospeso la chiusura della Corridoni.
Eppure la relazione dei Servizi Educativi del Comune, datata 31 agosto, la indica ancora come scuola da chiudere.
Questa è programmazione?
SCUOLA DELL’INFANZIA DI MONTE OLIMPINO – VIA CARLO AMORETTI
La scuola è chiusa dal 2023.
Per anni si è parlato della sua ristrutturazione. Oggi il nuovo piano prende atto che quei lavori non sono stati realizzati per “sopravvenute criticità tecnico-amministrative” (o incapacità?) e propone il trasferimento definitivo dei bambini nella struttura di via Don Luigi Monza a Ponte Chiasso, dove già parte delle sezioni è stata collocata.
Si chiude una scuola per farci dei lavori. Si spostano i bambini. Si cambia progetto. E si torna indietro sulle scelte precedenti.
SCUOLA DELL’INFANZIA DI COMO SOLE – SALITA CAPPUCCINI 27
Anche questa scuola era stata inserita nel piano di chiusure e accorpamenti del 2025.
Il progetto prevedeva lo spostamento nella primaria Adolfo Vacchi di via Montelungo 18, ma il trasferimento non è stato eseguito, perché non sono stati eseguiti i lavori necessari ad accogliere la scuola dell’infanzia. La scuola è quindi rimasta aperta, nonostante i proclami e la fretta di chiudere.
Ancora una volta: un piano annunciato, una tempistica che slitta, una soluzione che resta in sospeso.
SCUOLE DELL’INFANZIA DI PIAZZALE GIOTTO E DI VIA VARESINA (EX NIDO NUVOLETTA)
Per entrambe le scuole c’erano solo pareri favorevoli e nessuna polemica. Dovevano chiudere già a settembre 2025, con Giotto accorpata alla primaria Bianchi di via Isonzo e i bambini di via Varesina trasferiti nell’ex nido Nuvoletta di Camerlata, chiuso dal 2016.
Non è successo, perché i lavori negli edifici di destinazione non sono mai partiti.
Neanche dove non c’era opposizione l’Amministrazione è riuscita a fare ciò che aveva deciso. Le due scuole restano aperte solo perché i lavori non sono mai stati fatti.
Chiudere sulla carta. Progettare dopo. Trasferire mai.
SCUOLA PRIMARIA NAZARIO SAURO – VIA PERTI 10
Oggetto di una propaganda spietata, è stata definita «marcia» dal sindaco.
Nel 2024 il Comune ne aveva annunciato la chiusura. I genitori si sono rivolti al TAR, che ha annullato quella decisione: il Comune ha perso e la scuola è rimasta aperta.
La scuola definita “marcia”, che nel 2026 è rimasta esclusa dai 762 mila euro di manutenzioni straordinarie, era stata però individuata come una di quelle destinate ad accogliere i bambini della Corridoni. Eppure i lavori non sono stati fatti. Si è sistemata da sola, ci chiediamo? O forse non era “marcia”, ma va semplicemente manutenuta?
Nonostante la campagna denigratoria del sindaco, con tanto di video selfie, e nonostante sulla scuola avessero pesato anche gli annunci ripetuti di chiusura e una rappresentazione negativa del plesso, la nuova prima classe vanta 22 iscritti.
La verità è che via Perti è una scuola viva e bella. Era solo propaganda di un’Amministrazione che ha usato una scuola e i suoi bambini come bersaglio, con slogan e selfie.
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO GIUSEPPE PARINI / SUCCURSALE VIRGILIO – VIA LUCINI 3 / VIA MAGENTA 26
Qui l’Amministrazione aveva annunciato quello che il sindaco aveva definito uno “switch”: riunire le classi della Parini nella sede di via Lucini e trasferire il CPIA, il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti, nella sede di via Magenta, consentendo così di ricomporre il plesso della Parini.
Il problema è che il trasferimento del CPIA non si è completato nei tempi previsti. E con una conseguenza gravissima: negli stessi spazi c’è ora commistione tra adulti e ragazzi.
Le famiglie hanno segnalato che a inizio anno una classe è stata collocata al piano superiore, in uno spazio senza lavagna né servizi igienici sullo stesso piano. Il giorno dopo è stata spostata in un’aula molto piccola e poi, per una mattinata, in biblioteca.
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Tutto questo avviene mentre il nuovo piano viene presentato come una razionalizzazione necessaria a fronte del calo demografico.
Il calo demografico esiste. Ma non è un alibi per nascondere l’incapacità di programmare, e non può giustificare chiusure decise a intermittenza, spostamenti improvvisati, cantieri mai aperti e un’Amministrazione che scopre i problemi solo quando è un giudice a farglieli notare.
Bisogna chiedersi anche perché una città perda iscrizioni nelle proprie scuole pubbliche. Quanto pesa l’assenza di servizi di prossimità, parcheggi, mobilità e servizi per l’infanzia sulle scelte delle famiglie? E soprattutto: alla diminuzione delle iscrizioni nella scuola pubblica è corrisposto un aumento delle iscrizioni nelle scuole private e paritarie?
Chiediamo che questi dati siano resi pubblici. E chiediamo di capire quanto abbiano inciso sulla scelta delle famiglie anni di annunci di chiusura, trasferimenti, incertezza sul futuro dei plessi e campagne denigratorie contro le scuole pubbliche.
Una riorganizzazione seria richiede programmazione, tempi certi, spazi adeguati e, soprattutto, confronto con chi quelle scuole le vive. A Como si è visto l’opposto: chiusure annunciate e poi bocciate dai giudici, lavori mai partiti, sedi cambiate all’ultimo momento, aule sgomberate in un sabato, famiglie lasciate nel limbo a pochi giorni dal suono della campanella.
Non chiamatela razionalizzazione. Razionalizzare significa programmare, e qui non c’è alcun programma. C’è improvvisazione, e ha un costo: lo pagano i bambini, le loro famiglie e la scuola pubblica. Nova Como non resterà a guardare.
Per questo Nova Como invita famiglie, insegnanti, associazioni e tutti i cittadini a partecipare al presidio di lunedì 28 settembre, alle ore 19, davanti a Palazzo Cernezzi.
Porteremo i fischietti: il suono della scuola e, insieme, lo strumento dell’arbitro che ferma il gioco quando le regole vengono violate. In questa vicenda ne sono state violate troppe.
Portate i vostri.
CON LA SCUOLA NON SI GIOCA.
BASTA IMPROVVISAZIONE.
Teresa Minniti – Vincenzo Falanga
Associazione Nova Como
