È alle battute finali il project financing per la valorizzazione dell’unica isola del Lario. Secondo quanto scrive Italia Nostra, tra i partecipanti alla gara ci sarebbero QC Terme, Vincenzo Dascanio, Giovanni Costantino e Mikhail Kusnirovich. Il progetto arriva mentre il Lago di Como continua ad attirare capitali e grandi marchi dell’hotellerie internazionale
Il futuro dell’Isola Comacina si avvicina a una svolta. La procedura di project financing per la riqualificazione e la valorizzazione dell’unica isola del Lago di Como è infatti arrivata alle fasi conclusive. Sarebbero quattro i gruppi in corsa per aggiudicarsi il progetto, che comprende anche la gestione della storica locanda e del bar presenti sull’isola. Il vincitore dovrebbe essere individuato nel corso di ottobre.

In gara ci sarebbero QC Terme, gruppo specializzato nel settore del benessere e dell’ospitalità, gli imprenditori Vincenzo Dascanio e Giovanni Costantino e Mikhail Kusnirovich.
Un progetto su uno dei luoghi più preziosi del Lario
La partita riguarda un territorio particolarmente delicato. L’Isola Comacina, lunga circa mezzo chilometro e larga meno di 150 metri, concentra infatti un patrimonio storico e archeologico di grande rilevanza. La gestione istituzionale dell’isola fa capo alla Fondazione Isola Comacina, alla quale partecipano diversi enti, tra cui Accademia di Brera, Soprintendenza, Comune di Tremezzina e Provincia di Como. Nel quadro della fondazione sono presenti anche istituzioni belghe, legate alla particolare storia della proprietà dell’isola.
Il progetto di valorizzazione non riguarda soltanto gli interventi sulle strutture esistenti. Il futuro concessionario potrà infatti gestire anche le attività presenti e organizzare alcune tipologie di iniziative private, tra cui matrimoni, celebrazioni, set fotografici e produzioni audiovisive.
Lago di Como, il 30% degli investimenti nei resort italiani
La gara per l’Isola Comacina arriva in un momento di forte espansione per il mercato dell’hospitality sul Lago di Como. A fotografare il peso crescente del territorio nel settore era stata, nel luglio 2025, Regione Lombardia. Durante l’Hospitality Forum organizzato a Palazzo Lombardia, l’assessore regionale al Turismo Barbara Mazzali aveva definito il Lario un vero e proprio polo di investimento internazionale, indicando nel lago una quota pari a circa il 30% degli investimenti italiani nei resort.

Un dato che restituisce la dimensione dell’interesse suscitato dal territorio. Il Lago di Como è ormai stabilmente nel mirino dei grandi operatori dell’ospitalità, attratti dalla crescente domanda internazionale e dalla capacità della destinazione di intercettare il segmento più alto del mercato turistico.
Da Ritz-Carlton a Raffles: i grandi brand puntano sul Lario
A rafforzare questa tendenza sono i numerosi progetti alberghieri annunciati negli ultimi anni. Tra le operazioni indicate dalla Regione Lombardia figurano quelle riconducibili a Ritz-Carlton, Raffles ed Edition, marchi internazionali posizionati nella fascia alta e altissima dell’hotellerie. Il fenomeno non riguarda soltanto la parte comasca del lago. Anche sulla sponda lecchese sono previsti nuovi investimenti. A Mandello del Lario, per esempio, QC Terme ha programmato la realizzazione di un resort dedicato al wellness, con un investimento indicato dalla Regione in oltre 20 milioni di euro. Il quadro complessivo è quello di una destinazione che sta rapidamente consolidando la propria vocazione luxury, con una presenza sempre più consistente di operatori internazionali.
Turismo di lusso, cresce anche il dibattito sull’impatto ambientale
La corsa agli investimenti apre però anche un’altra questione: quanto può crescere il turismo senza alterare gli equilibri del territorio? Sul tema è intervenuta Italia Nostra Como, con il presidente Darko Pandakovic (qui l’intervento integrale che parla chiaramente di “sfruttamento coloniale”), esprimendo preoccupazione per la progressiva trasformazione delle rive del lago e per la pressione esercitata dai nuovi interventi legati allo sviluppo turistico. Il tema riguarda direttamente anche l’Isola Comacina. L’aumento delle attività ricettive e la possibilità di utilizzare il sito per eventi dovranno infatti essere conciliati con la tutela di un luogo caratterizzato da un patrimonio storico e paesaggistico particolarmente fragile.

Isola Comacina, la sfida sarà trovare l’equilibrio
La scelta del futuro gestore sarà dunque soltanto uno dei tasselli di una trasformazione molto più ampia. Il Lago di Como continua ad attirare capitali, investitori e grandi marchi internazionali, puntando sempre più sul turismo di fascia alta. La sfida, ora, sarà fare in modo che questa crescita non finisca per indebolire proprio gli elementi — paesaggio, storia e identità dei luoghi — che hanno reso il Lario una delle destinazioni più conosciute al mondo.

La gara per l’Isola Comacina diventa così un caso emblematico: da una parte l’opportunità di recuperare e valorizzare un patrimonio storico, dall’altra la necessità di stabilire fin dove possa spingersi la trasformazione turistica di uno dei paesaggi più celebri d’Italia.
