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Una delle vignette di thecumaschmagazine su Instagram
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La vignetta, il costo dei parcheggi e i fatidici grissini: dal Ticino un nuovo ironico sfottò a Como

Una vignetta innesca un nuovo sfottò svizzero diretto a Como sul costo dei parcheggi. Dal Canton Ticino, infatti, arriva un nuovo sberleffo verso il Comune di Como sul tema generale del costo della vita e, nello specifico di questo caso, sui prezzi della sosta in riva al Lario.

A pungere ancora una volta il sindaco di Como Alessandro Rapinese è Lorenzo Quadri (Lega dei Ticinesi), duellanti ormai di lungo corso su tantissimi temi.

Questa volta è il politico svizzero ad andare ironicamente all’attacco, prendendo come spunto la vignetta in stile New Yorker pubblicata sul profilo Instagram da Thecumaschmagazine.

Nella vignetta si vede una distinta coppia a bordo di un’auto a Como, nel giorno di San Valentino: lei inizialmente sorridente con fiori e regali, lui che si allontana dal’auto giusto un attimo per pagare il parcheggio a Como. Al ritorno, però, l’amaro epilogo: lei mangia con sguardo intristito un semplice panino sul sedile, lui beve una bibita al volante. Come a dire, insomma, che tale è il costo della sosta a Como, che vanifica anche i sogni più romantici.

E infatti, su questa falsariga, Quadri stuzzica Rapinese: “Vignetta su Como che circola in rete. Forse anche nel capoluogo lariano hanno qualche problema di prezzi, ed i ticinesi non sono i soli a dover “espatriare per comprare i grissini” (cit. sindaco di Como).

Il riferimento è uno degli ultimi scambi ‘elettrici’ tra i due, quando Rapinese, rispondendo via social alle critiche sul suo compenso da parte di un utente svizzero, aveva reagito così: ““Circa gli italiani che vengono a lavorare in Svizzera, li capisco. Avete redditi più alti ma a voi che vivete lì mi sa che i soldini non bastano tant’è che per sopravvivere vi tocca espatriare per comprare i grissini (riferimento al massiccio afflusso di svizzeri nei supermercati comaschi e italiani in genere, ndr). Altrimenti andreste a brucare”.

Ora, la controreplica – con i metaforici grissini sempre protagonisti – dall’altra parte del confine. E il ping pong continua.

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