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Attualità, Politica

La Zarina Negretti è tornata in Consiglio. Rapinese le prepara la sedia, poi stretta di mano e sorrisi. Lei (a tutti): “Facciamo più gruppo”

Dopo le formalità di rito questa sera il presidente del Consiglio comunale di Como, Fulvio Anzaldo, ha chiamato l’aula a deliberare, con voto, il subentro di Elena Negretti alla consigliera dimissionaria Alessandra Locatelli. Il gruppo è quello della Lega e come noto Locatelli ha lasciato poiché l’incarico da ministro nel Governo Meloni è comprensibilmente già molto impegnativo. Il voto, ovvio, non è stato ostativo, una formalità appunto. Durante la votazione il sindaco, Alessandro Rapinese, è andato con un chiaro gesto di cortesia a preparare la sedia per la neo consigliera (tra i due in passato non è stata sempre una passeggiata di primavera, anzi) che peraltro ricordiamo essere stata l’assessore più potente della giunta di Mario Landriscina.

Poi la stretta di mano e applauso dell’aula.

Quindi il presidente ha invitato la neo consigliera a intervenire. Ecco le parole di Elena Negretti:

Buonasera signor presidente, consiglieri, signor sindaco, membri della giunta. E soprattutto un saluto ai cittadini a loro va, con emozione che non nascondo, il mio più sincero sentimento di gratitudine per essere di nuovo qui, sedere tra questi banchi e riavere l’opportunità di essere al servizio della città.

Consapevole della grande responsabilità che anche questo ruolo comporta. Mi accingo quindi a prendere parte a questo Consiglio insieme a tutti voi con l’entusiasmo, l’energia, la determinazione che metto sempre in tutte le mie attività, sempre con spirito di servizio.

Spero sinceramente di poter offrire il mio modesto contributo mettendo le mie competenze al servizio della città e del bene comune; disponibile all’ascolto e al confronto, cercando anche magari di fare un po’ più gruppo (invito “a tutti” ha poi spiegato contattata, Ndr). Vorrei concludere con le parole di Paolo VI, anche avendo sentito in presenza le discussioni che ci sono state, dicendo che la politica tanto denigrata a volte è una vocazione altissima, una delle forme più alte di carità, perché cerca il bene comune. Il mio augurio è che ognuno di noi possa operare con realismo, prudenza, umiltà attraverso il dialogo costruttivo ed educato e in momenti di incontro e confronto che non potranno mai mancare. Grazie ancora a tutti voi e buon lavoro insieme.

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