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Orti sociali, foto pubblicata su Fb dal sindaco Rapinese
Attualità, Politica

L’accusa: “Rapinese se la prende con gli orti per fare notizia e coprire quattro anni di niente”

Nuovo intervento nella vicenda degli orti sociali a Rebbio (qui tutte le puntate precedenti). Ecco una Nota dell’associazione Nova Como:

ORTI SOCIALI DI REBBIO: Rapinese se la prende con gli orti per fare notizia e coprire quattro anni di niente. Ma la vera domanda è: per cosa sono stati spesi – o non sono stati spesi- i soldi dei comaschi?

Quello di Rebbio non è un caso isolato. Sfrattare un pugno di pensionati fa notizia in fretta, restituisce l’immagine di un sindaco duro, uno che “non ha paura di prendere decisioni impopolari, convinto che comandare significhi non dover mai rendere conto a nessuno. Ma una città non si governa a colpi di prepotenza: si governa con i fatti.

Allora, se il metro è il degrado del verde, applichiamolo con lo stesso rigore ovunque, a partire dai Giardini a Lago, l’area più iconica e identitaria della città, diventata la cronaca di un cantiere infinito. A poche settimane dalla riapertura di fine maggio, i camminamenti dei Giardini a Lago presentano già distacchi, l’erba è secca, la pavimentazione è scoscesa e interi tratti sono ridotti a terra nuda. Un’opera da milioni di euro di soldi pubblici, restituita alla città solo parzialmente dopo due anni e mezzo di cantiere, in condizioni vergognose.
E quindi? L’amministrazione sfratterà l’impresa che ha riconsegnato questo scempio? Sfratterà i soggetti preposti al controllo della qualità dei lavori? Liquiderà comunque all’impresa il corrispettivo d’appalto, con i soldi dei comaschi, anche se il risultato è questo?

Mentre trova il tempo e il coraggio per diffidare alcuni pensionati, il sindaco Rapinese tace sul motivo per cui la città negli ultimi quattro anni è peggiorata, perché il verde pubblico versa in queste condizioni, perché il programma elettorale è rimasto praticamente inattuato. Per cosa sono stati spesi – o non sono stati spesi- i nostri soldi?

Si può sfrattare un orto in un pomeriggio. Il niente di quattro anni di governo resta lì, sotto gli occhi dei comaschi fino al voto del 2027.
Nell’attesa, suggeriamo di riconsiderare l’idea di piantare una tenda davanti a ogni cantiere incompiuto, a ogni opera mal realizzata e a ogni progetto fermo, per vigilare ogni giorno e assumersi finalmente la responsabilità di ciò che accade in città.

Teresa Minniti – Vincenzo Falanga
Associazione Nova Como 

 

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