Il restyling difensivo del Como è finalmente terminato: è ufficiale anche l’acquisto di Yan Couto. Dopo mesi di corteggiamento, negli scorsi giorni è arrivata la fumata bianca, con il brasiliano che è atterrato ieri in Italia per le visite mediche. Como e Borussia Dortmund hanno trovato l’accordo sulla base di un prestito di 2 milioni di euro con riscatto fissato a circa 20 milioni.
Il classe 2002 si aggiunge quindi a Smolcic e Van Der Brempt per completare la batteria di terzini destri a disposizione di Fabregas.
LA SUA STORIA
Yan Couto nasce a Curitiba il 3 giugno del 2002. Cresce sportivamente in Brasile tra futsal e calcio a 11 e, nel 2020, a 18 anni, corona il sogno di esordire nella squadra della sua città, il Coritiba. Nella stessa annata, però, arriva già la grande chiamata europea: lo acquista a titolo definitivo il Manchester City. Con i Citizens non esordisce mai e viene girato in prestito prima al Girona, poi allo Sporting Braga per poi ritornare agli spagnoli nel 2023/2024. E’ questa la stagione della sua esplosione definitiva. Con i biancorossi disputa 39 partite in tutte le competizioni segnando 2 gol e 8 assist e diventando uno dei protagonisti della clamorosa qualificazione in Champions League della squadra.
Dopo l’exploit nella Liga, è il Borussia Dortmund a puntarci e a portarlo in Germania. Sotto la guida di Kovac diventa un uomo di rotazione importante e si ritaglia il suo spazio sia in campionato che in Champions League dove segna anche alla Juventus.
L’approdo al Como può ora elevarlo e consacrarlo come uno dei terzini migliori del panorama mondiale.
COME GIOCA
Couto non fa di certo della forza fisica e dell’altezza i suoi punti di forza. Il brasiliano, alto 168 cm, è un terzino moderno, abilissimo nella fase di spinta, in grado di puntare l’uomo, creare superiorità numerica e prendere il fondo per arrivare al cross. Può giocare sia come pendolino offensivo in una difesa a 4, sia come quinto di centrocampo. Inoltre, è un giocatore associativo utilissimo per lo stile gioco corale e palla a terra dei lariani.
In Italia, però, deve sicuramente migliorare la sua predisposizione a difendere. Come mostrano i dati di FotMob, infatti, il classe 2002 non eccelle né per quanto riguarda i duelli vinti, solo il 16.9%, né per intercettazione e azioni difensive, solamente il 26,2%. Sono di per certo questi i nei su cui Fabregas dovrà lavorare per renderlo un laterale solido e affidabile in entrambe le fasi di gioco.
