Come noto il progetto di impianti da sci e sistema di innevamento sul Monte San Primo ha scatenato polemiche roventi e visto nascere un ampio movimento associativo che si è schierato contro: qui tutte le cronache. Oggi si è svolta la programmata audizione sul tema in Regione. Ecco in una Nota le parole dell’assessore regionale, il comasco Alessandro Fermi, e del sindaco di Bellagio, Angelo Barindelli:
“Ho seguito e sostenuto convintamente questo progetto sin dall’inizio e sono contento che oggi sia stata raccontata in maniera dettagliata quella che è l’idea di riqualificazione del Monte San Primo, un progetto che troverebbe gli applausi di chiunque viva quel territorio”. La chiosa dell’assessore regionale Alessandro Fermi ha concluso l’audizione della commissione congiunta Territorio e Ambiente, che ha riportato sotto i riflettori il progetto di riqualificazione della rinomata area montana del Triangolo lariano.

E proprio la parola “riqualificazione” è stata posta come base del dibattito, per chiarire una volta per tutte come non ci sia alcuna idea di costruire ex novo o, peggio, “cementificare”. Anzi, la parte del progetto più criticata, ossia quella relativa all’impianto sciistico, propone una riduzione di quanto già esiste. “La riqualificazione è partita anni fa con un progetto che prevede la dismissione di buona parte degli impianti presenti e il mantenimento di un’unica area per sciare, per altro già esistente – ha chiarito Danilo Bianchi, presidente della Comunità Montana – Non viene costruito nulla di nuovo, togliamo solo ciò che è esposto al sole e non si inneva, recuperando la parte all’ombra con un tapis roulant che verrà posizionato dove oggi esiste uno skilift. Avremmo anche potuto decidere di recuperare quello, ma avrebbe avuto un impatto ambientale maggiore: le aree sciabili, infatti, con questo progetto vengono ridotte del 90%, da 700mila metri quadri a 70mila”.
Angelo Barindelli, sindaco di Bellagio, ha poi esposto alcuni numeri: “Il piano complessivo cuba 5 milioni e 300mila euro. Tre milioni furono assegnati dal Governo Draghi, con voto favorevole trasversale, e poi approvato da tutti i sindaci della Comunità montana. Altri fondi sono stati messi a disposizione dalla Regione, dalla Comunità montana e anche dal Comune di Bellagio. Due di questi milioni verranno utilizzati per la messa in sicurezza della colonia Bonomelli, senza aggiungere un metro cubo. Oggi c’è parcheggio selvaggio nei boschi e verranno realizzate due aree di parcheggi drenanti che porteranno fondi utili per la manutenzione del Monte, con progetti di tutela ambientale”.
Nessuna cementificazione, dunque, e nemmeno alcun villaggio vacanze: “Nella ex colonia Bonomelli vogliamo creare una struttura per turismo sociale, quindi ostelli per i giovani e per accogliere persone disabili”.
Durante l’audizione è stato anche chiarito che altre spese riguarderanno la sistemazione di tutta la rete elettrica e di tutto l’acquedotto, la sistemazione della sentieristica (affinché il comprensorio sia fruibile tutto l’anno) e il posizionamento di alcuni giochi adatti al turismo per le famiglie.
L’ultima parola all’assessore Fermi: “Sono dispiaciuto di aver letto sovente dichiarazioni critiche basate su presupposti inesatti. A chi chiede se il progetto starebbe in piedi anche senza la ‘pista baby’ rispondo con fermezza: siamo consapevoli che non sarà più possibile sciare su un’area estesa come quella di alcuni anni fa, ma solo il fatto di poterne mantenere un pezzo, con un microclima particolare, dove si potranno organizzare corsi per imparare a sciare, è una scelta politica e io sostengo con forza e responsabilità questa scelta. È un progetto ampio che garantirà maggiore sicurezza, migliore viabilità, riqualificazione di sentieri e immobili, turismo per disabili e anziani e anche sport. Una riqualificazione completa che ridarà nuova luce al San Primo”.