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Lago di Como superstar mondiale del turismo, il segreto è pure una partita allo stadio: cosa succede

Questo articolo è uscito su ComoZero periodico del 16 gennaio 2026

Il Natale così come il Capodanno ha confermato il successo di Como. Tutto, o quasi tutto esaurito. L’onda lunga dell’estate è arrivata fino alle festività ormai alle spalle, tra la soddisfazione degli operatori.

E, tra numeri decisamente incoraggianti spuntano anche alcune nuove tendenze legate al Como 1907 e alle prossime Olimpiadi invernali, oltre a un vecchio cavallo di battaglia: la destagionalizzazione.

Ma andando con ordine ecco il quadro complessivo tracciato dal presidente degli albergatori comaschi, Luca Leoni. “Non ci possiamo sicuramente lamentare. Se fino al 21 dicembre tutto era relativamente calmo, in linea con gli altri anni, poi invece c’è stato un vero boom tra Natale e il 31 dicembre. Pienone che si è protratto fino al 5 gennaio. Dopo, come accade da anni, è arrivato un calo fisiologico. Siamo soddisfatti dei flussi in arrivo, facilitati anche dal bel tempo”, spiega Leoni.

Un ottimo segnale dunque per il futuro anche se si deve “puntare sempre di più sulla destagionalizzazione. Se Como sta già da tempo lavorando con successo su questa idea – con diversi hotel aperti parecchi mesi anche in inverno – bisogna spingere anche sul lago. Per farlo è indispensabile l’aiuto di tutti gli operatori. Penso innanzitutto, solo per citare un esempio tra i tanti, alla forza trainante di luoghi meravigliosi come la magica Villa Carlotta che ha sempre enorme successo. Sono state organizzate delle aperture saltuarie sempre sold out. Ecco si potrebbe lavorare per fare in modo che tali luoghi siano sempre più accessibili durante l’anno”.

Anche perché si è visto come le aperture di Villa Melzi a Bellagio e Villa dei Cipressi e Monastero a Varenna durante il periodo natalizio “sono state in grado di attirare visitatori in arrivo da ogni parte del mondo – aggiunge il presidente Leoni – Oltre a tutto ciò, si deve lavorare anche su un altro fronte”.

E il riferimento è al mondo del commercio e dei negozi “che non possono essere chiusi, in certe zone, fin dal mese di novembre. Chi arriva sul lago per una vacanza deve poter contare anche in inverno, sulla possibilità di fare shopping, di trascorrere del tempo andando a spasso nei paesi senza trovare solo serrande abbassate. Bisogna lavorare per far capire che è utile a tutti puntare alla destagionalizzazione. Una strada che ci dovrebbe portare a poter contare su un territorio aperto 10 mesi all’anno. Dobbiamo puntare, per questi mesi, su un turismo slow, più lento, fatto di passeggiate, cultura e buona cucina”.

Anche perché la maggioranza dei visitatori “è composta da stranieri che cercano tutto questo. Sul Lago c’è una vera Babele di turisti”, conclude Luca Leoni.

Allargando ulteriormente lo sguardo ecco cosa ne pensa Xavier Folini co-fondatore di House of Travelers: tra i più grandi e attivi gestori di affitti brevi del territorio. “Abbiamo lavorato decisamente bene. La media di occupazione a dicembre nelle nostre strutture è stata del 61% con picchi, tra il 20 dicembre e il 5 gennaio anche del 92% – spiega – Adesso il calo è normale. Inutile ribadire come il 90%, se non oltre, dei turisti siano tutti stranieri che solitamente si fermano per due o tre notti”.

Parlando con Xavier emerge anche un altro elemento di novità, legato in questo caso al successo inarrestabile del Calcio Como che inizia ad avere ricadute visibili anche fuori dal terreno di gioco.

“Stiamo notando sempre di più come nei week end in cui il Como gioca in casa, le nostre strutture si riempiano di tifosi. Spesso sono amici o famiglie che vengono a fare il week end in riva al lago, attratti dalla trasferta della loro squadra del cuore. Un’occasione per gustarsi la partita e anche qualche giornata in città. Molti bolognesi, ad esempio, erano in città per il match con il Como (abbiamo sentito Xavier all’indomani della partita che si è giocata il 10 gennaio ed è finita 1-1, Ndr)”.

E se il Como – i tifosi facciano tutti gli scongiuri del caso – dovesse issarsi “in cima alla classifica in zona competizioni europee allora questo fenomeno si ingigantirebbe con sempre più turisti stranieri allettati dall’opportunità di venire in riva al lago in trasferta”. Cosa che sta già avvenendo da un paio d’anni almeno, come abbiamo già raccontato, con supporter azzurri di varie nazionalità (inglesi, spagnoli e francesi su tutti) che arrivano in città per seguire la squadra di Fàbregas nelle partite casalinghe e ne approfittano per una gita.

Largo, dunque, a un “turismo sportivo che notiamo anche in relazione alle imminenti Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Abbiamo già avuto richieste “strane” per il periodo, nel senso di persone in arrivo dal Canada che hanno come obiettivo finale le gare delle Olimpiadi. O anche gruppi che hanno già prenotato qui da noi rispetto che fermarsi a Milano dove i prezzi sono troppo alti”.

Simone Majeli, ceo e fondatore della notissima Rent All Como tra le big del settore (e con la MVP-Majeli Vassart Properties partner esclusivo di Forbes Global Properties) che conferma il trend positivo rispetto alle ultime festività natalizie e guarda già al futuro, alla prossima stagione che sembra giù promettere buoni numeri.

“Confermo quanto detto dagli altri intervistati e sottolineo come il Natale, inteso anche come periodo a cavallo dell’ultimo dell’anno, abbia portato ottimi risultati. La presenza maggiore è rappresentata ovviamente sempre dai turisti stranieri che sono praticamente il 95% dei nostri ospiti. Molti in arrivo dal Nord Europa o da paesi extra Ue”.

E in conclusione è già tempo per le primissime previsioni in vista della nuova stagione. “Abbiamo già decine di prenotazioni per la primavera e per il periodo di Pasqua (che quest’anno sarà il 5 aprile). Dal prossimo 20 marzo si riparte con una nuova stagione che promette sicuramente bene”, conclude Majeli.

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E i numeri

A certificare il fascino del Lago di Como che punta dunque ad essere sempre più aperto e ospitale anche d’inverno, contribuisce quanto emerge dalla prima edizione dell’Osservatorio Turistico Como e Provincia, promosso da Regione Lombardia, Camera di Commercio di Como-Lecco, Confcommercio Como, Global Blue e presentato di recente.

Le imprese del turismo comasco mostrano un quadro in crescita. Nei primi sei mesi del 2025, infatti, le localizzazioni che operano nel settore turismo sono arrivate a quota 5.342, con un incremento del 3% rispetto all’anno precedente.

Nell’anno compreso tra ottobre 2024 e settembre 2025, il territorio ha registrato 1,8 milioni di arrivi e 5,3 milioni di presenze, oltre la metà concentrati tra giugno e settembre (rispettivamente 56% e 65%). La permanenza media è di 2,9 notti, che sale a 3,4 durante l’estate.
La componente straniera rappresenta l’83% del totale, equamente divisa tra EU e non-EU, a conferma della dimensione internazionale della destinazione. Oltre all’Italia (17% degli arrivi), le principali nazionalità di provenienza sono Germania (14%), Stati Uniti (12%), Francia (9%) e Svizzera (6%).

Perché i turisti soggiornano a Como? Secondo l’Osservatorio, i motivi risiedono in un’offerta diversificata, capace di coniugare ambiente, patrimonio storico-artistico, enogastronomia, turismo sportivo e shopping. Senza dimenticare il turismo d’affari. Il Duomo di Como e Villa del Balbianello a Lenno sono le attrazioni più ricercate in rete. Como è poi il primo polo lombardo dello shopping Tax Free dopo Milano (52%), che si concentra principalmente in due comuni specifici: il capoluogo e Bellagio, che insieme contribuiscono all’80% della spesa totale. Per quanto riguarda le categorie merceologiche, tre acquisti su quattro rientrano nel Fashion & Clothing (40%) e nella GDO (33%). Tuttavia, è il comparto Watches & Jewellery a registrare l’aumento della spesa più consistente: +29%, con una spesa media per shopper di circa 1.300 euro. Escludendo il contributo della GDO, caratterizzata da dinamiche non indicative del fenomeno turistico, il mercato mostra una crescita della spesa del 6%, con una spesa media per shopper di €730.

Per quanto riguarda le nazionalità, gli shopper provenienti da Stati Uniti (38%) e Svizzera (23%) generano oltre metà della spesa complessiva. Seguono i Paesi del Golfo(8%), che mostrano la crescita più sostenuta (+24%), e i visitatori provenienti da Regno Unito (4%) e America Latina (4%). Il profilo dello shopper evidenzia, inoltre, una forte presenza di viaggiatori ad alta capacità di spesa: un quinto della spesa lo realizza lo shopper UHNWI (7%) e HNW 4 (12%), con i primi che crescono addirittura del +134%, registrando una spesa media per shopper di €6.7k. Inoltre, mentre le fasce più giovani – Gen Z e Millennials – crescono rispettivamente del 20% e dell’8%, le generazioni più adulte sono quelle che incidono di più sulla spesa(65%).

Infine, dall’Osservatorio si evince come quattro shopper su dieci acquistino esclusivamente a Como, mentre la quota rimanente sceglie di comprare anche in mete differenti, in particolare Milano (52%), Serravalle (18%) e Roma (10%).

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