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Lago e crisi idrica: “Concessa una miseria, nei serbatoi 130 milioni di metri cubi d’acqua accumulati”

Solo poche ore fa davamo la notizia dell’intesa, a Palazzo Lombardia, tra l’assessore regionale a Montagna, Enti locali e Risorse idriche, Massimo Sertori, e i concessionari delle dighe a monte del lago di Como (Enel, A2A ed Edison) che prevede il rilascio nel Lago di Como di 4 milioni di metri cubi d’acqua al giorno per i prossimi 15 giorni.

C’è però chi non trova affatto positiva tale strategia e attacca direttamente. Si tratta del geologo e ambientalista Gianni Del Pero, ex presidente di WWF Lombardia.

Nonostante la gravissima crisi idrica che sta colpendo la Lombardia i gestori degli invasi idroelettrici alpini “concedono” la miseria di 4 milioni di metri cubi d’acqua al giorno per 15 giorni dopo avere accumulato in 2 mesi oltre 130 milioni di metri cubi (erano 89 già il 10 maggio), nei soli serbatoi a monte del lago di Como!

Alla faccia della crisi idrica e della priorità nell’uso delle acque (dimenticando che l’acqua è un bene pubblico in concessione da Regione Lombardia ai gestori e non viceversa!) per ricordare che le priorità nell’uso dell’acqua sono:

  • Consumo umano: la priorità assoluta è garantire acqua potabile per la popolazione.
  • Poi il deflusso minimo vitale nei corsi d’acqua per la conservazione della biodiversità e la tutela dell’ambiente.
  • A seguire l’irrigazione per l’uso agricolo. Le colture e le attività agro-zootecniche vivono di acqua anche per nutrire gli esseri umani. Per ultima l’acqua può essere usata per la produzione di energia idroelettrica. Per ultima, quando ce n’è abbastanza per gli altri utilizzi, e invece…
Rilevazioni al 28-6-26
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