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L’allarme in banca, i rapinatori con l’ostaggio, lo sparo mortale: Fino ricorda il brigadiere Roberto Di Maria

Questa mattina, lunedì 20 aprile 2026, si è svolta una cerimonia presso il cippo commemorativo all’interno della Stazione dei Carabinieri di Fino Mornasco, per commemorare il Brigadiere M.A.V.M. Roberto Di Maria, nel 50esimo anniversario della sua morte, avvenuta a soli 29 anni per le gravi ferite riportate nel tentativo di sventare una rapina.

Il Brigadiere Roberto Di Maria, era nato a Francavilla Fontana il 13 luglio 1947. Si arruolò nell’Arma dei Carabinieri nel 1965 a soli 17 anni, poi, nel 1967, terminato il ciclo formativo e promosso vicebrigadiere, venne assegnato alla Legione Carabinieri “Milano” e assegnato alla Stazione Carabinieri di Campione d’Italia.

Nel gennaio 1976, con il grado di Brigadiere, assunse l’incarico di comandante della Stazione Carabinieri di Fino Mornasco. Il 20 aprile 1976 intervenne a seguito dell’allarme scattato al Banco Ambrosiano di via Garibaldi a Fino Mornasco. Giunto sul posto, quattro rapinatori armati, dopo aver commesso una rapina, per garantirsi la fuga presero un impiegato come ostaggio e aprirono il fuoco all’indirizzo del Brigadiere Di Maria Roberto, ferendolo mortalmente. Con decreto del Presidente della Repubblica datato 21 marzo 1977, è stata conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria.

Alla cerimonia, presieduta dal Comandante della Legione Carabinieri “Lombardia”, Gen. D. Giuseppe De Riggi, hanno partecipato il Prefetto di Como, Corrado Conforto Galli, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Francesco Falcone, i consiglieri regionali, Angelo Orsenigo e Marisa Cesana ed i sindaci dei Comuni di Fino Mornasco, Cassina Rizzardi, Grandate, Casnate con Bernate e Luisago, oltre ad una rappresentanza di Carabinieri in servizio ed in congedo (A.N.C.).

Brigadiere dei Carabinieri
Roberto Di Maria
Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria

“Comandante di Stazione distaccata, accordo presso istituto bancario dove alcuni banditi avevano consumato una rapina e, armi in pugno, si allontanavano facendosi scudo di un impiegato della banca preso come ostaggio, nell’intento di non compromettere la vita di quest’ultimo, rinunciava all’uso delle armi ed affrontava con ardimento e sprezzo del pericolo e generosa determinazione i banditi che proditoriamente aprivano il fuoco contro di lui ferendolo mortalmente.”

Fino Mornasco (Como), 20 aprile 1976.

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