La Svizzera si conferma come uno dei Paesi leader a livello globale per quanto riguarda i livelli retributivi, posizionandosi ai vertici non solo della classifica europea, ma di quella mondiale. Attualmente, lo stipendio medio in Svizzera si attesta attorno ai 95.000 franchi, una cifra che al cambio attuale corrisponde a circa 102.821 euro.
Per i lavoratori italiani, la prossimità geografica con la Confederazione Elvetica rappresenta un’opportunità economica straordinaria, in particolare per i frontalieri che possono infatti beneficiare di retribuzioni elevate senza la necessità di trasferire la propria residenza.
In alcuni settori specifici, i guadagni medi possono raggiungere i 7.770 euro al mese, una cifra siderale se confrontata con la realtà retributiva italiana.
Le prospettive per chi guarda al mercato elvetico sono destinate a migliorare ulteriormente nel prossimo futuro. Secondo i dati emersi da un recente sondaggio condotto dal Centro di ricerca congiunturale (KOF) del Politecnico di Zurigo, il 2026 segnerà il terzo anno consecutivo di crescita dei salari.
L’indagine ha preso in esame un bacino molto ampio, coinvolgendo oltre 4.500 aziende svizzere, restituendo un quadro estremamente nitido di ciò che accadrà a partire dal prossimo gennaio. Nonostante l’incertezza legata ai possibili dazi doganali internazionali, le imprese elvetiche continueranno a puntare su retribuzioni competitive:
- Crescita nominale prevista: +1,3% in media.
- Crescita reale (al netto dell’inflazione): +0,8%.
- Aumento medio annuo: circa 1.330 euro, una cifra che in Italia corrisponde quasi a una mensilità supplementare.
La crescita non sarà però uniforme. La Svizzera premierà i settori più strategici e quelli colpiti da una cronica carenza di personale:
- Edilizia (+1,7%): È il settore che farà da traino all’intera economia. L’aumento significativo è dettato dalla forte mancanza di manodopera, che spinge le aziende a offrire pacchetti retributivi sempre più aggressivi per attrarre lavoratori, specialmente dall’Italia.
- Alberghiero e Ristorazione (+1,5%): Un’ottima notizia per chi non possiede un’esperienza pluriennale. In questo comparto le opportunità sono numerose, a patto di possedere competenze linguistiche adeguate, in particolare la conoscenza obbligatoria di inglese e tedesco.
- Farmaceutico e Finanziario: Entrambi i settori mostrano una crescita solida, confermandosi pilastri della stabilità economica svizzera.
Al contrario, la crescita sarà più contenuta (+1%) nel commercio al dettaglio e all’ingrosso e nell’industria in generale. Situazione critica, invece, per i comparti legati alle esportazioni e all’industria meccanica: qui l’ombra dei dazi statunitensi rischia di innescare non solo una stagnazione salariale, ma anche possibili licenziamenti.
Se le buste paga si fanno più pesanti, il rovescio della medaglia è rappresentato da una maggiore cautela sul fronte delle nuove assunzioni. L’indicatore dell’occupazione del KOF è sceso a 0,3 punti nel terzo trimestre del 2025, toccando il livello più basso dal 2021.