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Il niet al piano scuole del sindaco di Como: “Smascherate le bugie”, “Freno all’incapacità”, “C’è un’istituzione che fa il proprio lavoro”

Pochi minuti fa raccontavamo la bocciatura in Provincia del piano scuole del sindaco di Como, Alessandro Rapinese: Como, bocciato il piano scuole del sindaco Rapinese: lo stop del consiglio provinciale. Il voto è naturalmente il risultato di un’intesa trasversale tra i partiti – Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Partito Democratico – tanto che l’unico voto contrario alla delibera di stasera è stato quello del primo cittadino lariano.

Intanto ecco le prime reazioni politiche e non solo.

Sergio Gaddi, coordinatore provinciale di Forza Italia e consigliere regionale:

Una delibera perfetta, articolata e motivata, è stata votata da tutte le forze politiche in Consiglio Provinciale che ha giustamente bocciato il piano di ridimensionamento scolastico voluto da Rapinese. Sono state smascherate le continue bugie, le mistificazioni e le arroganze morali del sindaco di Como. È la strada giusta, che proseguirà anche in Regione. Incapacità e approssimazione non sono tollerabili quando si parla di scuola e di bambini.

Carla Gaiani e Daniele Valsecchi, segretaria provinciale e segretario cittadino del Partito Democratico:

Un’ottima notizia, che mette le basi per un futuro diverso e migliore. La decisione dei consiglieri provinciali, che ringraziamo per la risposta compatta e chiara, per avere ascoltato le richieste di un’intera comunità, pone uno stop al piano insensato, sbagliato, non ragionato e non condiviso di questa amministrazione.

È un passo importante, per riportare il diritto allo studio e la politica seria al centro del dibattito pubblico. Occorre fermare questo piano scuole a tutti i livelli. Per poi rilanciare, mettere la scuola al centro della futura amministrazione.
Il nostro impegno continua con questo obiettivo.

Nova Como con il presidente Vincenzo Falanga e la vicepresidente Teresa Minniti:

Scuole, Nova Como: «Finalmente una risposta concreta alle famiglie. Un freno all’improvvisazione del Comune»

La decisione del Consiglio provinciale di non acquisire nel piano della rete scolastica 2027/2028 le modifiche proposte dal Comune di Como rappresenta finalmente una risposta concreta alle esigenze delle famiglie e alla richiesta di stabilità delle comunità scolastiche.

Il provvedimento rileva che le modifiche relative agli istituti comprensivi Como Albate, Como Borgo Vico, Como Centro città, Como Lago, Como Lora-Lipomo Como Nord sono prive degli elementi richiesti dalla normativa e dalle indicazioni regionali.

«È un passaggio importante, che mette un freno all’improvvisazione e all’incapacità di questa amministrazione di costruire un piano scolastico serio e duraturo. Le preoccupazioni delle famiglie e degli insegnanti, che Nova Como sostiene da tempo, trovano finalmente una risposta istituzionale concreta».

Como non può avere un piano diverso ogni anno, con continue ipotesi di chiusura, trasferimenti e riorganizzazioni che generano incertezza e ricadono sui bambini, sulle famiglie e sul personale scolastico. La programmazione richiede competenza, dati, ascolto e obiettivi chiari.

Un piano di dimensionamento deve partire dalle reali necessità della città, dall’evoluzione demografica e da una visione del futuro di Como. Deve considerare il valore educativo e sociale delle scuole, la loro presenza nei quartieri e i servizi necessari alle famiglie. Il calo demografico non può diventare una giustificazione automatica per ridurre l’offerta: occorre anche chiedersi quali scelte possano rendere Como una città in cui le giovani famiglie desiderino vivere.

«Accogliamo con favore la decisione del Consiglio provinciale. Ora il Comune deve assumersi la responsabilità di cambiare metodo, riaprire il confronto con famiglie, insegnanti e istituzioni e costruire una programmazione stabile e condivisa. Le scuole sono un investimento sul futuro della città. Non possono essere sottoposte ogni anno a decisioni estemporanee».

Simone Molteni, presidente del Consiglio di Istituto Como Borgovico:

Grande soddisfazione, anche se sembra incredibile da dirsi.

La Provincia è entrata nel merito, ha ascoltato i diretti interessati e poi ha deciso di conseguenza, approvando le parti razionali e bocciando quelle prive di senso. Come presidenti di 6 Istituti ci eravamo già espressi bocciando piano e metodo del Comune. Insieme rappresentiamo 4.200 alunni con relative famiglie, per un totale di circa 15 mila cittadini, non mi sembra trascurabile.

Oggi stiamo festeggiando perché abbiamo visto un’istituzione fare il proprio lavoro. Non era scontato e questo è sintomatico di quanto bisogno di normalità ci sia oggi a Como.
Dobbiamo tornare a sentire che le istituzioni che paghiamo con le nostre tasse siano al servizio dei nostri interessi e non di logiche incomprensibili. Che le istituzioni siano dalla parte dei cittadini e non contro di essi.

Tre commenti: un piano di razionalizzazione dovrebbe essere pensato per il medio e lungo termine, mentre il Comune di Como ha presentato in 3 anni ben 3 piani diversi e contraddittori tra loro, generando caos e agitazione inutile nel personale scolastico e nelle famiglie.

Secondo: l’intesa con le istituzioni scolastiche è prevista per legge e come al solito a Como è mancata totalmente. I presidenti dei consigli d’Istituto quest’anno non sono nemmeno stati convocati da sindaco e vicesindaco, per dirne una.

Terzo: il risultato di questo atteggiamento è il solito: sono passati 4 anni e non si è fatta assolutamente nessuna razionalizzazione, nonostante l’apertura e la disponibilità mostrata al Comune già 4 anni or sono.

Il Comitato Genitori Como a misura di famiglia:

La decisione della Provincia di Como dimostra quanto sia importante il dialogo con le parti prima di ridisegnare il futuro delle scuole delle città!

L’attuale Amministrazione comunale ha sostituito la programmazione con l’improvvisazione. Decisioni calate dall’alto senza competenza e sensibilità generano solo incertezze e sradicano la fiducia tra cittadini e Comune.

Serve ridisegnare la nostra città, ricostruire le relazioni, immaginare nuove politiche a misura di famiglia e per tutta la cittadinanza.

È proprio questo il senso della manifestazione #ORABASTA! che organizzeremo la mattina del 17 ottobre: come Comitato Genitori chiediamo il rispetto, la competenza e la trasparenza che fino ad ora sono mancati nell’amministrazione della città.

Stefano Molinari, presidente provinciale di Fratelli d’Italia:

La decisione assunta ieri dal Consiglio provinciale di Como, che ha respinto gran parte delle modifiche alla rete scolastica cittadina proposte dal sindaco Alessandro Rapinese per l’anno scolastico 2027/2028, rappresenta un passaggio importante e una risposta concreta alle preoccupazioni espresse dal mondo della scuola e dalle famiglie.

Avevo detto che questa volta non ci sarebbero stati problemi e così è stato. Avevo preso un impegno preciso e oggi sono soddisfatto del risultato raggiunto. Un risultato frutto di un lavoro serio e condiviso, per il quale desidero ringraziare i consiglieri provinciali che hanno sostenuto questa posizione, dimostrando senso di responsabilità e attenzione verso la comunità scolastica comasca.

Ritengo che questa vicenda evidenzi soprattutto un problema di metodo. La scuola non può essere oggetto di decisioni calate dall’alto, ma deve essere il risultato di un percorso di confronto e della piena condivisione di tutte le parti in causa: amministrazioni, dirigenti scolastici, docenti e famiglie. Chi vive quotidianamente la realtà scolastica deve essere ascoltato e coinvolto prima di assumere decisioni che incidono sull’organizzazione degli istituti e sul futuro dei nostri ragazzi.

Lo stop deciso dalla Provincia riguarda le modifiche proposte per diversi istituti comprensivi cittadini, comprese quelle relative alla scuola primaria Corridoni e alla scuola dell’infanzia Carluccio. È un risultato importante, raggiunto grazie al lavoro di squadra e alla capacità delle istituzioni di assumersi le proprie responsabilità nell’interesse della comunità.

La partita non è ancora definitivamente chiusa, perché spetterà alla Regione Lombardia assumere la decisione conclusiva. Per questo continuerò a seguire la vicenda con attenzione, affinché siano tutelati gli interessi delle famiglie, dei docenti e dell’intera comunità scolastica comasca.

Non considero questo un punto d’arrivo. Non molliamo. Continuerò a battermi perché sulle scuole prevalgano il dialogo, l’ascolto e la condivisione, evitando decisioni unilaterali che rischiano di compromettere il rapporto di fiducia tra le istituzioni e chi vive ogni giorno la realtà scolastica. 

Elena Negretti, capogruppo Lega in consiglio comunale e coordinatrice cittadina:

SCUOLE, LA PROVINCIA BOCCIA IL PIANO RAPINESE. CROLLA IL CASTELLO DI CARTE: IL SINDACO SMETTA DI FARE LA VITTIMA E SI ASSUMA LE SUE RESPONSABILITÀ.

Il Consiglio provinciale ha certificato nero su bianco ciò che famiglie, presidenti dei consigli d’istituto e la Lega denunciano da mesi: il piano scuole di Rapinese è un disastro amministrativo che non sta in piedi. La bocciatura è arrivata per la palese mancanza di intesa con gli istituti (imposta dalla DGR XII/6621), un passaggio normativo che il Sindaco ha deliberatamente ignorato pur di calare la sua riorganizzazione dall’alto. E ricordiamo che su Corridoni e Salita Cappuccini la partita è tutt’altro che chiusa, con il Consiglio di Stato che deve ancora pronunciarsi.

Nessun complotto oscuro, nessuna fantomatica “legge anti-Rapinese”. Questo fallimento istituzionale è il risultato diretto dell’arroganza di un uomo solo al comando. Abbiamo un Sindaco che si blinda a Palazzo, decide tutto da solo calpestando chi la scuola la vive ogni giorno e, non appena sbatte contro la realtà dei fatti e delle normative, cerca disperatamente di scaricare su altri le colpe della propria incapacità.

Adesso basta con la propaganda e i teatrini sulla pelle dei nostri bambini. Rapinese metta da parte l’ego, convochi immediatamente un tavolo tecnico con le scuole e le famiglie, e inizi a occuparsi seriamente del diritto allo studio. Como ha bisogno di un’amministrazione capace, non di perenni scaricabarile. 

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