È il giorno della verità per il futuro della Antonio Carcano SpA. Oggi, giovedì 5 febbraio 2026, la Commissione Attività Produttive di Regione Lombardia ospita un’audizione cruciale in videoconferenza per fare luce sul passaggio di proprietà dell’azienda, leader nella lavorazione del laminato di alluminio, al gruppo cinese Luminovo Aluminium Ltd.
Sotto la lente d’ingrandimento c’è il destino dei 500 dipendenti dislocati nei siti strategici di Mandello del Lario (Lecco), Andalo Valtellino e Delebio (Sondrio).
L’accordo con Hong Kong e il via libera del Golden Power
Dopo mesi di stallo, la situazione è precipitata lo scorso 23 gennaio, quando il Governo italiano ha autorizzato la cessione ai sensi della disciplina Golden Power. L’operazione prevede l’ingresso di Luminovo nel capitale sociale della Carcano con una quota di maggioranza del 51,58%.
L’audizione odierna, inizialmente prevista per gennaio e poi posticipata, vede la partecipazione di:
-
Rappresentanti della proprietà e di Confindustria.
-
Delegazioni sindacali (Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Lario).
-
I sindaci dei Comuni coinvolti e i vertici delle Province di Lecco e Sondrio.
Incognita piano industriale: la preoccupazione dei sindacati
Nonostante il via libera governativo, il clima tra i lavoratori resta teso. Enrico Vacca, segretario generale della Fim Cisl Monza Brianza e Lecco, ha sottolineato come la sola autorizzazione di Roma non rappresenti una garanzia per il territorio. Secondo il sindacalista, la vera tutela risiede esclusivamente in un piano industriale solido e in un confronto diretto per la messa in sicurezza dei livelli occupazionali, elementi che al momento appaiono ancora nebulosi.
La crisi della Carcano ha radici profonde: dal devastante incendio che ha colpito la sede di Delebio a fine 2024, l’azienda ha affrontato un 2025 di estrema difficoltà. Sebbene parte della produzione sia ripartita, il settore della lavorazione dell’alluminio è tuttora vincolato alla cassa integrazione.
Le richieste a Regione Lombardia e al Mimit
I sindacati chiedono trasparenza su un accordo che, nei fatti, non è ancora blindato. Fabio Anghileri, segretario generale della Fiom Cgil di Lecco, ha evidenziato come non siano ancora chiari i passi che la vecchia proprietà e i nuovi azionisti di Hong Kong intendano compiere nelle prossime settimane. L’auspicio è che entro l’inizio di marzo si possa definire il nuovo assetto, con una parte degli azionisti storici che dovrebbe mantenere una quota di minoranza.
“Chiediamo a Regione Lombardia di intervenire per fare chiarezza sul piano industriale”, ribadiscono le sigle sindacali, che nel frattempo hanno sollecitato un incontro urgente anche presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).