“Il motto è semplice e chiaro: difendere il cibo buono, pulito e giusto. E per farlo Slow Food si concentra sui produttori locali, sul rispetto dell’ambiente e su un prezzo che riconosca il giusto valore economico a chi lo produce seguendo questi crismi”.
Le parole sono di Antonio Moglia, presidente di Slow Food Como, che per il tradizionale appuntamento degli auguri natalizi, lo scorso 22 dicembre, al Bar Touring ha ospitato Giuseppe Sala, produttore dell’ultimo vino IGT Terre Lariane di Montano Lucino per un assaggio dell’ultima creazione. Ma proprio la location scelta, ovvero il bar Touring, consente di conoscere i gestori di questo storico locale nel cuore di Como. Loro sono i fratelli Lorenzo e Claudio Castellani che con le mogli Rita e Giovanna, sono arrivati in città ormai otto anni fa.
“Abbiamo sempre avuto locali a Milano, dove continuiamo a essere operativi. In passato quando ci venivano a trovare gli amici ci chiedevano perché non pensavamo a Como. Un giorno abbiamo fatto un giro in città e, visto il Touring, siamo passati rapidamente ai fatti – racconta Lorenzo che, mentre chiacchiera, non perde mai di vista la sala e fornisce rapide indicazioni ai suoi uomini – Il locale storico, la magnifica posizione e la bellezza della città, ci hanno convinto. E così eccoci qui”.
Il racconto, insieme alla moglie, prosegue. “Abbiamo anche pensato di cambiare nome ma poi ci siamo resi conto che tutti, nominando il Touring, sapevano quale fosse”.
Ma quali le differenze con Milano? “Qui lavoriamo per chi è in vacanza e quindi per chi vuole rilassarsi seduto a tavola. A Milano invece i clienti sono per lo più lavoratori”.
“Da sempre, dal ‘78, siamo nel capoluogo lombardo con diversi bar. Uno in via Dante, a ridosso del Piccolo Teatro e dove spesso veniva Giorgio Strehler. Nell’altro caffè invece uno dei nostri clienti fissi era Umberto Eco. Si instaurò una bella amicizia, era una persona affabile e molto divertente. Spesso ci raccontava delle barzellette. E poi, come per magia, si sedeva a un tavolino e iniziava a scrivere. Nel nostro bar scrisse pagine del suo libro Il Cimitero di Praga. Molti anche i politici presenti da noi, da Andreotti a Berlusconi”.
Lampi di una storia di caffè, aperitivi e amore. E poi via, si avvicina l’ora di cena e tutto deve essere pronto per una nuova pagina in riva al lago.
