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Attualità

Magatti: “L’ex casa albergo di via Volta e Santa Teresa per i profughi ucraini a Como”

Anche Como, con ogni probabilità, sarà chiamata a fare la sua parte per l’accoglienza dei profughi ucraini in fuga dal loro Paese a causa della guerra scatenata dalla Russia.

In questo senso oggi interviene Bruno Magatti della lista Civitas con alcune proposte concrete.

“Abbiamo l’urgenza di aprire delle strutture, di mettere a disposizione alcune strutture pubbliche che sono in attesa di una destinazione ancora da realizzare – scrive Magatti – prime fra tutte l’ex-casa albergo di via Volta (foto sopra), una struttura quasi immediatamente disponibile e con pochissimi interventi da effettuare per renderla abitabile. Un’altra struttura adatta è quella di piazzale Santa Teresa (sotto), che nasce come foresteria, ma della quale l’Università non ha mai fatto uso. Si tratta quindi di una struttura nuova e vuota per la quale vale la pena di aprire una immediata interlocuzione tra le parti”.

Oltre a indicare luoghi e strutture, Magatti però affronta la questione dal punto di vista politico: “La buona volontà di tanti quali parrocchie, gruppi di volontari, associazioni e movimenti, ha bisogno di convergere al fine di creare certezza negli aiuti, materiali ed economici. Il dovere di un sindaco è quello di mettersi a capo di questa struttura organizzativa, affiancato dalla Protezione Civile, e di coordinare la raccolta di aiuti e risorse nonché l’accoglienza delle persone che verranno”.

Inevitabile uno sguardo anche al passato, peraltro quando proprio Magatti – da assessore ai Servizi sociali della giunta Lucini – affrontò l’emergenza migratoria.

“Como è stata capace di accogliere un gran numero di richiedenti asilo. Quando tra il 2014 e il 2017 il Ministro degli Interni distribuì sul territorio i richiedenti asilo sbarcati in Sicilia, qui arrivò un contingente di oltre 1.000 persone. Quindi l’ordine delle migliaia è assolutamente gestibile: in che modo? Mettendo in campo alcune strutture che già dei privati hanno utilizzato – afferma Magatti – La polemica allora fu che si lucrasse su tale attività: noi siamo dell’opinione che chi mette a disposizione tempo e risorse è giusto che venga retribuito, a patto che si dia vita a sistemi di controllo e verifica sull’utilizzo delle risorse”.

Ph. Carlo Pozzoni

Non manca, infine, un accenno polemico rivolto verso la giunta Landriscina: “L’ennesimo errore clamoroso di questa amministrazione è stato rinunciare ai contributi che avevamo ottenuto dal Ministero degli Interni per ristrutturare l’ex-scuola sita in via Tibaldi per installarvi il C.a.r.a. (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) che si trova attualmente in via Sacco e Vanzetti. Quando si rinuncia a portare avanti delle progettualità che servono ad affrontare le emergenze, e queste alla fine giungono per davvero, ecco che ci si trova in difficoltà danneggiando i cittadini e la loro qualità della vita. Mettersi al servizio di una comunità significa saper guardare lontano e ancora oltre, se possibile. Avere la capacità di immaginare delle possibilità che oggi non ci sono: solo così si governa il futuro”.

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4 Commenti

  1. La Casa della Giovane di Ponte Chiasso è già attrezzata per accoglienza di almeno 30 persone

    1. La Casa della giovane è chiusa. Ospita solo 4 persone in appartamento. Foerse non lasciarla morire sarebbe stata una scelta intelligente
      Altra genialata di questa città

  2. Buongiorno,
    Di fronte a una tragedia, dramma, non so come nemmeno come descriverla… L’ intervento di Bruno Magatti è legittimo è meraviglioso. Già andrebbe messo in atto il suo progetto. Sentiamo le radio, vediamo i telegiornali, lèggiamo i giornali, seguiamo internet … ma davvero è raccapricciante, ricevo da due bravissime Colleghe come Marta Ottaviani, L’ Avvenire, e Cecilia Sala, Il Foglio e seguitela (Ascoltare Stories di @ceciliasala in questi giorni è ancora più importante del solito ?? ?)
    Lo trovate su @SpotifyItaly: open.spotify.com/show/1FaCiqGah… @Chora_Media, immagini che non postiamo, e narrazioni che ricordano attacchi della GERMANIA NAZISTA alla Polonia e non solo. Assolutamente queste Persone vanno accolte con dignità e calore umano e massimo Affetto.
    Un abbraccio forte
    Davide Fent
    @davidefent

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