Torna alla carica il consigliere comunale di Civitas, Bruno Magatti, sull’ammontare dei compensi di Annarita Polacchini, ormai ex amministratore delegato di Asf (l’azienda di trasporto pubblico comasca, il cui 51% è detenuto da Comune di Como, Province di Como e Lecco e Cpt) e dell’attuale manager che ne ha preso il posto, Valentina Astori.
Nello specifico, Magatti da settimane chiede una conferma o una smentita ufficiale all’assessore alle Società Partecipate, Adriano Caldara, sull’autenticità della “copia di un documento di cui sono in possesso e che mi era stato presentato come “Allegato 1″ al contratto Infragruppo di servizi tra Asf e Arriva Italia”. Documento che però, va sottolineato, è un estratto singolo senza date, durata dell’eventuale validità, né altri riferimenti precisi utili per stabilirne l’autenticità o meno.
“Chiedevo – ha sottolineato il consigliere di Civitas in aula – agli interpellati di smentire o confermare la corrispondenza della fotocopia loro consegnata (foto sotto) rispetto a un documento effettivamente allegato al contratto suddetto. La risposta che mi aspettavo era quindi soltanto un no, non è vero o un sì è vero. Nulla di più”.
Nessuna delle due risposte, però, è arrivata. Anzi, l’esponente dell’opposizione ha rivelato che l’unico (sorprendente) riscontro ottenuto via mail dagli uffici comunali è stato tutto fuorché preciso. Testuale: “Circa la sua domanda di autenticità della fotocopia da lei consegnata durante la seduta consiliare del 15 ottobre scorso, le precisiamo che non siamo competenti a certificare l’autenticità”.
Una assenza di certezze che ha dunque portato Magatti a reiterare la domanda pubblicamente: “Asf ha versato negli anni passati e versa tutt’ora al socio Arriva Spa (socio di Asf assieme a Ferrovie Nord, ndr) un corrispettivo per costo del lavoro e oneri accessori dell’amministratore delegato, oneri di locazione, oneri di iscrizione ad Asstra e all’Unione Industriali per un ammontare annuo dell’ordine di 300mila euro?”.
Una domanda che di fatto dovrebbe portare a conoscere le esatte retribuzioni di Polacchini prima e Astori adesso, tramite il confronto con un altro documento in suo possesso e mostrato in consiglio. Cioè quello preso direttamente dal sito ufficiale di Asf in cui “il compenso lordo annuo per l’amministratore delegato di Asf risulta pari a 75mila euro (40mila fissi più 35mila di parte variabile, ndr)”. 
Una cifra che – se la “fotocopia misteriosa” si rivelasse autentica – sarebbe molto più bassa del totale reale, costituito dalla somma di quei 75mila euro più i 200mila euro riportati nell’allegato della discordia in cui alla voce specifica “Costo del lavoro ed oneri accessori amministratore delegato” la voce è pari a 200mila euro.