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Milano, condominio allagato per 20 anni: maxi bolletta dell’acqua da 1,7 milioni. Cosa fare secondo Codacons

Una vicenda che ha dell’incredibile arriva direttamente da Milano, dove un intero condominio ha vissuto una situazione di emergenza straordinaria per oltre quattro lustri. Il piano meno tre dello stabile, l’area sotterranea interamente destinata ai box auto, è rimasta costantemente allagata per più di vent’anni. All’origine di questo infinito allagamento sembra esserci stato un grave errore di progettazione o di esecuzione dei lavori, risalente ormai a diversi decenni fa.

La svolta per i residenti sembrava essere arrivata grazie agli incentivi statali del Superbonus. Gli inquilini hanno infatti colto l’occasione della misura agevolativa per dare finalmente il via ai complessi interventi di ripristino e riparazione, i quali altrimenti sarebbero risultati decisamente troppo onerosi per le tasche delle singole famiglie. Tuttavia, la risoluzione del problema ha portato con sé una sorpresa amarissima: le fatture per i consumi idrici intestate al condominio hanno raggiunto la cifra astronomica di circa 1,7 milioni di euro. Un importo enorme e sproporzionato, che ora rischia di gravare pesantemente sui bilanci dei condòmini tra cui deve essere spartito.

Maxi-bollette e tutele: l’analisi e i consigli del Codacons

Davanti a una stangata di questa portata, l’associazione dei consumatori Codacons è intervenuta duramente per fare chiarezza sulla vicenda, ponendo un interrogativo fondamentale: “Ma quali sono le tutele per i consumatori nel caso in cui vengano recapitate bollette di questa entità?”

L’associazione ha quindi delineato i punti chiave e gli strumenti legali a disposizione dei cittadini per difendersi da fatturazioni così esorbitanti:

  • La prescrizione breve dei 2 anni: In primo luogo, l’associazione ricorda con fermezza che il diritto al corrispettivo per le bollette dell’acqua si prescrive in soli 2 anni. Questo termine temporale decorre specificamente dalla data di scadenza indicata sulla fattura e va a coprire sia i consumi effettivi registrati, sia gli eventuali conguagli calcolati successivamente.

  • La presenza di perdite occulte o guasti: Ma la prescrizione non è l’unico elemento da considerare. È infatti altamente probabile che importi così elevati siano la diretta conseguenza di perdite occulte nell’impianto idrico, di un eventuale guasto tecnico al contatore, oppure di un maxi-conguaglio che va a inglobare i consumi stimati e non ancora fatturati nel corso degli anni precedenti.

Il Codacons sottolinea che, anche in tutti questi specifici casi (perdite, contatori difettosi o conguagli retroattivi), i cittadini non sono impotenti: è sempre possibile presentare un formale reclamo scritto all’ente gestore che emette le fatture per contestare la cifra richiesta.

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