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Moda e cucina, un ponte tra Como e Parma nel segno della creatività

Prosegue il dialogo tra Como e Parma nell’ambito di “Food Culture | Food Couture. La Cucina attraverso la lente della Moda: linguaggi, identità, Made in Italy”, la mostra ideata dalla Fondazione Gentili Mosconi con il patrocinio del Comune di Parma. Il Laboratorio Aperto di Parma ha ospitato, lunedì 26 ottobre, un incontro dedicato al distretto serico comasco con un talk, momenti di restituzione, ospiti e un testimonial d’eccezione.

A rappresentare Como Città Creativa UNESCO, insieme alla Fondazione Gentili Mosconi, erano presenti tre istituzioni simbolo del territorio: l’I.S.I.S. Setificio “Paolo Carcano”, la Fondazione della Seta e il Museo della Seta.

L’incontro si è inserito nel programma di “Food Culture | Food Couture. La Cucina attraverso la lente della Moda: linguaggi, identità, Made in Italy”, la mostra site-specific che mette in dialogo due eccellenze del Made in Italy, la cucina e la moda. L’esposizione ha anche il merito di costruire uno scambio virtuoso tra territori, grazie a un’ampia rete di partnership che unisce Parma – Città Creativa UNESCO della Gastronomia – e Como – Città Creativa UNESCO dell’Artigianato e dell’Arte Popolare. A una settimana dalla chiusura, il percorso espositivo si arricchisce della collezione di 26 disegni per foulard realizzata dalla classe 4 M 2 del Setificio “Paolo Carcano”. I visitatori potranno ammirarla, insieme alle altre opere, fino al 4 novembre. Carlotta Beghi, Focal Point di Parma Città Creativa UNESCO, ha dichiarato: «Questa mostra si è sviluppata come un progetto in continuo movimento. Nei due mesi di apertura, i diversi momenti di attivazione hanno arricchito il percorso espositivo e aperto occasioni di dialogo tra le città. Il pubblico ha potuto seguire questa evoluzione, scoprendo nuovi contenuti e connessioni attraverso cui leggere il rapporto tra cucina e moda da prospettive sempre diverse».

Il distretto serico

Nel Loggiato delle Dame del complesso Monumentale di San Paolo, la mattinata si è aperta con un talk dedicato al distretto serico comasco. Per Como la seta è molto più di un prodotto, è il simbolo di un’identità culturale ed economica che ha segnato la storia del territorio lariano. Il futuro del distretto si gioca su tre fronti: la memoria e la trasmissione dei saperi, la formazione delle nuove generazioni e la capacità di sperimentare e innovare anche in chiave sostenibile. A presentarsi al pubblico a Parma sono state tre istituzioni comasche, realtà complementari e attive nella vita culturale e produttiva della città: l’I.S.I.S. Setificio “Paolo Carcano”, fondato nel 1868 e storicamente noto come Scuola di Setificio, che forma da oltre un secolo e mezzo figure specializzate per l’industria serica e il distretto tessile; il Museo della Seta di Como, attivo da oltre trentacinque anni, che raccoglie, conserva ed espone reperti e materiali di valore storico e tecnico che testimoniano la tradizione produttiva comasca; la Fondazione della Seta ETS, nata nel 2024 dalla fusione di Fondazione Setificio, Associazione Ex Allievi Setificio APS e Associazione per il Museo della Seta, che tiene insieme le diverse anime della cultura tessile lariana.

Dai banchi di scuola all’esposizione di foulard

Durante la mattinata, gli studenti del Setificio hanno presentato la loro collezione dedicata a cucina e moda, costituita da 26 disegni per foulard realizzati dalla classe 4M2 dell’indirizzo “Disegno per Tessuti”. Un momento di restituzione guidato dai docenti Roberta del Romano e Nicola Di Virgilio, con la partecipazione dell’artista Marco Lombardi, in arte Pollution Art.

Il preside del Setificio Gianluca Mandanici ha sottolineato che «per studentesse e studenti così giovani è stata una prova importante: sviluppare un’idea e sostenerla davanti a un pubblico. Il valore formativo sta proprio qui, nell’aver unito ricerca, competenze tecniche e capacità espressive. Da oltre 150 anni il Setificio lavora così, come una scuola aperta al dialogo con il territorio».

Alessandro Ventimiglia, vicepresidente della Fondazione della Seta per l’Area Scuola, ha poi aggiunto: «come disegnatore tessile, sono convinto che si impari davvero solo affrontando un progetto concreto. Dalla ricerca visiva ai disegni realizzati a mano, gli studenti hanno attraversato tutte le fasi della progettazione di un foulard. Hanno imparato a trasformare un’idea in scelte di composizione e di colore: è qui che la creatività diventa mestiere».

È stato proprio l’artista Marco Lombardi a scandire i diversi passaggi della restituzione. «Vedere Marco Lombardi accompagnare oggi gli studenti nella presentazione dei loro progetti è per noi motivo di orgoglio. Anche lui si è formato al Setificio, e la sua storia dimostra che da questa scuola si può arrivare anche alla ricerca artistica», ha dichiarato Angelo Donati, vicepresidente della Fondazione della Seta per l’Area Ex Allievi.

Per la chiusura del momento di restituzione, il lavoro della classe è stato commentato da un ospite speciale, Luca Bernasconi di Memesi, studio di branding che progetta identità e sistemi di comunicazione unendo esperienza, strategia e creatività.

I musei, il patrimonio e il dialogo tra i territori

Il Museo della Seta di Como e i Musei del Cibo della Provincia di Parma condividono lo stesso impegno verso il futuro: custodire e tramandare i saperi che hanno plasmato l’identità dei rispettivi territori. Il Museo della Seta di Como è infatti l’unica istituzione al mondo in grado di documentare l’intero ciclo produttivo della seta, dal baco ai filati, dalla stampa alle collezioni di moda. Macchinari, oggetti, documenti, campionari e strumenti di lavoro conservati nelle sue sale restituiscono la memoria tecnica e materiale di una tradizione produttiva secolare.
Anche i Musei del Cibo della Provincia di Parma rappresentano un unicum: una rete di nove musei dedicati ai prodotti che hanno fatto la storia della gastronomia parmense. Ne fanno parte il Museo del Parmigiano Reggiano, il Museo della Pasta, il Museo del Pomodoro, il Museo del Vino, il Museo del Salame Felino, il Museo del Prosciutto di Parma, il Museo del Culatello e del Masalén, il Museo del Fungo Porcino di Borgotaro e il Museo del Tartufo di Fragno. Al circuito si affianca il Museo Diffuso del Gusto di Parma. Le sedi si snodano lungo un’ideale Via del Gusto che attraversa in diagonale la provincia: la visita diventa così un itinerario nella cultura materiale del territorio.

Grazie alle partnership costruite attorno a “Food Culture | Food Couture”, musei e archivi sono diventati veri e propri laboratori: luoghi di studio e fonti di ricerca a disposizione dei talenti under 35 coinvolti nel progetto. Lorenzo Frigerio, vicepresidente della Fondazione della Seta per l’Area Museo, ha spiegato: «Il Museo della Seta di Como è dedicato all’intero distretto serico comasco: è un luogo in cui passato, presente e futuro di un sapere unico si intrecciano. Per questo abbiamo aperto le nostre sale e il nostro archivio ai giovani artisti del collettivo. Le due riproduzioni tratte dal Fondo Titta Porta, oggi inserite nel percorso espositivo, sono un esempio dell’immenso patrimonio che ci impegniamo a conservare e a condividere».

Chiara Ghizzoni, curatrice del Museo della Seta di Como, ha aggiunto: «Titta Porta ha saputo interpretare la cultura tessile comasca con uno sguardo libero, nutrito dall’interesse per l’arte, l’architettura e il viaggio. Formata al Setificio sotto la guida di Manlio Rho, ha unito una profonda conoscenza dei tessuti alla capacità di immaginarne possibilità espressive sempre nuove, dal disegno alla costruzione dell’abito».

Lo stesso dialogo tra memoria e creatività si ritrova a Parma. «I Musei del Cibo della Provincia di Parma sono nati per raccontare il legame tra il territorio e “l’arte del fare il cibo”. Per questo abbiamo accolto nelle nostre sedi le ricerche degli artisti del collettivo: un museo non custodisce soltanto la memoria, ma può generare nuovi progetti. Gli scatti di quelle visite, oggi in mostra, restituiscono l’immagine di un circuito diffuso e di un presidio della cultura gastronomica parmense», ha sottolineato Giancarlo Gonizzi, coordinatore dei Musei del Cibo della Provincia di Parma.
Dal confronto tra istituzioni museali è emersa infine una prospettiva più ampia rispetto al turismo internazionale. Il dialogo tra musei può tradursi in sinergie concrete. I viaggiatori stranieri cercano infatti percorsi tematici che conducono alla scoperta dei prodotti, una rete che unisce design, moda e cibo, i grandi pilastri del Made in Italy, può offrire una proposta culturale di forte impatto.

Un “Tricolore” per il Museo della Pasta

La mattinata è stata anche l’occasione per suggellare con un gesto simbolico l’incontro tra Parma e Como. Pollution Art ha donato pubblicamente al Museo della Pasta, parte del circuito dei Musei del Cibo della Provincia di Parma, l’opera “Tricolore 2025”. È realizzata su un quadro da stampa serico ed è dedicata alla Cucina Italiana, patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Nata dal recupero di uno strumento dismesso della produzione tessile, l’opera entra così in un museo dedicato alla cultura gastronomica e diventa testimonianza concreta dello scambio tra due territori simbolo del Made in Italy.

a stampa a quadro, tecnica ancora diffusa nella filiera tessile comasca, trasferisce il disegno sul tessuto attraverso un quadro serigrafico. Il colore passa dalle aree permeabili della matrice e si deposita sulla stoffa secondo il motivo previsto. Ogni colore richiede un quadro dedicato e grande precisione. Quando i disegni sono destinati a produzioni esclusive, i quadri non sono riutilizzabili e, a fine ciclo, la loro gestione diventa complessa. È da questa criticità che prende avvio il lavoro di Pollution Art, che recupera i quadri dismessi e li trasforma in opere. L’oggetto tecnico diventa così testimonianza e superficie espressiva, e rende visibile la continuità tra industria, sapere artigianale e gesto artistico. È un’operazione che si inserisce nelle pratiche contemporanee di eco-arte legate all’archeologia industriale, in cui il recupero dei materiali dismessi si fa forma consapevole di riuso.

Lombardi ha raccontato così il senso del suo lavoro: «Sono orgoglioso di essere testimonial di questa mattinata a Parma e ringrazio la Fondazione Gentili Mosconi per avermi dato questa opportunità. Come tutte le mie creazioni, “Tricolore 2025” segue la logica dell’upcycling: do una nuova possibilità ai quadri da stampa giunti al termine della loro funzione nella produzione tessile e cerco sempre di lasciarne intatta l’identità produttiva. Con questo lavoro voglio anche avvicinare il pubblico al mondo del foulard, dietro cui si celano le competenze creative della tradizione comasca. Nelle opere dedicate al Made in Italy infatti mi concentro su tre temi: l’appartenenza, la responsabilità e la difesa del patrimonio».
L’appuntamento si è chiuso con una degustazione di prodotti tipici di Parma a cura di PQR – Parma Quality Restaurants, il primo consorzio dei ristoratori di Parma e provincia, nato dopo lo storico riconoscimento di Parma Città Creativa UNESCO della Gastronomia. I ristoratori che ne fanno parte si impegnano quotidianamente a fare squadra per valorizzare e promuovere la cultura culinaria locale.

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