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Attualità

Morte di Emilio Russo, la famiglia: “Grazie a tutti”. Nell’ultima passeggiata cercava ispirazione per il prossimo libro, ambientato a Lezzeno

EDIT – 17.05 DEL 18 SETTEMBRE

Nel pieno di un dolore immenso la famiglia Russo mostra la stessa signorilità e lo stesso garbo che erano cifre del professore scomparso: “La famiglia ringrazia i cittadini e il Comune di Lezzeno e tutti i soccorritori: Vigili del Fuoco, Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Protezione Civile della Provincia di Como e Soccorso Alpino”.

I figli Paolo Emilio e Claudio in questi giorni, peraltro, hanno partecipato attivamente alle ricerche.

In queste ore si delineano molti dettagli. Uno è bello, tanto. Quella di Emilio non è stata una semplice passeggiata ma una delle molte uscite di queste settimane per osservare, studiare, conoscere e percepire in ogni sfumatura Lezzeno, tra paese e boschi.

Il comune del Lago, infatti, avrebbe dovuto essere il centro del nuovo romanzo del professore.

Morte di Emilio Russo. Prima dell’incidente, parole per don Roberto: “Immigrazione a Como, non accetto sia un tema tra ‘buonisti’ e ‘cattivi’”

Enorme dolore per la morte di Emilio Russo. Landriscina: “Comunista anomalo”. Articolo Uno: “Vuoto incolmabile”. Pd: “Mancherà la sua cultura”

EDIT -11.44 DEL 18 SETTEMBRE

E’ stato trovato, senza vita, questa mattina il corpo di Emilio Russo, scomparso da 3 giorni fra i monti di Lezzeno. Le squadre di ricerca dei vigili del fuoco hanno incrociato le immagini dei droni a infrarossi registrate tra la notte appena passata con la precedente: i dati hanno permesso di individuare un punto preciso dove era estremamente possibile si trovasse l’uomo.

Quindi la tragica scoperta. Il professore si trova in fondo a un vallone, tanto impervio da non essere raggiungibile in cordata. Necessario, per il recupero della salma, l’intervento con elicottero e verricello.

GALLERY-SFOGLIA

EDIT: 19.57 DEL 17 SETTEMBRE

Le ricerche di Emilio Russo non hanno ancora dato esito. In questi minuti il cambio di turno tra squadre. I cani molecolari sono appena andati a riposare, riprenderanno il lavoro domattina mentre si stanno levando di nuovo in volo i droni a infrarossi per le ricerche notturne.

Sono passati due giorni, è vero, ma i gruppi di soccorso ricordano che ci sono ancora ampie speranze, come numerosi precedenti di cronaca ricordano. Insomma, estrema cautela e massimo rispetto per una famiglia comprensibilmente spaventata, ma non tutto è perduto.

Nel video la centrale operativa mobile dei Vigili del Fuoco dove vengono analizzati e incrociati i dati Gps di tutte le squadre attive:


EDIT: 13.11 DEL 17 SETTEMBRE

Ancora nessuna traccia di Emilio Russo. Le ricerche (vedi sotto) sono proseguite nella notte con droni specializzati nelle riprese notturne (immagini che da ore vengono analizzate fotogramma per fotogramma). I termoscanner in alcune occasioni hanno acceso le speranze ma si trattava di falsi segnali.

In mattinata sono partite nuove squadre di ricerca. I figli, Paolo Emilio e Claudio, stanno accompagnando i vigili del fuoco. Obiettivo, raggiungere i posti meglio conosciuti e più cari al professore. Tutto può essere utile, alberi, punti panoramici, luoghi dove tornava spesso.

Il raggio delle ricerche, intanto, è stato allargato.

23.45 DEL 16 SETTEMBRE:

L’elicottero dei carabinieri, raccontavamo oggi, pur munito di termoscanner a ampio e profondo raggio non ha potuto penetrare rami e selva. Boschi particolarmente densi quelli della zona.

In giornata una gigantesca mobilitazione per cercare, tra i sentieri dei monti che sovrastano Lezzeno, Emilio Russo.

Notissimo politico comasco, assessore comunale e consigliere regionale, primo segretario del Pds lariano, scrittore, firma di punta del quotidiano L’Ordine (sotto la direzione di Sandro Sallusti, prima, e Mauro Migliavada, poi), saggista, docente di storia e filosofia, in pensione, del Liceo Giovio. Spesso ha donato contributi anche a questo giornale.

Lezzeno, paura per Emilio Russo, uscito ieri per una passeggiata non è rientrato. Ricerche in corso

Emilio è uscito nel pomeriggio di ieri, dopo le 15.30, dalla sua casa vacanza di Lezzeno (da moltissimi anni la sua prima residenza è Olgiate Comasco).

Una passeggiata verso la Torre (si presume e due testimoni parrebbero confermare di averlo visto quantomeno all’andata), poi non è rientrato. Aveva lasciato lo smartphone a casa.

A dare l’allarme i parenti. Immediata la mobilitazione: vigili del fuoco, soccorso alpino fluviale, protezione civile, polizia locale, volontari, amici e familiari.

GALLERY-SFOGLIA

Le ricerche sono state interrotte solo poche ore la scorsa notte intorno alle 2, ripartite poi al primo sorgere del sole. Sono tutt’ora in corso.

Questa sera, prima delle 21, ci spiegano dal posto, si è levato in volo un drone dei pompieri munito di visore notturno a infrarossi. E’ un appoggio importantissimo (agile e snello) al lavoro dei cani molecolari e di tutte le persone attive in queste ore.

Ecco quanto fanno sapere dal Soccorso Alpino e Speleologico della Lombardia:

“Era uscito ieri pomeriggio per una breve escursione nei boschi sopra il paese ma non è più rientrato. Da ieri sera, la Stazione del Triangolo Lariano, XIX Delegazione Cnsas, insieme con i Carabinieri, i Vigili del fuoco e la Protezione civile, stanno vagliando i percorsi più probabili che l’uomo, che ha circa 70 anni, potrebbe avere fatto. Durante la notte e dall’alba, i tecnici hanno perlustrato canali impervi, con delle calate, in un ambiente particolarmente severo e impegnativo dal punto di vista tecnico, dove più che sentieri veri e propri ci sono soprattutto delle tracce. Molti canali sono stati bonificati durante la giornata di oggi. È stata richiesta anche la presenza dei cani molecolari dell’ANC – Associazione Nazionale Carabinieri, che hanno partecipato alle operazioni. Le ricerche proseguiranno anche nelle prossime ore, con l’impiego dei tecnici della squadra forre regionale del Cnsas Lombardo, che esamineranno alcuni corsi d’acqua”.

Aggiornamenti in corso.

(Una nota di ComoZero, sincera: Emilio lo conosciamo da un sacco di tempo, ma tantissimo. Abbiamo parlato, scazzato, ci siamo incontrati, capiti, abbiamo riso e poi abbiamo scazzato ancora e poi da capo. Lui è così, noi anche, uguali. Teste dure, fiere, tenere. Ci vogliamo bene: il Prof con la pipa e noi mai abbastanza urbani per averla in mano – la pipa – con la sua stessa, naturale, disincantata ma non troppo, eleganza. Ha spesso scritto su queste pagine. Ecco, aspettiamo con tutto il cuore di sapere che sta bene. Davvero).

 

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Un commento

  1. Caro Emilio,
    ci hai insegnato che la formazione è la prima fonte di riscatto sociale dalle condizioni economiche di partenza e che la trasmissione del sapere dà forma alle nostri menti, dà senso alle nostre azioni e sopravvive alla nostra morte contribuendo a far evolvere l’umanità in un percorso di grande e duratura emancipazione.
    Trarremo tesoro dai tuoi insegnamenti professore.

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