Resta tesissima la situazione per Aeffe Spa, il gruppo del lusso proprietario di brand come Alberta Ferretti e Moschino. L’ultimo incontro, svolto alla presenza della Direzione Aziendale, delle parti sociali e delle istituzioni, non ha portato la svolta sperata: a oggi i licenziamenti dei 221 dipendenti tra San Giovanni Marignano (oltre 170) e Milano (altri 48), restano sul tavolo. Nonostante la mediazione dei Ministeri, infatti, l’azienda ha mantenuto una posizione rigida sulla procedura di licenziamento collettivo, confermando un clima di forte contrapposizione sindacale.
Il piano di risanamento e la ricerca di investitori
Durante il summit, il Dott. Riccardo Ranalli, esperto nominato dalla Composizione Negoziata della Crisi (CNC), ha illustrato le linee guida del progetto di risanamento. L’obiettivo primario resta l’individuazione di un soggetto industriale o di un investitore terzo capace di iniettare capitali e garantire la continuità del business.
Tuttavia, le tempistiche stringenti e l’incertezza sull’identità dei possibili acquirenti appesantiscono il clima negoziale.
L’affondo di Mimit e Regioni: “Anomalia nei licenziamenti”
Non sono mancate le critiche istituzionali. L’Assessore al Lavoro della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla (rappresentato dai tecnici regionali), e il Mattia Losego per il Mimit, hanno definito “anomalo” il contesto della discussione: il confronto sulla crisi sta avvenendo con le lettere di licenziamento già inviate ai lavoratori.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha ribadito la disponibilità ad attivare il Fondo di Salvaguardia, strumento cruciale per sostenere economicamente le imprese in difficoltà, a patto che ci sia una reale volontà di collaborazione.
Il “no” dell’azienda alla proposta del Ministero del Lavoro
In un estremo tentativo di mediazione, il Ministero del Lavoro ha ipotizzato il ritiro della procedura di licenziamento (ex Legge 223) appena conclusa per riaprirne una nuova, finalizzata al raggiungimento di un accordo condiviso. Una proposta, questa, che ha incontrato il parere negativo dei legali di Aeffe Spa, congelando di fatto ogni possibilità di revoca immediata dei provvedimenti.
La posizione dei sindacati: Filctem, Femca e Uiltec
Le sigle sindacali FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL, insieme alle RSU di Rimini e Milano, esprimono profonda preoccupazione: “La strada del ritiro dei licenziamenti è percorribile, ma l’azienda deve dare un segnale di reale dignità ai lavoratori, sia per chi uscirà che per chi resterà. Al momento registriamo una chiusura totale che non aiuta il futuro della società.”
Prossima tappa: il 2 marzo
Il Mimit ha preso atto dello stallo e ha aggiornato il tavolo al 2 marzo 2026. In quella sede, si verificherà se le manifestazioni d’interesse da parte di terzi si saranno concretizzate in offerte vincolanti, sperando in un cambio di rotta che possa salvaguardare i livelli occupazionali.