Esattamente quanto denunciato ieri sera dal sindaco di Olgiate Comasco, Simone Moretti.
Cittadini chiamati per il vaccino sì. Ma a Milano.
La stessa identica cosa è accaduta poco fa a Priscilla Cavadini, residente a Como e in attesa della chiamata al vaccino per suo papà, 80enne.
Priscilla segnala la cosa su Facebook, taggando anche ComoZero:
Vi chiedo gentilmente di spiegarmi come pensiate che sia possibile chiamare alle 20,30 di stasera per la vaccinazione anti Covid, un over 80 del comune di Como con problemi di salute, comunicandogli l’appuntamento per domani mattina alle 8,36 al Niguarda.
Ci vuole fantasia ed un pizzico di magia.
La chiamiamo e racconta con dovizia di particolari: “Ho registrato mio padre, nato nel ’41, il primo giorno in cui hanno aperto le prenotazioni per il vaccino. Quel giorno ho dato il numero fisso di casa poiché il cellulare non prendeva. Poi è scoppiato il caos prenotazioni e, per scrupolo, ho registrato nuovamente papà con procedura andata a buon fine”.
Quindi questa sera: “Alle 20.30 ricevo una chiamata sul cellulare, segno che la prima prenotazione nemmeno è stata considerata e mi chiedo come faranno altri. La signora del call center non solo mi dice che il vaccino è prenotato per domattina alle 8.36 ma mi dice il nome di una via che non conosco. Chiedo chiarimenti è viene fuori che è l’ospedale Niguarda di Milano”.
Priscila esita, stupita chiede ancora lumi ma: “La signora, una volta che sollevo qualche dubbio riesce addirittura a chiedermi: ‘Perché Como è lontana da Milano?”.
Parentesi surreali a parte il disagio è evidente: “Non solo ha 80 anni ma ha problemi di movimento e alla schiena, dieci giorni fa è finito due volte in Pronto Soccorso per altre complicazioni. Un conto è che lo vaccinino al Sant’anna. ma perché devo portare un uomo anziano e in difficoltà fino a MIlano? Aggiungo: è normale chiamare la sera prima per la mattina dopo?”.
Chiudiamo tornando a Olgiate. Sindaco e Asst, fortunatamente, sono intervenuti. Como farà lo stesso?
Vaccini a Milano per gli olgiatesi: Asst e il sindaco evitano l’assurdità. Moretti: “Scrivete a me”