L’Agenzia del trasporto pubblico locale (Tpl), che riunisce Como, Lecco e Varese rinnova i propri vertici non senza polemiche. Ieri infatti c’è stata la nomina del nuovo presidente, Gian Luigi Cartabia, che subentra all’uscente Angelo Colzani, in carica per due mandati e del Cda. Ma le nuove cariche e soprattutto le modalità con le quali ci si è arrivati non sono piaciute a tutti. Innanzitutto i nomi: presidente Gian Luigi Cartabia. Insieme a lui Mirko Baruffini, Francesco De Poi, Marisa Fondra, Vincenzo Bella.
Ma come detto questo operazione ha creato pesanti malumori. “Siamo di fronte a una forzatura senza precedenti a una settimana dalle elezioni provinciali di Varese (si terranno il 29 gennaio) che potrebbero sancire, come molti ritengono, il passaggio della presidenza della Provincia da Emanuele Antonelli (centrodestra) a Marco Magrini (sostenuto dal centrosinistra). Dopo un avviso pubblicato per soli 3 giorni, in palese contrasto con il vigente regolamento della Provincia di Varese sulle nomine che prevede un tempo minimo di pubblicazione di almeno 10 giorni e sebbene l’Agenzia avesse invitato tutti i soci da quasi un mese della convocazione dell’assemblea, il presidente Antonelli e una parte dell’assemblea dell’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale hanno nominato il nuovo presidente dell’Agenzia, l’ex sindaco di Cislago Cartabbia, già sfiduciato dalla sua maggioranza. Pensiamo che un presidente in scadenza di mandato (mancano soli 8 giorni), come è Antonelli, avrebbe dovuto astenersi dal procedere a una nomina così delicata per tutta la provincia”. Attacco che porta la firma del sindaco di Varese, Davide Galimberti, dell’assessore ai Lavori pubblici Andrea Civati e di 6 consiglieri provinciali. Votazione che ha visto l’assenza del Comune di Como e il voto contrario di Varese, Lecco e Tremezzina.
“In più è stato effettuato un blitz con un avviso pubblicato solo tre giorni dal 16 al 19 gennaio. L’agenzia del Tpl è un ente che è sempre stato gestito in modo collegiale da tutte le sensibilità politiche e civiche e interessa centinaia di migliaia di persone, comuni e amministratori. Purtroppo però Antonelli ha voluto imporre il suo candidato che non è stato sostenuto da tanti territori rappresentati dall’Agenzia e soprattutto senza il sostegno di nessuno dei 3 capoluoghi dell’agenzia (Como, Lecco e Varese). Probabilmente neanche le componenti della provincia sapevano di questa decisione. Che sia una forzatura dalle gravi conseguenze politiche ed istituzionali è data dal fatto che ad esempio la nomina dell’organo di revisione è stata rinviata a dopo le elezioni provinciali di Varese. Quindi ci chiediamo perché non poteva essere accolta anche la richiesta di rinvio avanzata da alcuni comuni anche per la nomina del Presidente e cda?”, si chiude il documento.
Per i rinvio si erano espressi a favore oltre al Comune di Varese anche quelli di Tremezzina, Lecco e Castellanza.